Smart working estivo: la bolletta sale ma possiamo contenere i consumi

Man suffers from heat while working in the office and tries to cool off by the fan

La stima dei consumi con un maggior uso del climatizzatore è di almeno 68 euro in più in bolletta. I consigli dei portali specializzati

L’allarme viene lanciato da una ricerca   condotta dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Cmcc) che segnala come la crisi climatica globale porti a spendere +42% in energia elettrica, in particolare a causa dell’uso dei condizionatori d’aria. Da qui anche l’allarme per la povertà energetica legata al consumo di elettricità, considerando che le famiglie spendono in media il 5% del reddito annuale in bollette relative al consumo di elettricità. Un valore, questo, in linea con quello della Spagna (dove il 18,5% delle famiglie spende più del 5% del proprio budget in elettricità) e stranamente anche con quello di pasi più freddi come Svizzera (5%) e Francia (8%). Queste percentuali sono generalmente più alte nei paesi freddi, arrivando al 24,2% in Svezia.

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Tornando in Italia, il prolungamento dello smart working per tutta l’estate imporrà di tenere accesa l’aria condizionata in casa per numerose ore, con inevitabili conseguenze sulle bollette, già appesantite dai maggiori consumi dettati dalla permanenza forzata tra le mura domestiche. I dati parlano chiaro: nel 2019 i  lavoratori in smartworking erano 570mila; durante la quarantena hanno raggiunto quota 8 milioni, e per l’estate non c’è ancora una stima completa. Per questo bisogna fare maggiore attenzione anche sulla qualità dell’aria che si respira dentro casa.

Facciamo due conti

In queste settimane diversi portali di confronto prezzi offrono interessanti e utili consigli sulle scelte da fare in tema di climatizzatori e su come usarli al meglio una volta fatto l’acquisto.

Secondo le stime di Facile.it, per rinfrescare una stanza da 16-20 mq per 6 ore al giorno è necessario mettere in conto un aumento della bolletta estiva di almeno 68 euro; valore che arriva addirittura a 113 euro se si sceglie di tenere l’aria accesa per 10 ore.

E se oltre alla postazione di lavoro si vogliono mantenere freschi anche gli altri ambienti della casa, la bolletta lievita ulteriormente. Sempre secondo le stime di Facile.it, considerando l’uso del condizionatore per altre 6 ore al giorno, necessarie per rinfrescare le stanze da letto prima della notte e la sala da pranzo/cucina durante i pasti, una famiglia di 4 persone, dotata di un condizionatore A+ con e un consumo di 812 Kwh, spende circa 132 euro in più all’anno, che sommati a quelli spesi per lo smart working fanno, nella migliore delle ipotesi, 200 euro in più. Quest’anno, quindi, è bene fare attenzione a come ci si comporta tra le mura domestiche. E questo sebbene grazie al calo deli prezzi delle materie prime, passando al mercato libero è possibile abbattere la bolletta elettrica fino al 17%; valore che potrebbe salire ulteriormente se si considera che a partire dal 1 luglio il costo dell’energia elettrica in regime di maggior tutela è aumentato del 3,3%

Prima tappa: quale climatizzatore scegliere

Secondo Mario Pini responsabile del sito climasubito.it è importante oggi più che mai informare e divulgare l’importanza della consapevolezza nell’uso dell’energia elettrica «E’ importante acquistare climatizzatori in fascia A, A+ o A++ con un migliore indice di efficienza energetica possibile. L’apparecchio dovrebbe essere scelto secondo un calcolo della potenza necessaria per gli ambienti da refrigerare in base ai metri quadri da climatizzare,i metri cubi, e dunque ottenere la potenza richiesta dell’apparecchio che viene espressa in BTU» Una guida gratuita del portale spiega in pochi passi agli utenti come seguire tali accortezze, risparmiando sulla bolletta e rispettando l’ambiente. Ad esempio è bene scegliere climatizzatori eco-friendly, che usino gas propano naturale e ad alta efficienza, come l’R290.

Risparmiare sulla bolletta in 5 mosse

Facile.it ha realizzato un breve vademecum con 5 consigli pratici per ridurre le spese.

  • Nuovi ritmi, nuova tariffa. La quarantena forzata prima, lo smart working dopo, hanno modificato lo stile di vita di molti italiani; se una volta i consumi energetici domestici si concentravano nelle fasce serali, ora in tanti hanno iniziato a consumare durante tutto l’arco della giornata. Il consiglio, quindi, è di valutare con attenzione se convenga mantenere una tariffa bioraria (con un prezzo ridotto nella fascia serale ma superiore in quella diurna) o se, invece, sia meglio passare ad una monoraria, con un prezzo della componente energetica unico, che non varia a seconda dell’orario di consumo.
  • La classe fa la differenza. Il secondo consiglio è quello di valutare con attenzione il proprio condizionatore e, se vecchio, considerare di sostituirlo con uno più moderno in classe A, A+, A++ e superiori. Questa scelta, oltre a far bene all’ambiente, porterà enormi vantaggi in termini di risparmio; basti pensare che cambiare un condizionatore di classe C, ad esempio, con uno di classe A+ consente ridurre il costo in bolletta sino al 21% annuo. La buona notizia è che, in caso di lavori di manutenzione straordinaria nell’abitazione o se si sostituisce il vecchio impianto con uno nuovo ad alta efficienza, costituito da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, è possibile ottenere uno sconto fiscale che va dal 50% al 65%, a seconda della tipologia di intervento.
  • Evitate le temperature polari. Una temperatura troppo bassa fa male alla salute e al portafogli. Non serve avere un clima artico per stare al fresco, soprattutto se si devono trascorrere molte ore nella stanza con l’aria condizionata. Se l’apparecchio ne è dotato, il consiglio è di utilizzare la funzione di deumidificazione anziché quella di raffrescamento; in questo modo è possibile comunque mantenere una temperatura confortevole e, al contempo, abbattere la spesa fino al 13%.

     Non c’è motivo di far lavorare il condizionatore per ore, consumare corrente e spendere soldi, se poi facciamo entrare il calore da fuori
  • Impianto pulitoSebbene sia stato dimostrato che l’uso del condizionatore non favorisca la diffusione del Coronavirus, è comunque molto importante mantenere l’impianto pulito così da avere la garanzia che questo possa funzionare al 100%. Un impianto non efficiente consuma fino all’8% in più. Per questo, oltre che per una migliore igiene è importante pulire e sanificare costantemente i filtri.
  • Usare il climatizzatore con giudizio. Per risparmiare, a volte, basta un po’ di buon senso e di attenzione: non c’è motivo di far lavorare il condizionatore per ore, consumare corrente e spendere soldi, se poi facciamo entrare il calore da fuori. Poi è consigliabile l’uso degli apparecchi nelle fasce più calde della giornata, evitando di utilizzarlo quando non strettamente necessario. Si possono preimpostare gli orari di avviamento dell’aria condizionata grazie ai timer che sono presenti in ogni apparecchio.

L’ultimo consiglio

Lasciare aperta la porta del corridoio o di uno stanzino e disperdere il fresco può arrivare ad incidere sino al 6% sui consumi. Se dovete lavorare da casa e avete la possibilità di scegliere in quale stanza posizionarvi, il consiglio è di evitare stanze grandi o aperte; un ambiente piccolo, meglio se si tratta di uno spazio chiusa come uno studio o una cameretta, sarà più semplice – e meno costoso – da rinfrescare.

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