Si muore anche nella giornata mondiale dell’amianto

Cosa succede il 28 aprile 2011? Intanto va spiegato che in questa data ogni anno si celebra la Giornata mondiale delle vittime dell’amianto. Le Associazioni – in calce un elenco – invitano il Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi ed il Presidente del Senato On. Renato Schifani ad un meeting sul problema.

La radiografia mostrerebbe la presenza di fibre di amianto negli organi di un paziente.

Chi è interessato a questo evento? Gli esposti, i loro parenti, spesso le mogli che lavano le tute degli operai. Tutte le persone a vario titolo coinvolte nel problema “amianto”. La morte per asbestosi, e varie malattie affini è lenta, spesso differisce di decine di anni. Si tratta di un logoramento incessante degli organi della respirazione e della digestione, come si  può vedere dalla radiografia riportata a fianco. E nella civilissima società occidentale si rimane annichiliti per il disinteresse con cui in varie parti di Italia si affronta il problema amianto. La Basilicata e Ferrandina per citare almeno un caso, ma Bari non è da meno a problemi del genere: chi non conosce i casi della Fibronit o di Torre Quetta?

Eppure ci si può legittimamente chiedere cosa possiamo fare. Possiamo, intanto renderci conto del problema. Abbiamo il diritto a sapere. Poi possiamo proporre la modifica della attuale legge sull’amianto, in modo che sia in linea con l’Art. 32 della Costituzione Italiana che dice: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. In questo modo si potrà recepire la Direttiva 2009/148/CEE del Parlamento Europeo del 30/11/2009 sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall’esposizione all’amianto.

Ancora oggi questa fonte di morte che è l’amianto, rappresenta una vera frontiera: vi è da mettere in sicurezza l’uomo ancora oggi esposto, l’ambiente; occorre ristabilire una garanzia sanitaria soddisfacente. Si dica che l’amianto, purtroppo, è ancora presente nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli edifici pubblici, sui tetti e nei capannoni industriali, nelle nostre case. “Si stimano – dice un comunicato a più firme, di diverse associazioni che si muovono a tutela dell’uomo e dell’ambiente, e di cui si riporta in calce un elenco –  in circa tremila prodotti di uso corrente, con effetti devastanti sulla popolazione e sui cittadini“.

Azione di deterioramento del cemento-amianto

L’urgenza di agire – al fine del recepimento – per la modifica della legge, è nel testo stesso della Direttiva Comunitaria 148 del 2009 – premessa n. 11, che afferma: “non è stato ancora possibile determinare il livello di esposizione al di sotto del quale l’amianto non comporta rischi di cancro”.

Sono migliaia le vittime che aspettano ancora giustizia, dicono le associazioni riunite per la celebrazione annuale. Va evidenziato che ad oggi non è ancora operativo il Fondo vittime dell’amianto, stabilito dalla finanziaria del 2007 dell’art. 1, commi 241-246, Legge n°244/07. Il decreto attuativo, emanato recentemente con tre anni di ritardo, non corrisponde allo spirito della legge perché riconosce solo ai titolari di rendita INAIL il risarcimento. Vengono pertanto esclusi i famigliari come le mogli stesse degli operai. Costoro avevano la sola colpa di lavare le loro tute: sono pertanto decedute per tumori causati dall’amianto. Ma sono esclusi anche tutti i lavoratori assicurati con altri enti. Tutto questo,  anacronisticamente, continua a impedire il ristoro dei danni sofferti dalle vittime dell’amianto. Eppure dall’inizio della legislatura è giacente al Senato il Disegno di Legge del Senatore Felice Casson(disegno di legge – Atto Senato 2141 del 28/04/2010) che cerca di intervenire sulla materia e rendere giustizia alle vittime dell’amianto. “Ci duole – dicono queste associazione e con un sol fiato – che la proposta non sia mai stata messa all’ordine del giorno”.

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Richiedenti l’attenzione al problema Amianto per la modifica del testo di legge.

  • Associazione Italiana Esposti Amianto ( A.I.E.A.)
  • A.I.E.A. Val Basento ( Basilicata )
  • Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
  • CONTRAMIANTO e Altri Rischi – ONLUS
  • A.E.A. rs
  • A.V.A.N.I.
  • Comitato Permanente ex Esposti Amianto e Ambiente
  • A.I.E.A. Sardegna
  • A.I.E.A. Sulcis Iglesiente
  • A.I.E.A. Ferrara
  • A.I.E.A.  CSA ( Centro Sardegna )
  • ANMIL Sezione Provinciale Matera
  • AEA-FVG ONLUS
  • A.F.E.A. – Associazione Famiglie Esposti Amianto
  • Legambiente Lombardia
  • EHPA ( Associazione per la Tutela della Salute e dell’Ambiente di Basilicata )
  • ONA ONLUS
  • OLA ( associazione lucana ambientalista)
  • A.I.E.A. Larderello

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