Sos Api. Una giornata mondiale per ricordarci che dipendiamo dagli impollinatori

Foto di Jürgen da Pixabay

Un milione di neuroni tiene in vita il mondo. Ma stanno diminuendo. Come possiamo correre ai ripari?

 

Immaginate di andare al supermercato per comprare mele e pomodori, magari anche un po’ di marmellata per la colazione. Ma sorpresa! Gli scaffali sono vuoti: il reparto ortofrutta è deserto, anche il banco frigo è mezzo pieno. Non c’è più neanche il latte di mandorla ma nemmeno l’hamburger. Che è successo? Semplice: senza impollinatori, niente più frutta, niente più fieno per gli animali. Senza di loro, il mondo sarebbe ben diverso: dovremmo dire addio a fiori, piante e gran parte del cibo che consumiamo quotidianamente.

Certo, è un’immagine estrema ma non impossibile. Potrebbe essere la realtà di un mondo senza api da miele, responsabili per l’80% delle colture alimentari, capaci di influenzare uno su 4 dei bocconi di cibo che mangiamo.

Il 20 maggio è la Giornata mondiale delle api e della biodiversità, occasione per riflettere sul nostro rapporto con la natura, sull’impatto che il nostro modo di vivere ha sull’ecosistema e sull’importanza delle api per la sopravvivenza della vita.

Dall’inizio degli anni 2000, le colonie di api sono in lento declino, in gran parte a causa delle monocolture. Se le popolazioni di api continueranno a diminuire, ciò avrà un forte impatto sulla produzione alimentare.

Leggi World Bee Day, per garantire la sopravvivenza delle api

Ma chi sono questi insetti che fanno il miele?

Pur avendo un cervello minuscolo, un milione di neuroni rispetto ai 100 miliardi degli esseri umani, questi insetti sono in grado di orientarsi, apprendere, comunicare, ricordare e addirittura sognare. Creano mappe olfattive tridimensionali dell’ambiente, individuano punti di riferimento visivi, trasmettono istruzioni danzando e lasciano tracce elettrostatiche sui fiori per guidare le compagne di alveare. Le api vedono e interpretano la realtà in modo unico, riuscendo a decodificare certi schemi complessi invisibili ai nostri occhi.

In altre parole, quando sentite il ronzio di un’ape, niente panico: è una creatura pacifica e straordinaria.

Stephen Buchmann, entomologo di fama internazionale e docente nel Dipartimento di Entomologia, Ecologia e Biologia evolutiva dell’Università dell’Arizona, nel suo ultimo libro La personalità dell’ape. Pensieri, ricordi, emozioni ci spiega un mondo sconosciuto ma meraviglioso.

