Sequestrate 100 tonnellate di cozze allevate abusivamente nel Golfo di Napoli

Si tratta di due allevamenti di frutti di mare riconducibili ad uno dei gruppi criminali coinvolti nell’operazione di alcuni giornni fa contro la pesca illegale di datteri di mare nel Golfo di Napoli e sotto i Faraglioni di Capri

Si ritorna a parlare del Golfo di Napoli, non per la sua incredibile bellezza o per la storia d’Italia e dell’umanità, ma nuovamente per reati ambientali e allevamenti abusivi.

Nelle ultime ore, il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza ha scoperto e sequestrato due impianti abusivi per l’allevamento di mitili, situati in prossimità del porto commerciale. L’allevamento occupava una porzione estesa del demanio marittimo fino a raggiungere la vicina rada di Santa Lucia.

I militari hanno così trovato circa 100 tonnellate di frutti di mare già maturi e pronti per la vendita, ovviamente privi di ogni documentazione inerente la tracciabilità e la salubrità.

Dalle indagini che hanno portato alla scoperta degli allevamenti è emerso che gli impianti di mitili erano riconducibili ad uno dei gruppi criminali coinvolti nell’operazione dei datteri di mare di alcuni giorni fa. In quella occasione, gli stessi finanzieri hanno scoperto che da tempo due gruppi vendevano abitualmente datteri di mare in tutta la Campania, pescandoli nel Golfo di Napoli e persino sotto i Faraglioni di Capri, minando pericolosamente la loro stabilità. La pesca dei datteri è vietata ed è un reato grave perché per pescarli si utilizza martello e scalpello per rompere la scogliera, dove crescono e vivono. La loro crescita è estremamente lenta, si calcola che ci vogliono circa 30 anni per raggiungere anche i 7 centimetri, che è la taglia commerciale. Al termine dell’indagine, sono state indagate 19 persone per disastro ambientale.

I mitili sequestrati nel corso di questa operazione avrebbe fruttato al dettaglio oltre 300mila euro, senza considerare che immessi in commercio avrebbero inquinato il mercato legale dei mitili.

Inoltre, gli allevamenti, situati a pochi centimetri dalla superficie del mare, avrebbero creato intralcio alla navigazione delle navi e delle imbarcazioni in transito nel golfo di Napoli anche perché non erano segnalati.

Per verificare le condizioni igienico-sanitarie dei mitili è stato coinvolto anche il servizio veterinario della ASL di Napoli.

Già a luglio 2019 furono sradicati dal fondale marino altri due allevamenti illegali di cozze poco fuori dal porto commerciale, mentre recentemente sono state sequestrate più di due tonnellate tra frutti di mare e pesce nei giorni della Settimana Santa nei mercati ittici di Mugnano di Napoli e di Salerno.

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