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Sicurezza in cantiere

Bisogna rivolgersi sempre ad imprese di riconosciuta capacità tecnico-professionale che abbiano i mezzi e la struttura necessari a svolgere in sicurezza i lavori e che applicano efficacemente le misure di prevenzione per la salute dei lavoratori in cantiere

Se di devono realizzare lavori edili e non si possiede una formazione tecnica adeguata in materia di edilizia e di sicurezza nei cantieri, si deve incaricare un Responsabile dei Lavori esperto in materia. Si deve individuare la figura del coordinatore alla sicurezza non sulla base del risparmio, ma sulla base di una comprovata esperienza e professionalità. Ugualmente, per la gara d’appalto, bisogna rivolgersi sempre ad imprese di riconosciuta capacità tecnico-professionale che abbiano i mezzi e la struttura necessari a svolgere in sicurezza i lavori e che applicano efficacemente le misure di prevenzione per la salute dei lavoratori in cantiere.

I Rischi del proprietario – Ogni cittadino, dal momento in cui intende affidare la progettazione o anche solo l’esecuzione di lavori per la costruzione, la ristrutturazione o la manutenzione di un’opera edile, assume gli obblighi e le funzioni del committente, con importanti responsabilità penaliin caso di mancato rispetto di tali obblighi.

L'art. 589 stabilisce che in caso di infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da due a sette anni

Il Codice Penale stabilisce pene assai severe per colui che, con la sua condotta negligente, causa la morte o il ferimento di altre persone, come indica l’ Art. 589, che interessandosi di omicidio colposo, stabilisce che “… Per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da due a sette anni. …Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni quindici”.

L’Art. 590 (lesioni personali colpose) recita: “… Per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena per le lesioni gravi è della reclusione da tre mesi a un anno o della multa da euro 500 a euro 2.000 e la pena per le lesioni gravissime è della reclusione da uno a tre anni. …Nel caso di lesioni di più persone si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse, aumentata fino al triplo; ma la pena della reclusione non può superare gli anni cinque”.

Le responsabilità dell’impresa – L’imprenditore che nella propria attività d’impresa non rispetta le normative in tema di sicurezza sul lavoro rischia di vedersi sequestrata l’intera attività. Lo stabilisce la Cassazione, con la sentenza 18603/13.

La sentanza 18603/13 della Corte di Cassazione stabilisce che l’imprenditore che nella propria attività d’impresa non rispetta le normative in tema di sicurezza sul lavoro rischia di vedersi sequestrata l’intera attività

Il caso – In seguito ad annullamento da parte del Tribunale di Firenze del decreto di sequestro preventivo nei confronti di una società di capitali, il procuratore della Repubblica presso il medesimo Tribunale ha proposto ricorso in Cassazione. L’annullamento era motivato dall’«inammissibilità del sequestro preventivo in relazione all’attività imprenditoriale». L’impugnazione, per contro, si basava sul fatto che il sequestro era finalizzato ad impedire il perpetrare di un’attività «priva di qualsivoglia forma di cautela o di misura precauzionale funzionale alla sicurezza e all’incolumità dei lavoratori impiegati». Secondo la Cassazione, il ricorso è fondato. Pur non mettendo in discussione il principio di «insequestrabilità delle società commerciali in quanto tali» la Suprema Corte rileva come sul tema ci siano state eccezioni riconducibili proprio a casi, ad esempio, di «attività lavorativa con prevalente impiego di lavoratori privi di permesso di soggiorno»; dove il sequestro è finalizzato ad impedire il reato.

 

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