  • Le api hanno una coscienza, ricordano e probabilmente provano emozioni: contrariamente a quello che molti pensano, le api sono insetti senzienti e perfettamente autoconsapevoli. Hanno straordinarie capacità mentali, sono in grado di ricordare, di contare, di risolvere problemi, di imparare dai loro errori e addirittura di fare progetti per il futuro. Hanno una forma primitiva di coscienza e molto probabilmente sono in grado sia di sognare che di provare emozioni e sensazioni come il dolore e la sofferenza.
  • Le api vedono oltre l’arcobaleno: hanno una vista tricromatica simile alla nostra e vedono il mondo in tre colori primari. Mentre per noi umani i colori primari sono il rosso magenta, il giallo e il blu ciano, per le api sono il giallo, l’azzurro e l’ultravioletto. Questo perchè la loro vista è spostata verso lunghezze d’onda più corte, oltre il blu e il violetto e verso l’ultravioletto, rendendole capaci di intercettare una parte dello spettro che per noi è invisibile senza l’utilizzo di fotocamere e filtri. Come dice Buchmann, le api riescono a guardare letteralmente oltre l’arcobaleno, riuscendo a vedere quello che è invisibile ai nostri occhi.
  • Il maschio delle api si fa imbrogliare dalle orchidee: si può definire un vero e proprio “inganno sessuale”. Nel corso di milioni di anni, una tipologia di orchidea detta Ophrys (nota anche come “orchidea delle api”) si è evoluta fino a modificare la forma del suo petalo centrale per assomigliare a un’ape femmina. La punta del fiore imita l’addome femminile ed è ricoperto di peli luccicanti come quello di una vera ape. Proprio come una femme fatale, questa seducente orchidea conquista un fuco dopo l’altro per aumentare le proprie possibilità di impollinazione e fertilizzazione.
  • L’ape è una madre single: le api sociali che vivono in grandi colonie sono l’eccezione, non la regola. Secondo Buchmann, la vita dell’ape comune può essere descritta come quella di una madre single, sempre indaffarata e con una famiglia da sfamare con le sue sole forze. Mamma ape vive in un piccolo appartamento sotto terra, non riceve aiuto dal suo compagno (che non c’è più da un po’ di tempo) né dalle sue sorelle o da altri parenti. Ogni mattina va a lavoro per raccogliere nettare e polline dai fiori, con cui poi, una volta tornata a casa, impasterà il “pane” (il pane d’api) per sfamare i figli ancora nella culla.
  • Se ti muovi rapidamente, l’ape ti vede meglio: se le api potessero andare al cinema e accomodarsi per guardare un film con noi, vedrebbero solo la proiezione di immagini statiche una dopo l’altra. Per essere visti in modo continuativo dall’occhio umano, i filmati cinematografici vengono proiettati a una velocità di 24 fotogrammi al secondo. Per renderli visibili anche alle api, bisognerebbe accelerare la proiezione da 24 a circa 200-250 fotogrammi al secondo. Gli occhi di questi insetti, infatti, vedono meglio ciò che si muove rapidamente. Adesso sapete perchè quando cercate di scacciare un’ape può evitarvi con facilità. Chiunque viene preso dal panico quando un’ape si avvicina e si mette a muovere freneticamente le braccia diventa un obiettivo facile per una possibile puntura. Ecco perchè gli apicoltori si muovono lentamente e con cautela per evitare di creare agitazione ed essere punti.

Leggi Api più protette grazie all’Intelligenza Artificiale

Una popolazione a rischio

Oasi Urbane (Ph courtesy Fondazione Experience)

Le api sono fondamentali per la nostra sopravvivenza eppure, a causa dell’impatto umano, rischiano di scomparire. In appena trenta anni, dal 1980 al 2010, la popolazione mondiale di api e vespe si è ridotta del 36%.

Secondo il Parlamento europeo, “Le api ci danno un servizio inestimabile, di valore ambientale e di valore strategico per la società, sono parte di un modello di produzione sostenibile nel contesto rurale, un pregevole esempio di occupazione verde per la conservazione della biodiversità e dell’equilibrio ecologico. La produzione agricola necessita in modo vitale dell’impollinazione”.

Il 9,2% delle 1.965 specie di api che ronzano in Europa sta per sparire, mentre un altro 5,2% potrebbe essere minacciato nel prossimo futuro. I dati sono presenti in due ricerche condotte per conto della Lista rossa delle api stilata dall’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn) e del progetto europeo Status and trends of European pollinators (Step).

Leggi Giornata mondiale delle api 2023, il Parco dell’Alta Murgia menzionato come buona pratica

L’80% delle piante per la nostra alimentazione dipende dagli impollinatori

Se esistono al mondo delle specie animali a cui l’essere umano deve la propria sopravvivenza e benessere, è proprio quella delle api, di cui non possiamo fare a meno: dalle api dipende il 35% della produzione agricola mondiale, con un valore economico stimato ogni anno di oltre 153 miliardi di euro a livello globale e 22 miliardi di euro per la sola Europa.

Il WWF Italia, che da anni svolge numerose attività di conservazione e tutela di queste specie preziose, anche attraverso la rete delle proprie Oasi, sollecita l’urgenza dell’adozione e attuazione da parte del nostro Governo di un Piano Nazionale per la conservazione degli impollinatori, previsto dalla Strategia Nazionale Biodiversità 2030. Il 3 agosto 2023 è stato firmato il Decreto Ministeriale di adozione della nuova Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 e di istituzione dei suoi organi di governance, ma da allora non ci sono stati passi concreti per la sua attuazione.

