Settore olivicolo, è crisi

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La quotazione attuale del primo olio prodotto oscilla fra i 3,80 euro e i 4 euro al litro

Un tavolo tecnico la prossima settimana per affrontare la crisi del comparto. Resa in calo e costi bassissimi per l’olio. CIA Puglia e organizzazioni di produttori: “Auspichiamo interventi concreti”

Gli olivicoltori pugliesi sono in ginocchio. Xylella, gelate, costi di prodizione al limite dell’insostenibile e ora anche i nubifragi che hanno dato il colpo di grazia in queste ultime ore, disegnano uno scenario più che cupo. Per questo le associazioni di categoria e i sindacati chiedono all’Assessore all’agricoltura Donato Pentassuglia un sostegno concreto da parte della Regione.

«Abbiamo ottenuto la disponibilità per la convocazione di un tavolo tecnico già la prossima settimana con tutte le associazioni di categoria del comparto olivicolo». Così Francesco Paolicelli, presidente della IV Commissione – delega Commercio, Artigianato, Turismo e Industria Alberghiera durante l’audizione di ieri con l’assessore all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, e con le associazioni interessate –  CIA Puglia, Coldiretti Puglia, Confagricoltura e Copagri Puglia.

Proprio dopo l’audizione le più importanti organizzazioni di produttori regionali e nazionali per numero di soci e fatturato (Oliveti Terra di Bari, Associazione Provinciale degli Olivicoltori di Foggia, APOL Lecce e Assoproli Bari), in sinergia con Cia Puglia, hanno presentato all’assessore Pentassuglia un decalogo di richieste per denunciare e risolvere i problemi che attanagliano il settore. Decalogo che segue un altro urgente appello che solo una decina di giorni fa CIA aveva rivolto all’assessore Pentassuglia.

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Le richieste dei produttori

In particolare, Cia Puglia e le Op chiedono di introdurre, da subito, per ridurre i flussi illegali di olio e olive, la registrazione immediata sul portale SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) di tutte le movimentazioni di prodotto fuori provincia, oltre alla riduzione del tempo massimo per la registrazione sul portale SIAN della trasformazione delle olive, e alla strenua difesa rispetto all’agguerrita concorrenza straniera, e per questo motivo invocano anche incontri con Agea e Repressione frodi.

Chiesti inoltre interventi per sostenere gli olivicoltori nell’affrontare l’incremento dei costi energetici resisi necessari per sostenere le produzioni in un anno caratterizzato da particolare siccità, e il sostegno a programmi di tracciabilità, di identificazione della qualità e di sicurezza alimentare promossi dagli operatori pugliesi.

La tempesta perfetta

L’olivicoltura pugliese, nel 2021, è stata messa in ginocchio da quella che può definirsi una crisi epocale, frutto di una vera e propria ‘tempesta perfetta’ causata da: basso prezzo delle olive e dell’olio, resa inferiore alla media, grandi difficoltà nel reperire la manodopera necessaria al raccolto. Si vende a 35-40 euro al quintale, anche nelle zone più a sud della regione messe in ginocchio dalla Xylella, mentre il primo olio prodotto ha una quotazione che oscilla fra i 3,80 euro e i 4 euro al litro. La qualità dell’extravergine appare eccellente in tutta la Puglia, ma si registra il 12-13% di resa (12-13 kg di olio per ogni 100 chilogrammi di olive) contro una media degli ultimi anni del 15-16%.

“La situazione è molto difficile e auspichiamo interventi concreti della Regione per sostenere il comparto agricolo più importante della Puglia”, chiedono Cia Puglia e le Op. Una prima risposta potrebbe venire dall’incontro di oggi tra Pentassuglia e la Grande distribuzione per rimettere in moto un comparto che da solo raccoglie 90mila persone.

Città dell’Olio, promuoviamo l’oro di Puglia

 L’impegno tuttavia a tenere alto il nome della Puglia olivicola c’è ed è testimoniato dal recentissimo accordo tra la Regione Puglia e l’Associazione Nazionale Città dell’Olio, che hanno siglato il “Protocollo d’intesa per la promozione e la valorizzazione dei territori e della cultura dell’extra vergine di oliva della Regione Puglia”.

La Regione stabilisce così una partnership privilegiata con l’associazione attiva da 25 anni, che racchiude in sé 389 enti pubblici e circa quattrocento comuni in Italia, di cui 36 in Puglia – la regione col maggior numero di partecipanti dopo la Toscana  e che annovera da pochissimo la new entry Volturino (Foggia). Città dell’Olio sarà presente in in tavoli, task force ed assisi consultive riguardanti le politiche olivicole Regionali, il Turismo dell’Olio e il recupero degli oliveti abbandonati.

Protocollo Regione Puglia città dell'olio
Con la sigla del Protocollo, l’Associazione Città dell’Olio entrerà in partnership con la regione Puglia in diversi progetti

Sullo sfondo c’è la definizione del Piano Regionale Olivicolo, sugli indirizzi del Piano Olivicolo Nazionale, che affronti le tematiche di sviluppo e innovazione per il miglioramento della competitività e nel rispetto della sostenibilità ambientale, sociale ed economica e del paesaggio, in stretta relazione alla PAC Politica Agricola Comune ed alle politiche nazionali ed in collegamento con le Associazioni di categoria e di tutta la filiera olivicola regionale.

Il “turismo dell’olio”

Il protocollo servirà inoltre a promuovere progetti volti alla maggior tutela e conoscenza della qualità dell’olio extra vergine di oliva, in particolare il “Turismo dell’Olio”, istituito e riconosciuto nella Legge di Bilancio 2020 che coinvolge tutta la filiera olivicola dall’azienda agricola al frantoio, i ristoranti e gli enti territoriali in un’ottica di sostenibilità, con una attenzione particolare alla formazione della filiera agricola e turistica, anche attraverso la collaborazione con le Associazioni di categoria, e il ricorso a specifici fondi europei.

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Ma c’è dell’altro. Il protocollo darà slancio a progetti pilota e strategie di sviluppo per recuperare gli oliveti abbandonati anche in seguito a calamità naturali o incendi; svilupperà la formazione con l’ausilio di organizzazioni di Assaggiatori Olio di Oliva; diffonderà la conoscenza dell’olio EVO e dei suoi territori di origine a sostegno della filiera olivicola e dei consumatori anche attraverso fiere di settore nazionali e internazionali; definirà iniziative comuni per la valorizzazione dell’olio extra vergine; infine parteciperà a progetti specifici della ristorazione di qualità italiana, basati sulla Dieta Mediterranea e volti a valorizzare le specificità regionali, in primis l’olio l’extravergine di oliva.

 

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