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Sistri: manovra abolisce la norma prima dell’entrata in vigore

Un carico di rifiuti pericolosi (foto WWF)

Il Consiglio dei ministri straordinario cancella il Sistri. Una norma contenuta nella manovra varata ieri dal governo cancella, di fatto, il Sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti. “Un vero e proprio regalo alle ecomafie”, ha commentato seccamente Stefania Prestigiacomo, secondo cui il programma mirava a fornire le aziende di un efficace strumento di lotta contro la criminalità ambientale e sviluppare l’eco-business.

Nel progetto del ministro all’Ambiente, una black box, cioè una scatola nera che montata sui camion, doveva seguire i rifiuti lungo tutta la filiera, dalla produzione fino allo smaltimento o al recupero finale; un centro informatico del Comando dei Carabinieri per la tutela dell’Ambiente avrebbe raccolto ed elaborato i dati trasmessi telematicamente. Il provvedimento del governo, però ha annullato la data dell’entrata in vigore del Sistri, prevista per il 1° settembre prossimo. Sono oltre 320mila le aziende che hanno speso, inutilmente, migliaia di euro per adeguarsi alla normativa pena gravi e onerose sanzioni.

Conferenza stampa di presentazione di Ecomafia 2011, al centro il Procuratore antimafia Antonio Laudati

Il sistema è stato anche al centro di polemiche perché presenta gravi lacune. Il governo ha dovuto concedere due proroghe per malfunzionamenti delle black box. L’11 maggio scorso il click day si è trasformato in un giorno nero per le imprese: il 90% ha denunciato disfunzioni di ogni genere: dispositivi informatici forniti dal ministero inutilizzabili, impossibilità di accedere al sistema, interruzioni nei collegamenti, procedure lunghissime  e farraginose. Oggi rimangono solo le polemiche. Al di là dei dissapori che inevitabilmente sono venuti a crearsi all’interno dell’esecutivo per le prese di posizioni politiche, secondo Prestigiacomo il Sistri oltre a consentire il controllo e la movimentazione di tutti i rifiuti speciali nel Paese in tempo reale, avrebbe eliminato l’attuale sistema cartaceo che favorisce frodi e abusi alla mercé della criminalità organizzata.

Di avviso contrario le associazioni di categoria che hanno denunciato il mancato funzionamento del progetto. Infatti, secondo la Fai Conftrasporto, è proprio il sistema di tracciamento così complicato da gestire che avrebbe favorito le ecomafie; inoltre il Sistri sarebbe stato obbligatorio solo per le imprese italiane e le ecomafie indotte a rivolgersi all’estero avrebbero creato allo stesso tempo anche un grave danno alle aziende italiane.

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