Gli apicoltori hanno da tempo lanciato l’allarme per la drastica riduzione del numero e della produttività degli alveari. Il cambiamento climatico, insieme alle pratiche agricole intensive che prevedono l’utilizzo di pesticidi pericolosi per le api e gli altri impollinatori mettono in pericolo questo inestimabile patrimonio dell’agricoltura italiana sottoposto ad attento monitoraggio da parte del Ministero delle Politiche Agricole con il progetto “BeeNet” di cui è responsabile il Crea (Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente). Analisi di laboratorio hanno consentito di rinvenire sulle api e sul polline casi di presenza delle sostanze attive di prodotti fitosanitari, utilizzati nelle aree su cui le stesse effettuano i voli e bottinano. Nel corso degli ultimi anni in Italia, l’Efsa ha registrato perdite di api tra cento e mille volte maggiori di quanto normalmente osservato. Mentre dalla ricerca sulla perdita della biodiversità di impollinatori, condotta dall’Ipbes già nel 2016, risulta che il 40% delle specie di api selvatiche e farfalle risulta essere a rischio.

L’impollinazione è uno dei servizi ecosistemici più importanti forniti dalla natura per il benessere umano e per la nostra economia.

Leggi Biodiversità, insetti impollinatori tutelati dal Ministero della Transizione ecologica

Quasi il 90% di tutte le piante selvatiche con fiore dipende dall’impollinazione animale, mentre delle 1.400 piante che nel mondo producono cibo e prodotti dell’industria quasi l’80% richiede l’impollinazione da parte di animali, non solo api domestiche e selvatiche, ma anche vespe, farfalle e falene, sirfidi, coleotteri, uccelli, pipistrelli ed altri vertebrati. Considerando le sole api selvatiche si tratta di un vero e proprio esercito di oltre 20mila specie che garantiscono l’impollinazione dei fiori da cui dipende il 35% della produzione agricola mondiale. L’84% delle principali colture per il consumo umano in Europa, tra cui molti tipi di frutta e verdura, richiede l’impollinazione degli insetti per migliorarne la qualità e il rendimento.

Oasi Urbane (Ph courtesy Fondazione Experience)

L’Unione europea avrebbe quindi buone ragioni per prendersi cura delle api e di altri insetti impollinatori, ma oggi – secondo il WWF Italia – questo ancora non avviene come dovrebbe, nonostante la Commissione europea abbia adottato dal gennaio 2023 la “Revisione dell’iniziativa dell’UE a favore degli impollinatori”.

“Gli insetti impollinatori hanno bisogno di ecosistemi liberi da veleni e diversificati, con la presenza di siepi, alberature, fasce tampone con fiori nettariferi, stagni, per alimentarsi e completare il loro ciclo riproduttivo. Per questo è fondamentale eliminare i pesticidi che avvelenano la nostra agricoltura e riportare la Natura all’interno delle aziende agricole. Per raggiungere questi obiettivi e non lasciare sulla carta i buoni propositi – spiega Eva Alessi, responsabile Sostenibilità del WWF Italia – gli Stati membri, gli agricoltori, l’industria agroalimentare e i cittadini europei sono richiamati oggi a svolgere un ruolo attivo e assumersi le proprie responsabilità per sostenere la necessaria transizione ecologica della nostra agricoltura”.

La Strategia Nazionale Biodiversità prevede un’azione specifica per la tutela degli insetti impollinatori che, oltre alla definizione e attuazione di un Piano Nazionale per la conservazione degli impollinatori, prevede la definizione di un processo di monitoraggio coordinato, che includa lo sviluppo di specifici network di citizen science per valutare lo stato di conservazione degli impollinatori e dei loro habitat, con l’identificazione di solidi indicatori.

