Serpenti che prevedono terremoti: anche Uniba partecipa allo studio nel progetto Icarus

Serpente (Pexel)

Protagonisti i cervoni di Cocullo, in Abruzzo, dove ogni anno si ripete il rito di San Domenico

 

Dal folklore locale alla ricerca scientifica: è la storia di cui sono protagonisti i serpenti di Cocullo (Abruzzo), non solo protagonisti dell’antica festa dei serpari ma, da tempo ormai, oggetto di studio e osservazioni da parte dei studiosi. Una nuova ricerca è in corso in questi mesi anche a Bari, nel dipartimento di Medicina Veterina dell’Università Aldo Moro: più nello specifico, si tratta di uno studio sulla sensibilità dei serpenti ai movimenti sismici.

A raccontarci come sta andando lo studio sono i professori Jairo Alfonso Mendoza Roldan e Domenico Otranto, parassitologi del dipartimento di Veterinaria. I due si sono uniti dall’anno scorso al gruppo di ricerca del professor Ernesto Filippi e del veterinario Pasqualino Piro, per studiare i parassiti tipici dei serpenti italiani e quelli potenzialmente trasmissibili all’uomo. “Lo studio, pubblicato su un’importante rivista che si occupa di malattie neglette dell’uomo, è stato occasione di entrare in un mondo magico, fatto di storie e narrazioni, in una dimensione sacro-profana dai contorni fiabeschi, nel piccolo borgo di Cocullo”, ha dichiarato il professor Roldan, docente colombiano ormai italiano di adozione, esperto di medicina erpetologica e parassitologia che ha lavorato per otto anni nel più grande centro per la preparazione dei sieri antiofidici in Brasile (l’Istituto Butantan di San Paolo), attualmente responsabile di un progetto di ricerca riguardante una nuova Leishmania ritrovata nei gechi, nell’uomo e nel cane, in Italia.

Impiantati i trasmettitori, presto i serpenti di nuovo in libertà

“Abbiamo impiantato chirurgicamente dei trasmettitore in cinque esemplari di cervone – spiega il professore – L’intervento è stato necessario perché i serpenti, dato che fanno la muta, non permettono l’impiantazione su strati più superficiali. Le operazioni sono andate bene ma i serpenti sono ancora in convalescenza, la fase di cicatrizzazione è lunga. Quando saranno guariti verranno rimessi in libertà e comincerà il monitoraggio. Da qui all’elaborazione dei dati quali temperatura, movimenti, ecc.. Passerà circa un anno e mezzo”.

La ricerca di Filippi e Piro è iniziata nel 2009, quando, durante il terremoto dell’Aquila, fu osservata un’attività anomala dei serpenti in occasione di quel tragico evento.

Il progetto è realizzato nell’ambito del progetto mondiale Icarus (International Cooperation for Animal Research Using Space), che si basa sull’osservazione dei movimenti e dei comportamenti di numerose specie animali in relazione ai disastri naturali, quali il terremoto. In passato sono stati già osservati comportamenti anomali in animali come capre e altri ruminanti, ma è la prima volta che un monitoraggio del genere viene effettuato sui serpenti. C’è ancora da capire, dunque, se vi è effettivamente correlazione tra movimenti anomali della specie e i fenomeni sismici.

In uno studio dell’italiano Giorgio Matteuci dell’Università di Napoli, effettuato negli anni successivi al terremoto di Irpinia, ad esempio, animali come api, lombrichi, millepiedi, rospi, topi, talpe, cani, gatti, maiali, bovini, ovini, capre, polli avevano mostrato comportamenti anomali quali irrequietudine, spostamenti in massa, abbandono improvvisi di nidi e tane.

La ricerca sulla fauna parassitaria

Mentre in gran parte del mondo occidentale i serpenti sono temuti, nel piccolo paese rurale e montano di Cocullo i serpenti vengono annualmente raccolti e celebrati in un rituale sacro-profano. Ogni 1° maggio, infatti, da più di 500 anni, i serpari catturano e mettono in mostra decine di serpenti non velenosi per celebrare il rito di San Domenico, protettore dai morsi dei serpenti e dei cani con rabbia. Al fine di individuare potenziali patogeni zoonotici in questo contesto epidemiologico unico, Roldan e Otranto hanno studiato, nella prima collaborazione con Filippi e Piro, i parassiti e i microrganismi di 112 serpenti raccolti durante il rituale. Le indagini sulla loro fauna parassitaria nascono con un obiettivo: contribuire a generare politiche di conservazione a beneficio delle interazioni uomo-serpente, al fine di preservare il patrimonio culturale di questo evento storico.

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