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Sì al controllo della spesa ma nel rispetto della Costituzione

«La sovranità della democrazia – tuona il consigliere regionale pugliese, in quota Psi, Franco Pastore (nella foto) –  è stata piegata dalla supremazia della finanza, il risparmio è sovrano, non più il popolo e questo è incostituzionale». Il riferimento è alla legge nazionale che converte il decreto della Spending Review, in particolare all’articolato sul riordino delle province e al deliberato regionale discusso in Consiglio che rimette nelle mani del governo la decisione da prendere nei confronti delle volontà espresse dai territori.

Dopo avere ripercorso l’iter che ha portato i comuni della provincia di Barletta – Andria – Trani e quelli della provincia di Bari che non intendono entrare a far parte dell’area metropolitana, ma confluire con i primi in una nuova provincia – volontà espressa in un ordine del giorno che il consiglio regionale non ha potuto prendere in considerazione -, sono procedute le votazioni alla delibera: Caracciolo e Pastore, pur non condividendolo, hanno votato favorevolmente il deliberato regionale, Alfarano (PdL) si è astenuto, ma ha specificato di averlo fatto per protesta nei confronti dell’assessore Dentamaro. Ruggiero Mennea (Pd), l’altro consigliere regionale barlettano, assente alla conferenza stampa indetta e tenuta martedì pomeriggio dai suoi colleghi, ha votato contro.

I prossimi passi verranno mossi a Roma. Il governo ha già pronto il decreto applicativo della legge: «Noi non siamo per una spesa incontrollata e rispettiamo i criteri da cui la Spending review muove – conclude Pastore – ma pretendiamo il rispetto dell’articolo 133 della Costituzione che affida ai comuni e alle regioni la nascita di nuove province

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