Dopo il ritiro del Regolamento europeo Sur per la riduzione dell’uso dei pesticidi e il blocco del Regolamento europeo sul ripristino della Natura, l’Iniziativa europea “Un nuovo patto per gli impollinatori” (adottata il 24 gennaio 2023 come revisione della precedente Iniziativa del 2018) è rimasta senza i suoi più importanti strumenti attuativi. La responsabilità delle azioni necessarie per la tutela degli insetti impollinatori è adesso dei singoli Stati membri dell’Unione e il Governo italiano è chiamato a fare la sua parte recuperando ritardi e inadempienze.

In attesa del Piano Nazionale per la tutela degli impollinatori, il WWF Italia rinnova il suo impegno attraverso il sistema delle sue aree naturali protette. Dal 2024 le prime tre Oasi WWF parteciperanno attivamente al monitoraggio delle farfalle, aderendo ad un progetto che ha lo scopo di valutare l’abbondanza delle popolazioni di farfalle al fine di stabilire strategie di conservazione appropriate. Sono, inoltre, 28 le Oasi WWF dove sono stati realizzati interventi di ripristino della Natura per favorire l’alimentazione e il rifugio prioritariamente di apoidei selvatici, in particolare come bombi e osmie, attraverso la semina di fiori nettariferi e polliniferi e la collocazione di nidi artificiali.

Leggi AppBio-PoMS-ITALIA 1.0, l’app che monitora gli impollinatori

Creare città a misura di api e oasi urbane di biodiversità

Istituita dalle Nazioni Unite il 20 dicembre del 2017, la Giornata mondiale delle api 2024 invita a supportare tutte quelle pratiche agricole che hanno un impatto positivo sulla salute degli insetti impollinatori e, al tempo stesso, rendono più efficienti, sostenibili e resilienti i sistemi agroalimentari.

Molte iniziative cercano di sensibilizzare al tema della protezione e tutela di queste piccole e laboriose creature. Fra esse citiamo:

  • FondazioneExperience, ente filantropico impegnato sul fronte della mobilità studentesca e del diritto allo studio, e Cx Campus&Hotel – in partnership con 3Bee, innovativa startup agri-tech specializzata nello sviluppo di sistemi di monitoraggio per la salvaguardia e la protezione delle api, hanno realizzato il progetto “Oasi Urbane di Biodiversità” in campus studenteschi distribuiti sul territorio italiano.

Nei cinque campus CX di Bari, Roma, Chieti, Firenze e Torino Belfiore, per estendersi poi ai campus di TriesteMilano Bicocca e Milano Novate, sono arrivate casette “rifugio” per gli impollinatori: scatoline in legno composte da cannette di bambù dove gli insetti potranno deporre le uova e avviare sempre nuovi cicli di vita.  Le piccole oasi verdi composte da decine di piante aromatiche quali rosmarino, calendula, mentuccia e lavanda, fondamentali per l’attività di impollinazione degli insetti, custodi della biodiversità e dell’equilibrio naturale dell’ambiente intendono  informare, responsabilizzare e sensibilizzare i giovani ai temi ambientali. Spostandosi da un fiore all’altro, le api raggiungono ed impollinano oltre 170mila specie vegetali, garantendo così la biodiversità nei vari ecosistemi. In un giorno le api di un alveare possono visitare fino a 225mila fiori.

