Solar Decathlon 2014: l’Italia è campione del mondo di bioarchitettura

Il team vincitore davanti al prototipo dell’abitazione cheiRhOME for denCity (foto Lorenzo Procaccini, copyright teamRhome))

Il suo nome è RhOME for denCity ed ha due caratteristiche uniche: “parla italiano” ed è la più innovativa soluzione abitativa sostenibile del mondo. Sì, parliamo di un’abitazione, non di una qualunque, ma di quella entrata con tutti gli onori nell’Olimpo dell’architettura ecosostenibile. RhOME for denCity ha vinto la prestigiosa Solar Decathlon 2014, il campionato del mondo di bioarchitettura promosso dal Department of Energy degli Stati Uniti.

Italia batte Francia –  La competizione, che si è tenuta a Versailles (Francia) dal 27 giugno al 12 luglio, ha visto protagonisti venti team universitari provenienti da sedici paesi di tre continenti. L’Italia è stata rappresentata da un sodalizio che ha coinvolto docenti, ricercatori e studenti di tre dipartimenti dell’Università degli Studi di Roma Tre (Architettura, Studi Aziendali, Ingegneria) e uno del Politecnico di Milano (Architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito). Il prototipo abitativo RhOME for denCity si è aggiudicato il primo posto assoluto totalizzando 840,63 punti, battendo l’accanita concorrenza del team francese “Philéas”, piazzatosi al secondo posto con 839,75 punti. I prototipi hanno dovuto superare dieci gare per misurare la performance della case, secondo criteri predefiniti, test e dispositivi di misurazione. Ogni contest ha riguardato una categoria specifica a cui una giuria ha attribuito un punteggio: architettura, ingegneria e costruzione, efficienza energetica, bilancio energetico, comfort, funzionamento della casa, comunicazione e sensibilizzazione sociale, urban design, trasporto e accessibilità, innovazione, sostenibilità.

foto Lorenzo Procaccini, copyright teamRhome

Un nuovo volto per Roma – Come nasce RhOME for denCity?  Innanzitutto, il team di lavoro ha focalizzato le sue attenzioni su un aspetto rilevante: la popolazione mondiale è destinata a crescere e vivere sempre più nelle città, in cui aumentano il degrado urbano, sociale e ambientale. Anche Roma non è esente da questo problema; il progetto è stato pensato proprio per riqualificare le aree urbane perseguendo l’idea della smart city. L’idea progetto ha individuato dapprima una zona compresa tra via di Torre del Fiscale, via Appia Nuova e l’acquedotto Felice in cui sono stati identificati gli edifici da demolire; successivamente, è stato analizzato lo schema di sviluppo del tessuto urbano, privilegiando l’acquedotto romano e l’ambiente naturale.  Il progetto prevede due linee guida: la conservazione degli edifici di una certa qualità architettonica, integrati nel nuovo quartiere, e la demolizione degli stabili non conformi ai vincoli paesaggistici. Il progetto vuole, infatti, migliorare l’efficienza della città tramite un equilibrio e un’integrazione tra residenze, servizi, luoghi di lavoro e spazi per il tempo libero.

Il prototipo presentato a Versailles rappresenta il piano superiore del complesso proposto a Tor Fiscale: un’abitazione di 60 m² progettata affinché non utilizzi una quantità indiscriminata di energia – comunque prodotta da fonti rinnovabili –  e applichi strategie naturali passive per l’efficientamento energetico.

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