Social Housing e recupero urbano ad Andria

La Puglia negli ultimi anni sta sviluppando attenzione al suo territorio in tutti i rami dell’economia reale.  Dopo l’esperienza dell’energia prodotta con le fonti rinnovabili (sole e vento), dopo l’incremento delle attività economiche legate al turismo, oggi approda ad un ramo dell’economia che si svilupperà, nei prossimi anni, nell’edilizia residenziale a basso costo, convenzionata (Social Housing) e libera, legata alla vita sociale del territorio.

L’attenzione al territorio – La Giunta Regionale, attraverso i finanziamenti pubblici e i Programmi di Recupero Urbano (P.R.U.), ha innescato un’attenzione al territorio e soprattutto alle periferie urbane dei Comuni di Puglia, degradate dall’edilizia residenziale pubblica (G.E.S.C.A.L. e I.A.C.P.) posizionata a macchie di leopardo sul territorio che, con l’imperativo di costruire piani di edilizia economica popolare, negli anni ha dato impulso solo all’edificazione di edifici residenziali all’interno di tali piani;  non sono stati realizzati i servizi alle residenze, le urbanizzazioni primarie e secondarie, col risultato di trovarsi di fronte a pezzi di città costituite essenzialmente da residenze, senza strade, piazze, vie, luoghi d’incontro sociale, mercati, biblioteche, giardini: in altre parole senza costruire quella miscela di funzioni urbane che costituiscono la città vivente.
Veduta del centro storico di Andria, veduta del campanile della chiesa di S. Domenico

L’opportunità dei fondi CIPE– Oggi, l’idea  e l’intuizione di cogliere l’opportunità dei fondi stanziati dal CIPE per il recupero urbano delle città, inizia a far vedere i suoi primi risultati fisici attraverso i piani attivi in alcuni Comuni di Puglia; tra questi il Comune di Andria, diventata città nel 2011, è una delle poche che, dopo un laborioso percorso politico-tecnico-economico (Legge n. 493/93 – Delibera C.R. n. 894/94 – Delibera G.R. n. 6430/97), ha raggiunto l’obiettivo di iniziare i cantieri per la realizzazione  del P.R.U.. Quest’anno sono stati iniziati i cantieri per la realizzazione delle urbanizzazioni primarie, (strade, marciapiedi, illuminazione, rete acque bianche ecc…) e sono andati in gara le prime opere architettoniche importanti e centrali del P.R.U.,  quali la piazza del quartiere San Valentino, il mercato giornaliero e/o settimanale degli alimenti, la biblioteca, la ludoteca per la formazione “intellettuale” delle nuove generazioni. Contestualmente è partito il primo cantiere residenziale il quale, integrandosi nel sistema libero degli edifici esistenti dello I.A.C.P. ha iniziato la ricucitura urbana di un quartiere, San Valentino, costituito inizialmente da un gruppo di edifici sparsi sulla collina più alta della città, collegata alla città vivente da due sole strade per automobili, moto, cicli e pedoni.

Angela Barbanente

Il “coraggio” di riconnettere e riqualificare – Il P.R.U. ha avuto il “coraggio” di riconnettere alla città un quartiere popolato da circa 5000 abitanti, attraverso un Piano di connessione in cui gli spazi urbani residenziali lasciati tra gli edifici I.A.C.P. esistenti  e gli spazi territoriali perimetrali hanno permesso un vero “recupero urbano”, dove la vita sociale, la città vivente, può iniziare ad esistere.

Angela Barbanente, Assessore all’Urbanistica della Regione Puglia e Responsabile del Piano, in merito, ha dichiarato: «…ho visto gli abitanti molto coinvolti nel progetto. Penso che questa sia la vera riqualificazione, quella integrata, che vede la partecipazione delle imprese e cooperative di costruzione, degli abitanti, della chiesa, di enti diversi. In quel luogo c’è il vero degrado e quindi c’è vera riqualificazione. La sostenibilità è una parola vuota se non la leghiamo al contesto urbano rendendo possibile la vita nel quartiere dotandolo delle più elementari infrastrutture e servizi. In questi anni ho sofferto molto l’attesa perché sentivo tutta la responsabilità, dopo essere andata ad Andria, in un’affollata iniziativa finalizzata alla sottoscrizione dell’accordo di programma, col presidente della regione Nichi Vendola – che è sempre molto forte ed empatico nei suoi interventi – in cui evidenziò l’importanza vitale di poter intervenire con la riqualificazione in quel quartiere non deludendo le attese e le aspettative degli abitanti. Credo che sia un intervento davvero importante e, voglio sottolineare un aspetto, questo progetto, così naturale, dal mio punto di vista, recupera la dimensione etica dell’architettura attraverso un piano di recupero, di riqualificazione e di rigenerazione urbana con elementi urbani forti che costruiscono la città, per iniziare la vita, dove vita non c’è».

panoramica della città di Andria

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