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Si può mangiare bene al giusto prezzo?

Calano le entrate e salgono i prezzi, ma cosa cambierà con la ripartenza del 18 maggio?

Se il prezzo degli alimenti freschi e aumentato, con la ripartenza e il distanziamento sociale nei locali come cambieranno i consumi e i prezzi?

Una domanda difficile alla quale ora non c’è una risposta. Lo scopriremo solo con il bilancio della prima settimana.

La riduzione dei posti influirà sicuramente sui costi di gestione dei locali, così come l’acquisto dei dispositivi di protezione (i pannelli in plexiglass come divisori tra i tavoli). Per cui, probabilmente mangiare in un locale da oggi potrebbe costare un po’ di più rispetto a prima. Ma con l’aumento dei prezzi, diminuiscono i clienti e il locale chiude.

Perciò, nelle settimane successive il Governo dovrà intervenire per aiutare gli esercenti, sia quelli che sono sopravvissuti e sia quelli che non hanno più aperto, e i clienti.

Intanto, nell’incertezza del momento e con la scarsa circolazione di contante, il Centro Tutela Consumatori Utenti dà qualche consiglio su come mangiare senza spendere troppo in casa.

I rincari della spesa

Secondo l’ISTAT, ad aprile i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati in media del 2,7% rispetto al 2019. L’Unione Nazionale Consumatori ha stimato che una famiglia di quattro persone, in media, andrà a spendere circa 220 euro in più all’anno per l’acquisto di generi alimentari. L’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli è dovuto, in parte, alle complicazioni verificatesi nel settore dei trasporti e alla mancanza di addetti al raccolto. Tuttavia, non tutti gli aumenti di prezzo sembrano essere giustificati: pertanto l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha già provveduto ad avviare indagini preliminari in merito.

Sugli aumenti, da quando è scoppiata la pandemia e il conseguente lockdown, la Guardia di Finanza ha eseguito una serie di interventi in tutta Italia, denunciando gli illeciti, a tutela dei consumatori e del mercato. Il monitoraggio non si ferma da parte delle Fiamme Gialle perché con la conseguente crisi e la ripartenza, qualcuno potrebbe comunque approfittare della situazione per speculare.

L’aumento dei prezzi condiziona pesantemente anche la spesa e la dieta dei cittadini che, per risparmiare, devono scegliere prodotti “poco sostenibili”.

Mangiare bene senza costi eccessivi

“Chi riesce a ottimizzare le proprie abitudini alimentari, di acquisto e in cucina ne può ricavare un potenziale risparmio”, spiega Silke Raffeiner, esperta nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti. Bere e utilizzare acqua del rubinetto, per esempio, permette di acquistare meno bevande confezionate e riduce anche il consumo della plastica.

“Secondo le stime, ogni anno finiscono nella spazzatura delle famiglie in Italia, Germania, Austria e Svizzera tra i 40 e gli 80 kg di cibo pro capite. Almeno la metà, se non anche due terzi dello spreco sarebbe evitabile. Il valore di questi rifiuti alimentari evitabili viene stimato tra i 250 e gli 800 euro per famiglia l’anno (fonte: WWF Austria e Università delle risorse naturali e scienze della vita applicate 2020). Sicuramente, creare insieme alla famiglia un menu settimanale può aiutare a comprare solo quei cibi che effettivamente verranno preparati e mangiati. Frutta e verdura di stagione, soprattutto se sono locali e freschi, di solito costano meno. Si risparmia anche mangiando meno carni, dolciumi, cibi pronti e bevande alcoliche. Fagioli secchi, piselli e lenticchie possono sostituire la carne e costano molto meno. Con un pizzico di spezie ed erbe aromatiche, i piatti diventano più gustosi. Si possono coltivare in casa o acquistare nei supermercati, dove i prodotti più economici sono di solito collocati nella parte inferiore o superiore degli scaffali, mentre quelli più costosi vengono spesso posti nel campo visivo e a portata di mano.”

Come risparmiare

Per evitare di spendere molti soldi e sprecare il cibo, la lista della spesa e il menu settimanale sono la soluzione migliore. Un altro aspetto è utilizzare correttamente e coscienziosamente il frigo, il congelatore, la dispensa e le confezioni dei prodotti per evitare il rapido deperimento del cibo. Inoltre è utile cucinare senza esagerare, congelando il surplus, e rispettare la data di scadenza dei cibi, acquistandoli e consumandoli per tempo.

Sono poche e semplici regole che vanno bene sempre: ottimizzano gli acquisti, migliorano il consumo, evitano lo spreco e fanno risparmiare.

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