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SOS ambiente: chi tutela i boschi?

Il 21 novembre è stata la Giornata Nazionale dell'Albero

Quest’anno il ministero dell’Ambiente e il ministero dell’Istruzione e della Ricerca hanno dedicato la Giornata dell’Albero, celebrata il 21 novembre scorso, a Sandro Usai, il volontario dell’alluvione della Liguria, e a tutte le altre vittime delle alluvioni. Oltre 1600 istituti scolastici e comuni di tutta Italia hanno aderito con entusiasmo alla “Giornata” e hanno messo a dimora simbolicamente, nei propri giardini e spazi verdi, molteplici alberelli.  Il ministero dell’Ambiente, in collaborazione con l’associazione Green City Italia, ha poi organizzatoin 25 città italiane l’iniziativa  Bosco del Respiro, un’ installazione artistica creata con 21 alberi autoctoni, rispettosi della biodiversità dei singoli luoghi, alti 5/6 metri posizionati nelle piazze delle città aderenti a simboleggiare l’unione fra ambiente, cultura e storia. In collaborazione con l’Associazione Patriarchi d’Italia, nelle città di Torino, Ferrara, Campobasso, Reggio Calabria e Roma, sono state messe a dimora alcune specie di alberi da frutta ormai rarissime, per evitarne l’estinzione. Legambiente ha dedicato la Festa dell’albero agli alberi monumentali, un patrimonio prezioso e spesso irriproducibile per rarità botanica e pregio naturalistico e testimonianza di particolari eventi storici. La festa assume quest’anno un significato particolare, ricade infatti nell’anno internazionale delle foreste; è stata un’occasione per riflettere sull’importanza di alberi e boschi nel mantenimento degli equilibri ambientali.

Perchè tutte queste iniziative? Lo scopo è sensibilizzare governi e organizzazioni sull’importanza della corretta gestione e della conservazione dei patrimoni verdi visto che gli alberi sno essenziali per ridurre l’inquinamento e combattere l’effetto serra, oltre che limitare il rischio di alluvioni e smottamenti. Un grido d’allarme sulla distruzione di circa 350 chilometri quadrati al giorno di foresta in tutto il mondo, causata principalmente dal disboscamento indiscriminato, dagli incendi, dalla cattiva gestione della terra e dalle piogge acide.

E in Italia? – Malgrado l’urbanizzazione feroce e l’abusivismo edilizio, il nostro paese è ancora tappezzato da Nord a Sud di boschi splendidi e negli ultimi 50 anni la superficie forestale è addirittura raddoppiata. Un dato confortante, ma è sintomo dell’abbandono delle aree rurali da parte della popolazione e della riconquista da parte del bosco di quei territori che una volta erano coltivati o abitati. Secondo il Corpo Forestale dello Stato, gli alberi sul territorio sono 12 miliardi, quasi 200 per ogni italiano. L’intenzione di preservare questo patrimonio è dimostrata dall’aumento esponenziale di boschi con marchio PEFC, il sistema di certificazione più diffuso al mondo, che attesta che una foresta è gestita in modo sostenibile. Eppure il ritmo di deforestazione delle foreste globali rimane allarmante.

In Italia la superficie forestale è raddoppiata negli ultimi 50 anni, ma non basta

L’ISPRA attesta che le foreste italiane immagazzinano una quantità di carbonio pari a quella che viene emessa in atmosfera in 9 anni dal nostro Paese. Per effetto dell’aumento della superficie forestale, in Italia, ogni anno, lo stoccaggio di carbonio nelle foreste cresce di circa 15 milioni di tonnellate, equivalenti a 55 milioni di tonnellate di CO2. Questa quantità corrisponde a circa l’11% di quella emessa annualmente in atmosfera dal nostro Paese, attualmente pari a circa 490 milioni di tonnellate. Al prezzo attuale d’una tonnellata di CO2 sul mercato delle quote europee delle emissioni di gas serra, circa 8 euro, la capacità fissativa delle foreste italiane avrebbe un valore di circa 440 milioni di euro l’anno. Un dato che dovrebbe far riflettere.

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