SISTRI: quattro arresti per fondi neri, mentre il progetto non decolla ancora

Il Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti è stato progettato nel 2009 ma a oggi non è ancora stato messo in atto

Condizionavano le scelte nella fase della individuazione e realizzazione del SISTRI, il Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti. Quattro persone sono state raggiunte da ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emesse dal GIP presso il Tribunale di Napoli, per il reato di associazione per delinquere e corruzione. Destinatari delle misure cautelari personali sono Lorenzo Borgogni, ex Direttore Centrale Relazioni Esterne di Finmeccanica, Stefano Carlini, ex Direttore Operativo della Selex Service Management S.p.a. (società del Gruppo Finmeccanica) e gli imprenditori romani Vincenzo Berardino Angeloni e Luigi Malavisi. Sono stati, inoltre, sottoposti a sequestro preventivo ventotto conti correnti e due cassette di sicurezza, riconducibili alle persone fisiche a vario titolo coinvolte nell’indagine.

Le indagini sono state dirette dalla Procura della Repubblica e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli in merito alle procedure di affidamento, progettazione e realizzazione del sistema SISTRI. Le ordinanze sono state eseguite dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza del capoluogo partenopeo.

(foto di repertorio)

L’attività investigativa risale ad aprile 2013, in seguito all’accertamento di atti che condizionavano le scelte nella fase della individuazione e realizzazione del progetto SISTRI e che all’epoca ha portato ad analoghe misure cautelari.

Nelle previsioni contrattuali, il SISTRI, pianificato nel 2009 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, avrebbe dovuto essere operativo già nel 2010, ma sino a oggi non è ancora partito.

Gli investigatori hanno accertato che attraverso un articolato sistema di false fatturazioni e sovrafatturazioni nei rapporti tra la Selex Service Management S.p.a. e le molteplici società affidatarie compiacenti, erano stati creati cospicui  fondi neri, destinati, secondo la ricostruzione accusatoria avvalorata dal GIP, al pagamento di tangenti, anche mediante la costituzione di società estere in paradisi fiscali del Delaware (Stati Uniti d’America) e l’apertura di conti correnti cifrati in Svizzera.

Lorenzo Borgogni

Secondo le indagini Angeloni avrebbe costituito una sorta di braccio operativo dei vertici di Finmeccanica, occupandosi della richiesta e dell’esazione delle somme di denaro accumulate illecitamente, per recapitarle ai vertici del gruppo industriale. L’imprenditore è risultato essere anche destinatario di ulteriori somme originate da false fatturazioni, emesse a fronte di fittizi contratti di consulenza, predisposti a nome di una società cartiera appositamente costituita attraverso prestanomi.

Le investigazioni riguardano anche un episodio di corruzione per 4milioni di euro, parte dei quali consegnati, in contanti, direttamente negli uffici di Finmeccanica, celati all’interno di due borsoni della società sportiva Valle del Giovenco. A questo riguardo, sono in corso numerose perquisizioni.

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