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SmartCity: riflessioni per una città creativa e sostenibile

Disegnare una città intelligente che si arricchisca di sperimentazioni artistiche, attivismo urbano, sviluppo sostenibile, innovazione sociale. É stato questo il tema affrontato in occasione della conferenza Metropoles (im)mobiles, ospitata nel Campus universitario internazionale di Parigi lo scorso 23 settembre. A conclusione di una serie di iniziative fiorite nella metropoli francese per la Settimana europea della mobilità sostenibile, l’evento si incardina nel più complesso programma europeo di ricerca e azione sul concetto di città intelligente, chiamato Smart City. Pensatori, architetti, ricercatori, politici, militanti ed artisti sono intervenuti per immaginare e proporre forme inedite di mobilità e riappropriazione dello spazio urbano. Numerose le idee e i progetti ispirati: tutti legati dalla ricerca di una visione dinamica e alternativa della città per riportare gli abitanti e la qualità della vita al cuore della progettazione.

Attivismo e creatività: ingredienti per una città più “smart” –  Dalle invasioni delle autostrade da parte di temerari ciclisti ispirati dal collettivo losangelino Crimanimalz, all’occupazione provvisoria e artistica dei parcheggi -ricordiamo il nostro articolo sul Park(ing) day– per finire con le architetture mobili e clandestine di DUS Architecture, creatori olandesi di un nuovo manifesto per costruire e vivere insieme, in modo diverso, nuovi spazi a uso di tutti. La performance di una città intelligente si misura anche dal grado in cui la politica assume o censura le proteste e proposte di una collettività consapevole.

Usi ibridi dello spazio urbano. Così la strada si trasforma in spiaggia a Parigi

E allora: come progetti artistici, istanze cittadine e intervento politico possono collaborare per accompagnare la trasformazione e lo sviluppo urbano di un territorio? Qualche stimolo arriva dalle parole di Denis Beaupin, da sempre militante nell’associazionismo ambientalista e sociale, oggi vicesindaco di Parigi per i Verdi di Europe-Ecologie con delega all’ambiente e sviluppo sostenibile. Con un passato anche di Assessore ai Trasporti, Beaupin è stato il promotore di due tra le grandi esperienze di mobilità sostenibile ed uso dello spazio pubblico della città. Una è Vélib’, ampia rete infrastrutturale di bike-sharing (più di 20mila bici e circa 450 km di pista ciclabile). L’altra è la spiaggia artificiale di ParisPlages, luogo di relax e divertimento che si impadronisce per un mese all’anno di un’arteria stradale lungo la riva destra della Senna, impedendone il transito di vetture.

Si tratta indubbiamente di due interventi che hanno modificato il volto della metropoli francese, la relazione con la mobilità e la condivisione dello spazio pubblico per usi diversi. «Per essere militante ecologista all’interno di un’amministrazione -dice Beaupin- bisogna avere il coraggio di affrontare le resistenze e fare scelte spesso etichettate come estremiste, prestando attenzione ai progetti civici. E’ fondamentale per decisori e urbanisti tenere in conto la pluralità dei bisogni dei cittadini, rispondere alle sfide ambientali e l’emergere di nuovi usi urbani che si adattino ad interessi più attuali. L’autorità pubblica e in genere la politica hanno difficoltà a tener testa all’inventiva irrefrenabile della società civile, ragion per cui giova rinnovare l’approccio alle questioni di mobilità urbana anche attraverso lo sguardo sognatore e ribelle di movimenti cittadini e artisti».

Mobilità urbana ed esperienza digitale –  Metropoli mobile è infine quella che si crea e si trasforma tramite le tecnologie multimediali leggere e gli usi emergenti che se ne fanno in città. L’era digitale ha già aperto prospettive interessanti e collaborative: si pensi alla realtà aumentata e alle città 2.0. Oggi l’individuo può sperimentare la lettura dello spazio urbano e riappropriarsene anche attraverso un comune strumento digitale quale lo smartphone, nuova interfaccia per entrare in relazione con la realtà. Due progetti pilota sono in corso al Campus parigino: il primo, un’applicazione che permette una sorta di caccia al tesoro musicale alla ricerca di suoni localizzati nello spazio pubblico; l’altro, un dispositivo che registra una passeggiata individuale e la trasforma in un minidocumentario condivisibile, che confluirà in un grande archivio dell’esperienza umana urbana.

Appuntamento in piazza: l’installazione effimera del collettivo olandese DUS Architecture

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