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Servizio di Pronto Intervento Sociale: Bari fa un primo bilancio

L’assessore al Welfare del Comune di Bari Ludovico Abbaticchio traccia un primo bilancio del Servizio di Pronto Intervento Sociale (PIS). Il servizio cui si accede chiamando il numero verde 800 093470, gestito dalla cooperativa Caps, ha carattere d’urgenza ed è attivo 24 ore al giorno, per 365 giorni all’anno. La chiamata consente di affrontare tempestivamente e soprattutto nei periodi di maggiore necessità come quello estivo, i bisogni di sopravvivenza per persone in gravi situazioni di marginalità ed emergenza sociale che si trovano in tutto il territorio cittadino, siano essi residenti o meno (nella foto a fianco di Gianni Avvantaggiato, una donna senza tetto con i suoi fardelli nella centralissima Via Piccinni, a Bari).

Dal 1° giugno, riferisce una nota dell’assessore Abbaticchio sono pervenute alla sala operativa del PIS 169 segnalazioni, di cui 32 interventi urgenti che riguardano immigrati e persone senza dimora. Da un’analisi delle fonti delle segnalazioni, emerge che il PIS attraverso il suo numero verde 800 093470,  attivo da febbraio 2008, è un servizio ormai conosciuto da tutta la cittadinanza e rappresenta un servizio di sicurezza e tutela sociale imprescindibile per la città.

Le percentuali maggiori di segnalazioni sono arrivate dalle Forze di Polizia: circa il 50% da Questura di Bari, Polizia Ferroviaria, Polizia di Frontiera, Polizia Municipale; Circa il 30% da cittadini; Il restante 20% da Aziende Ospedaliere, Servizi Socio-Sanitari territoriali e del terzo settore.

Le richieste per il 55 % riguardano le problematiche collegate al fenomeno dell’ immigrazione, in special modo per responsabilità connesse alla tutela dei minori stranieri in stato di abbandono; il 33% si riferiscono all’emergenza dei senza dimora e agli effetti degli sfratti esecutivi che riguardano tante persone e famiglie in città; il restante 12% sono segnalazioni di vari problemi, difficoltà sanitarie, maltrattamenti, abusi, tossicodipendenza, solitudine e abbandono.

Tuttavia «esprimo perplessità e grave preoccupazione circa le possibilità concrete di riuscire a proseguire nel garantire alla cittadinanza risposte e livelli minimi di assistenza», lamenta l’assessore. La gestione di queste gravi problematiche è sia di carattere cittadino sia internazionale, per questo motivo «stiamo valutando anche la possibilità di attingere al fondo economico di riserva».

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