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Smaltimento degli pneumatici fuori uso e tutela ambientale

Il decreto del Ministero dell’ambiente e del territorio n. 82/2011 ha individuato particolari parametri degli pneumatici fuori uso cioè “gli pneumatici rimossi dal loro impiego a qualunque punto della loro vita dei quali il detentore si disfi, abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi e che non sono fatti oggetto di ricostruzione o di successivo riutilizzo”. Il comitato di gestione ha individuato i parametri tecnici relativi al ciclo di smaltimento, parametri che comportano la gestione dei Pfu proveniente di veicoli dismessi, del contributo economico a copertura e la gestione degli pneumatici dei veicoli a fine vita.

In Italia ogni anno vengono accumulate 400mila tonnellate di pneumatici fuori uso

In questa particolare fase la parola gestione assume una definizione estesa perché si intendono tutte “le attività atte ad assicurare, anche in forma indiretta la raccolta, il trasporto, la selezione, il recupero e lo smaltimento degli Pfu, nonché l’attività di controllo sulle predette operazioni”.
I parametri – Il decreto individua il valore medio tra il numero dei veicoli immatricolati e per quelli non soggetti a immatricolazione venduti nell’arco dell’anno solare precedente rispetto all’anno in cui il contributo è determinato e la stima dei veicoli che si prevede di immatricolare o vendere nel corso dell’anno solare successivo.
Un altro parametro indicato è dato dal valore medio tra il numero di veicoli eliminati a seguito di demolizione nell’anno solare precedente a quello in cui si determina il contributo economico.
Il decreto 82/2011 ha stabilito anche il numero medio di pneumatici installati, il peso medio pneumatico e quello del quantitativo di pneumatici che provengono dalla demolizione dei veicoli giunti a fine ciclo e venduti all’estero per il riutilizzo nell’anno solare precedente rispetto a quello in cui si determina il contributo.
Il testo normativo indica anche i responsabili della gestione degli pneumatici, le quantità da gestire e i relativi contributi economici; i soggetti che riscuotono i contributi ambientali e le modalità di ripartizione dei  costi di gestione, gli organi deputati al controllo e le sanzioni per inadempienze.
Coerenze normative – Per ottimizzarne il recupero, prevenire l’accumulo di questi particolari rifiuti e proteggere l’ambiente, il decreto ministeriale è in linea con le disposizioni contenute nel Codice ambientale (articolo 228 del Dlgs 152/06) e che ha classificato i Pfu come “particolari categorie di rifiuti” il cui smaltimento necessita di una specifica disciplina.
Gli obblighi del produttore – Il testo ha introdotto un sistema basato sulla “responsabilità del produttore”. Ciò significa che produttori e importatori di pneumatici sono obbligati a occuparsi della corretta gestione di un quantitativo di Pfu pari al quantitativo di pneumatici che sono immessi sul mercato. Da questa disciplina sono esclusi gli pneumatici per le biciclette, le camere d’aria, i flap e le guarnizioni di gomma, gli pneumatici per aeroplani e aeromobili.
È stato previsto un contributo a carico degli utenti finali che deve essere indicato nella fattura e che dovrà avere una congruità tale da coprire i costi necessari allo smaltimento dei Pfu.Il contributo è stabilito annualmente ed è altresì prevista la possibilità di revisione.
Recupero di Pfu del settore agricolo – Sono oltre 380 mila gli pneumatici giunti a fine ciclo e che ogni anno sono sostituiti. Inoltre i dati riportano una reimmissione di circa 30 milioni di pneumatici derivanti da autovetture, 2 milioni derivanti da autocarro, 3 milioni da mezzi a 2 ruote e otre 300 mila da mezzi di categoria industriale ed agricole. Nel settore agricoli gli Pfu rappresentano una quota che sfiora appena l’1% rispetto alle quantità immesse nel mercato complessivo. La quota raggiunge il 4 % se si sommano gli pneumatici di grandi dimensioni e peso a quelli ordinari.

Un esempio di riutilizzo dei pneumatici fuori uso

Riutilizzo – Le caratteristiche di questa particolare tipologia di pneumatici richiedono di conseguenza un particolare tipo di trattamento, di specializzazione e dotazioni tecniche da parte delle aziende che si occupano della loro gestione: dalle attività di prelievo, spostamento e trasporto fino ai centri di trattamento per il processo di recupero. La particolare composizione chimico-fisica della gomma utilizzata nella fabbricazione degli pneumatici rende particolarmente vantaggioso l’impiego del materiale recuperato e il suo  riutilizzo.
Una nuova vita – I materiali derivati dal recupero dei Pfu sono impiegati per produrre isolanti acustici e termici, per costruire superfici anti infortunistiche e igienizzanti. In alcuni casi sono utilizzati per costruire arredi urbani e legati a resine poliuretaniche o ad altri polimeri termoplastici sono trasformati in dossi artificiali, delimitatori di traffico e cordoli. L’indistruttibilità, la capacità di assorbimento degli urti e di deformabilità rendono il materiale di recupero particolarmente gradito dal settore agricolo dove trova impiego sotto forma di polverino e granulo di gomma, per la realizzazione di tappeti antiscivolo e antitrauma che servono a pavimentare le stalle.

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