  • Sas dal 2017 ha iniziato a ospitare alveari presso i campus aziendali, ma il leader degli analytics ha deciso di ben presto impiegare la propria expertise al servizio delle api e del pianeta. Utilizzando analisi avanzate e l’elaborazione dei flussi di eventi, ha trasformato i propri alveari in un progetto di innovazione IoT. Un sistema che rilevi le fluttuazioni di queste misure può fornire agli apicoltori un indicatore precoce di problemi all’interno dell’alveare e l’azienda ha condiviso con il mondo ciò che ha appreso dalle proprie sperimentazioni, nella speranza che possa fungere da modello per misurare la salute dell’alveare quando e dove è più necessario. Il tutto ricorda che, sebbene queste azioni possano sembrare di piccola entità, contribuiscono in realtà a creare grandi cambiamenti, proprio come il lavoro di centinaia di migliaia di api che culmina in chili di miele e in un’intricata rete di favi.  Dopo aver collegato i sensori all’alveare, l’azienda ha iniziato a trasmettere i dati dall’alveare al cloud in modo da poter misurare continuamente:
  1. Il peso dell’alveare.
  2. La temperatura all’interno e all’esterno dell’alveare.
  3. L’umidità all’interno dell’alveare.
  4. L’acustica o il “ronzio” all’interno dell’alveare.
  • Sorgenia conferma il programma avviato lo scorso anno con Apicoltura Urbana che nel 2023 ha installato 8 alveari posizionati a coppie presso i quattro cicli combinati dell’azienda a Turano Lodigiano (Lo), Aprilia (Lt), Termoli (Cb) e Modugno (Ba). Prima del termine della stagione apistica sono state eseguite analisi chimiche sulle api e sui prodotti da loro realizzati (pane d’api, cera e miele).
Ph courtesy Sorgenia

Il monitoraggio ha evidenziato non solo la salubrità degli insetti e dei loro prodotti ma anche della qualità dell’aria e dell’area nel suo insieme, a dimostrazione di come Sorgenia abbia trovato il giusto equilibrio tra rispetto dell’ambiente e attività produttive. I 70 kg di miele prodotto a chilometro zero sono stati condivisi con i dipendenti dell’azienda e i partner. Il progetto è stato confermato anche per il 2024 nelle 4 centrali a ciclo combinato ed esteso all’impianto a biomasse del Mercure, al confine tra Calabria e Basilicata per un totale di 10 arnie collocate presso le aree produttive dell’azienda.

Massimiliano Toro, Power Asset Director di Sorgenia commenta: “Le api hanno un ruolo essenziale negli ecosistemi e ogni contributo per salvaguardare il loro prezioso operato è per noi importante. Ogni ape visita in media 2.000 fiori al giorno in un raggio di 3 km dall’alveare e, con due sole arnie, sono possibili fino a 18 milioni di micro-campionamenti ogni giorno. Questo è uno dei motivi per cui abbiamo deciso di dar vita al progetto con Apicoltura Urbana che ha per noi valore da molteplici punti di vista: per tutelare i territori e la loro biodiversità, coinvolgere e sensibilizzare i nostri dipendenti e le loro famiglie e infine essere parte attiva nelle iniziative che guidano verso i traguardi dell’Agenda 2030″.

  • Un’opera di street art e un bee-hotel a Milano, grazie ad Apicoltura Urbana azienda di servizi legati alla biodiversità, e Alveario, azienda apistica biologica e produttore di integratori apistici, in collaborazione con l’artista Pilo.

“Le api sono sentinelle del nostro pianeta. La loro scomparsa porterebbe a conseguenze devastanti per la nostra stessa sopravvivenza. Con questa opera di street art vogliamo attirare l’attenzione su quanto sta avvenendo negli ultimi anni e sensibilizzare i cittadini sull’importanza di tutelare le api e il loro habitat”. Giuseppe Manno, fondatore di Apicoltura Urbana spiega: “L’idea di portare l’arte in un luogo dove non era presente si lega a doppio filo con la nostra attività di creazione di alveari aziendali per i nostri clienti: far nascere biodiversità là dove non esisteva”.

“I bee-hotel sono un modo semplice e concreto per aiutare le api,” spiega Alfredo Fachini, co-fondatore di Alveario. “Offrono loro un luogo sicuro dove nidificare e crescere, contribuendo così alla loro sopravvivenza. Abbiamo voluto collaborare concretamente al benessere di questi insetti, come testimonia anche la nostra comunicazione informativa su questo mondo e la nostra filiera etica di derivati apistici solo made in Italy, per tutelare gli insetti e i nostri apicoltori”.

Leggi Un apiario tra i palazzi di Bari per scoprire la bellezza delle ‘sentinelle ambientali’

Articoli correlati