Sicilia, revocata sanatoria edilizia

L’assessore al Territorio e Ambiente della Regione Sicilia, Mariarita Sgarlata, revoca la circolare relativa alla sanatoria edilizia emanata da Mariella Lo Bello, che l’ha preceduta nell’incarico di governo.

Plauso dall’associazione Italia Nostra e dai deputati regionali 5Stelle, che avevano denunciato la vicenda e che avevano presentato un apposito disegno di legge. Dichiara il presidente di Italia Nostra Sicilia Leandro Janni: «Si tratta di un’importante vittoria per la Sicilia. Basta con le sanatorie! L’Isola ha bisogno di buone politiche di gestione del territorio finalizzate alla tutela e alla valorizzazione delle sue straordinarie, molteplici risorse. Indubbiamente, in questo caso, va dato merito al governo Crocetta e all’assessore Sgarlata che hanno posto in essere un atto fondamentale a difesa del territorio. Insomma – conclude Janni – con questa decisione gli elementi di ambiguità da noi puntualmente segnalati sono stati spazzati via».

Ha affermato l’assessore Sgarlata: «Dopo un attento esame con i miei uffici e il dipartimento di Urbanistica, di comune accordo con il presidente Crocetta, abbiamo deciso di revocare la circolare attraverso la quale si era innescata la convinzione che vi fosse, da parte dell’assessorato al Territorio e Ambiente, una sorta di prescrizione ai comuni di attenersi ai criteri interpretativi del parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa. Ferma restando l’interpretazione giurisprudenziale resa dal Cga, espressa in sede consultiva per il ricorso straordinario di un singolo privato al presidente della Regione, e considerando che la circolare n.2 non comportava alcuna novità nel quadro giuridico e giurisprudenziale sull’argomento, i comuni potranno esaminare le istanze di condono edilizio ai sensi del Dl 269/2003, nella piena autonoma determinazione sulle singole fattispecie trattate».

L’ex assessore Lo Bello aveva operato in seguito a un parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa che, di fatto, estendeva le dimensioni del condono edilizio (previsto da una legge del 2003) agli immobili ricadenti in aree sottoposte a vincolo paesaggistico e idrogeologico allargando pericolosamente la maglia della sanatoria.

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