Solari ecologici? Possiamo fidarci

Gli habitat marini vanno rispettati anche usando prodotti solari ecologici che fanno bene all’ambiente. Friend of the Sea valida una linea vegana di abbronzanti per adulti e bambini

Ora che l’estate è veramente scoppiata è corsa per comprare prodotti abbronzanti di tutti i tipi, dall’emulsione all’acqua rinfrescante all’olio “abbronzatura selvaggia”. E cresce la sensibilità verso acquisti responsabili di solari ecologici, che non danneggino, cioè, l’ambiente. Certo siamo in ritardo rispetto alla sensibilità che  si manifestava già almeno vent’anni fa nei parchi naturali in Messico, dove ai turisti veniva fornito un kit di prodotti “amici della natura”, ma siamo sulla buona strada.

La ricerca per solari ecologici

Vero è però  che  esistono ancora abbronzanti non proprio sea friend. Diversi studi scientifici hanno infatti dimostrato che la sostanza Benzophenone-3 (BP-3; Oxybenzone) – un ingrediente contenuto all’interno delle lozioni solari e di alcuni prodotti per la cura personale – è uno tra i fattori responsabili del fenomeno dello sbiancamento dei coralli e del danneggiamento delle barriere coralline. Questa sostanza, anche in piccole dosi, è infatti in grado di modificarne il DNA e impedirne la riproduzione e la crescita.  

abbronzatura solari ecologici
La maggior parte dei prodotti solari in commercio contrassegnati dal marchio “water-resistant” rilascia il 50% del fattore di protezione solare solo 40 minuti dopo i bagni in mare e piscina

Esistono allora solari ecologici che possano dirsi veramente tali? Friend of the Sea, una certificazione globale che promuove pratiche sostenibili, ha deciso di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente marino validando con il proprio marchio la linea di solari Safe-Sea®, prodotto sviluppato da un’azienda israeliana. Sperimentazioni in vivo su pesci ed anemoni esposti per 24 ore alle sostanze presenti nei solari hanno rivelato come queste non danneggino gli organismi acquatici.

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Solari ecologici e resistenti

C’è poi un altro problema. Come evidenziato dalla U.S. Food and Drug Administration (FDA) e dal regolamento europeo, la maggior parte dei prodotti solari in commercio contrassegnati dal marchio “water-resistant” rilascia il 50% del fattore di protezione solare solo 40 minuti dopo i bagni in mare e piscina. Questo significa che le creme in parte si “consumano”, disperdendosi nell’acqua. Test di laboratorio di AMA Lab New York e Dermatest Australia hanno invece dimostrato che  il 97% della protezione solare di Safe-Sea® rimane sulla pelle anche fino a 80 minuti dopo la permanenza in acqua.

«La protezione dei mari passa anche attraverso un utilizzo consapevole delle creme anti UV: questo settore ha ora un ulteriore elemento per validare la qualità dei propri prodotti, la certificazione Friend of the Sea», spiega Paolo Bray, fondatore e direttore di Friend of the Sea, che continua: «Per noi è importante aiutare i consumatori a prestare attenzione all’ambiente e ai mari non solo nella scelta dei prodotti ittici sostenibili, ma anche in quelli pensati per la cura del corpo e della pelle».

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