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Sicurezza abitativa: anche la Puglia è a rischio

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Il tacco d’Italia è a rischio crollo. La sicurezza abitativa è una necessità urgente

Sono ben 150mila gli immobili a rischio crollo in Puglia. A dirlo è il presidente dell’Ance Puglia, Associazione Nazionale Costruttori Edili, Gerardo Biancofiore, a seguito del crollo della palazzina di Torre Annunziata.

Alla luce di questa situazione potenzialmente pericolosa, l’Arca, Agenzia Regionale per la Casa e l’Abitare, ha stanziato 110 milioni per iniziare i lavori di manutenzione e messa in sicurezza del patrimonio abitativo pugliese.

Sicurezza abitativa. In Puglia, da recuperare ora solo 1973 alloggi

Gli assessori regionali all’Urbanistica Anna Maria Curcuruto, al Welfare Salvatore Negro ed allo Sviluppo Economico Loredana Capone, insieme agli amministratori delle Arca Pugliesi Giuseppe Zichella per Bari, Enzo De Candia per Taranto, Donato Pascarella per Foggia, e Floriana Gallucci per Lecce, hanno presentato una delibera di giunta con cui si assegnano i fondi comunitari per la riduzione del disagio abitativo. Gli interventi di risanamento saranno effettuati su 1973 alloggi del patrimonio pubblico delle Arca facenti parte le vecchie  Zone167, ricadenti in vari Comuni a rischio sismico tra cui San Severo, Cerignola e Lucera, o in quartieri quali l’Isola di Taranto, il rione Paradiso a Brindisi, o il quartiere Japigia a Bari. Altri sono ad Andria San Valentino, a Barletta via Bruni e Canosa, a Trani via Francia. A Foggia si lavorerà in via Silvestri e via Martora, a Lecce in via Siracusa, viale Repubblica e via Vergine.

Sicurezza abitativa. Bisogna fare di più

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Con la delibera regionale che assegna 110 milioni di euro alle ARCA, saranno risanati circa 1973 alloggi

«La Puglia, grazie agli incentivi fiscali promossi dal Governo e grazie alle risorse europee e regionali, diventi  un modello di buona rigenerazione urbana e messa in sicurezza del nostro patrimonio abitativo – dichiara Biancofiore – La delibera però non è un punto di arrivo ma solo un punto di partenza».

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«La geografia pugliese degli edifici “mediocri o in pessimo stato di sicurezza” riguarda tutte le province – riferisce il consigliere regionale Napoleone Cera – È necessario che si faccia concretamente qualcosa per rendere minimi i rischi di crolli degli edifici e di tragedie nelle città pugliesi, magari partendo da una più ampia riflessione, aperta ai rappresentanti delle categorie interessate, in Consiglio Regionale».

Un tema scottante quello della sicurezza abitativa che in Puglia, così come in altre regioni italiane, è una bomba ad orologeria in quanto strutture fatiscenti e costruzioni realizzate con materiali scadenti non sono una rarità. Unire le forze e sviluppare prontamente percorsi burocratici che portino rapidamente ingenti risorse economiche è sicuramente il metodo migliore per evitare inutili stragi a causa di una scarsa sicurezza abitativa.

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