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Sicilia, strade e ferrovie a rischio

In Sicilia le strade e ferrovie sono a rischio. L’allarme è stato sollevato in una nota da Fabio Tortorici, consigliere nazionale dei geologi. “Oltre ad un alto indice di franosità del territorio – si legge – sul fragile sistema dei  trasporti incide il contributo legato alla vetusta di oltre il 40% di strade e ferrovie che si sbriciolano come grissini. Tutti ricorderanno della Sicilia divisa in due per il crollo di un viadotto sulla autostrada Catania Palermo e del ponte ferroviario di Contrada Angeli di Niscemi polverizzatosi oltre cinque anni fa e non ancora ripristinato”. Sul rischio sismico a cui questi collegamenti sono soggetti, Tortorici aggiunge che “buona parte di queste sono state realizzate in assenza di norme sismiche prima del 1974 e presentano un elevato grado di vulnerabilità. Si comprende bene, quindi, come tale situazione nel caso scongiurabile di eventi sismici anche di media intensità, metterebbe in crisi il sistema di soccorso e di protezione civile”.

Il maltempo in Sicilia mette a rischio strade e ferrovie

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E’ necessario, insomma, un intervento immediato. “Se non s’inserisce tra le priorità d’intervento ed azione – continua – il monitoraggio ed il rifacimento delle strutture più vetuste, fra le quali viadotti, gallerie, le cronache saranno costrette a parlare più che di binario morto per il mancato buon funzionamento del mercato interno ed uno scadente rafforzamento della coesione economica e sociale dell’intera regione”.

Per questo si rende necessaria una pianificazione delle problematiche di natura geologico ambientale. “Un’innovativa e migliore gestione dei trasporti – conclude Fabio Tortorici – non può ignorare una pianificazione delle problematiche direttamente collegata con le reti stradali e ferroviarie della Sicilia. Ad ogni evento meteorico, anche di modesta intensità o per una normale evoluzione dei fenomeni franosi, si ripete troppo frequentemente la solita storia: strade e ferrovie sono investite da dissesti classificati idrogeologici di varia importanza e gravità che generano disfunzioni nella circolazione di persone e merci ed elevati costi per la rimessa in servizio”.

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