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Siccità. Colpita la Sardegna che si reinventa

É allarme siccità in Sardegna, dove ormai non piove da cinque mesi. In queste ore la Provincia di Nuoro ha già chiesto lo stato di calamità naturale alla Regione. «Il preoccupante abbassamento del livello dell’acqua in tutti i bacini della Sardegna, causato dalla perdurante mancanza di piogge di questi ultimi mesi, sta mettendo in allarme soprattutto il sistema produttivo agricolo e zootecnico», commenta intanto Davide Boneddu, presidente dell’Ordine dei Geologi della Sardegna. «Il volume invasato nei bacini sardi al 31 settembre 2011 – chiarisce Boneddu – ha subito una diminuzione di 437 milioni di metri cubi rispetto al valore registrato nel mese di aprile 2011. Una situazione quindi che allo stato dei fatti inizia ad assumere i connotati di una nuova crisi, a testimonianza, qualora vi fosse necessità di dimostrarlo, della estrema fragilità del sistema idrico regionale». Infatti la Sardegna è la seconda regione in Italia per percentuale di acqua potabile sprecata a causa dell’inefficiente stato delle condutture idriche. «Se in Italia quasi la metà dell’acqua potabile immessa nelle rete idrica nazionale va persa – continua Boneddu – nell’isola questo dato arriva addirittura all’85%». In controtendenza va segnalato, però, un utilizzo più responsabile della risorsa idrica dai parte dei cittadini: «nel 2009 infatti – dà conferma il presidente dei geologi sardi – il consumo pro capite per uso domestico, dato dalla media dei 115 Comuni capoluogo di provincia, è stato pari a 68 metri cubi per abitante (186,6 litri al giorno), in calo dello 0,7% rispetto al 2008. Per quanto riguarda l’acqua da bere, circa il 50% (percentuale in crescita esponenziale) dei sardi preferisce bere dalle bottiglie e non si fida dell’acqua del rubinetto».

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