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Smart land: un nuovo approccio di sviluppo sostenibile

Smart land è un concetto che si affaccia nello sviluppo sostenibile.

Beppe Bratta, presidente del distretto produttivo La nuova energia.

La smart land interessa i temi dell’energia, dell’ambiente e delle reti e il mondo delle imprese è impegnato su qualità, tecnologia e innovazione digitale. Ambient&Ambienti ha parlato di smart land con il presidente del distretto produttivo “La nuova energia, Beppe Bratta.

Cosa è la smart land?

“La smart land è un nuovo approccio sostenibile, che valorizza i grandi agglomerati urbani e i territori limitrofi. Secondo un analisi, il 62% dell’economia italiana si concentra nei centri urbani. Il centro nord è molto industrializzato e il centro sud lo è meno. Il coinvolgimento di tutto il territorio italiano in questo processo può essere un’opportunità di sviluppo soprattutto per quei territori del Sud d’Italia. E’ necessario, quindi, che abbiano questo approccio tutte le grandi e piccole aziende ed anche gli enti locali”.

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Quali strumenti servono per realizzarla?

“Gli strumenti sono stati classificati con tre C: connessioni tecnologiche e sociali, competenze per lo sviluppo dei territori, collegamenti fra coloro, dagli enti, distretto, agli ordini professionali, che governano i territori. Tutte le aziende che si occupano di energie rinnovabili, efficienza energetica, gestione d’infrastrutture hanno un buon livello di competenza”.

Qual è la differenza tra smart city e smart land?

“Il concetto di smart city che si è sviluppato in questi anni ha inquadrato la città al centro dello sviluppo sociale ed economico. Si parla di smart land includendo tutto il territorio. Lo sviluppo sostenibile, quindi, si allarga all’intero territorio della città metropolitana”.

Come si può gestire il passaggio?

“Non c’è una ricetta unica valida per tutti i territori. Ogni territorio ha una sua peculiarità. La ricetta pugliese che abbiamo cercato d’implementare in questa fase iniziale si basa su due macro-aree: le utility, su cui la Puglia ha un asset industriale nell’energia, acqua e reti, e le aziende dell’agrifood, settore strategico per la regione”.

La Puglia è preparata per realizzare la smart land?

“La Puglia possiede le capacità per realizzare la smart land. Ci sono valide risorse ma mancano molti pezzi. E’ ancora un libro bianco da scrivere. La nostra idea di smart land è policentrica e diffusa. Dobbiamo lavorare per trasformare la nostra Puglia in un territorio intelligente, in cui le tecnologie digitali possono sostenere l’evoluzione del tessuto sociale ed economico per rendere le comunità più vivibili e le imprese del territorio più competitive. Pensiamo, quindi, di avviare un percorso continuativo anche su temi specifici”.

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