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Una sostenibilità ancora troppo lontana

Nel rapporto “The Future of spaceship earth”, gli esperti dell’ente di certificazione internazionale DNV GL, facendo riferimento ad alcuni degli studi più innovativi esistenti, si sono interrogati sulla possibilità di raggiungere i 17 obiettivi di sostenibilità fissati per il 2030 dalle Nazioni Unite, in assenza di interventi straordinari e, alla luce di questa analisi, hanno a messo a punto un modello previsionale per definire gli sviluppi del nostro pianeta nei prossimi decenni. In particolare, si è deciso di fare riferimento al modello 2052 del futurista Jørgen Randers, al modello DICE (Dynamic Integrated Climate-Economy) del Professor Bill Nordhaus della Yale University e al modello Threshold21 (T21) del Millenium Instutute di Washintogn DC.

sostenibilitàL’esito non è rincuorante, perché purtroppo sembra che in nessuna regione gli obiettivi verranno completamente raggiunti. Solo i Paesi OCSE riusciranno a centrarne gran parte. Benessere ed educazione, ad esempio, saranno ancora prerogativa solo di una parte della popolazione mondiale, così come la possibilità di poter contare su infrastrutture e innovazioni o su città sostenibili.

«Senza interventi straordinari – commenta Luca Crisciotti, CEO di DNV GL – Business Assurance – non raggiungeremo gli obiettivi di sostenibilità. Il mondo farà progressi in materia di salute, benessere e istruzione ma i divari tra le diverse regioni rimarranno significativi. I problemi legati a diseguaglianze e cambiamenti climatici continueranno a porre le sfide maggiori: di questo passo, secondo le nostre previsioni nessuna delle regioni riuscirà veramente a risolverli».

Lo studio va oltre il 2030 e traccia anche un quadro del mondo al 2050. Si prevede che la popolazione mondiale raggiungerà gli 8,5 miliardi e che il PIL mondiale raddoppierà, nonostante un marcato rallentamento nelle aree più sviluppate. Dopo una crescita considerevole per i prossimi 15 anni, i consumi energetici si stabilizzeranno, potendo contare per metà sulle energie rinnovabili e per l’altra metà dai combustibili fossili. Ciò porterà a un aumento di circa 1,8°C della temperatura terrestre intorno al 2050, per poi aumentare di 2,5°C nei decenni immediatamente successivi. Dal punto ambientale si andrà incontro a un quadro di deterioramento, che progredirà a ritmi meno rapidi, ma con uno sfruttamento delle risorse che continuerà ad andare ben al di là delle capacità del globo.

sostenibilitàPaesi OCSE e Stati Uniti dunque conquisteranno gran parte degli obiettivi; rimarranno, tuttavia, grosse sfide in termini di eccessi di consumo e climate change. La Cina sarà sempre più simile ai Paesi OCSE, con gran parte degli obiettivi raggiunti entro il 2030. Nonostante i progressi, invece, i Paesi del gruppo BRISE e il resto del mondo non riusciranno a centrare la maggior parte degli obiettivi di sostenibilità.

Lo studio si conclude con una serie di raccomandazioni sulle misure necessarie per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, in particolare relativi ai temi dell’energia, dei cambiamenti climatici e degli oceani.

Il rapporto completo e il modello di calcolo interattivo (che può essere utilizzato autonomamente per simulazioni) sono disponibili online. L’analisi verrà costantemente affinata e aggiornata negli anni a seguire.

 

 

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