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Sepùlveda, l’ambiente, il giudizio della Storia

Lo scrittore cileno Luis Sepùlveda

«Presidente cittadino: sono uno scrittore nato in Cile e un conoscitore della Patagonia e della Terra del Fuoco. In molti dei miei libri, tradotti in diverse lingue, vi si legge questa vita, le persone ed i sogni del Sud che amo e difendo con la stessa tenacia sana e pacifica dei suoi abitanti.

Qualche anno fa, dagli stessi uffici che Lei ora occupa con il governo, insieme all’ elegante freddezza di alcune banche, ci fu un tentativo di reato ambientale in Patagonia, in particolare contro la regione d’Aysén. Una società chiamata Noranda, con il suo indirizzo postale in Canada e la sua sede nel paradiso fiscale delle Isole Cayman, utilizzava la famigerata “legge sull’acqua” in Cile, una delle più liberali del mondo, cercando di bloccare, fermare corsi, e uccidere tre fiumi che sfociano nel fiordo di Aysén, al fine di costruire tre centrali idroelettriche per alimentare un impianto di alluminio, una delle industrie più inquinanti, e la costruzione di un porto per ricevere la bauxite ed altri minerali.

L’opposizione degli abitanti di Aysén è stata decisiva. La serietà di un progetto alternativo di sviluppo economico, sociale e culturale chiamato “Aysén Proyecto de Vida”, i quaranta mila abitanti di Puerto Aysen, Puerto Chacabuco, Coyhaique e di altre città sarebbero stati colpiti dal reato di questi “imprenditori”. Le loro vite, la loro cultura e le loro speranze, il loro presente e futuro, sono stati ingiustamente offesi dal ministro dell’Economia del momento, il signor Sergio Rodríguez Grossi, che ha detto che in termini macroeconomici 40.000 persone erano “nulla”.

Ma questo “nulla” è stato raggiunto da altri “nulla” di tutto il mondo poiché le preoccupazioni ambientali, ecologiche e l’amore per un’economia sostenibile fanno parte dell’immaginario del futuro che muove milioni di donne e uomini che vogliono essere cittadini e non i consumatori. Questi “nulla” hanno chiesto qualcosa di molto semplice e molto legittimo: uno studio di impatto ambientale condotto da un organismo scientifico indipendente, non dalla stessa società proponente il progetto o da un governo direttamente implicato o coinvolto in interessi commerciali. E questi “nulla”, classificati quasi come eco-terroristi, sono riusciti a interrompere, almeno temporaneamente, uno dei più grandi attacchi criminali contro la Patagonia.

Una manifestazione per dire "No alle dighe nella Patagonia"

Io, Cittadino Presidente, che ero uno dei “nulla”, ho fatto un documentario dal titolo “Corazón Verde”; il film ha vinto un premio al Festival del Cinema di Venezia, ed è servito a quei 40 mila “nulla” che si sono sentiti sostenuti da centinaia di migliaia di altri “nulla” per difendere la Patagonia, il Sud, mondo originario che è patrimonio dell’umanità intera. Io ero tra coloro che hanno paralizzato un “investimento di sette miliardi di dollari”, e insieme ai fiumi che continuano a scorrere nel fiordo di Aysen, che hanno cercato di uccidere, assumo la mia colpa con fierezza.

Ora, Cittadino Presidente, siamo di fronte ad uno squilibrio nuovo, un nuovo tentativo di porre fine alla vita di una delle ultime regioni incontaminate del pianeta e, per questo motivo, inestimabile. Il valore della Patagonia, per la sua natura essenziale, la sua gente, le sue speranze ed i sogni, non può essere determinato o calcolato né da un ufficio di Presidenza, né quotato in borsa, tanto meno essere all’ordine del giorno di questo infame tavolo del consiglio degli azionisti delle compagnie energetiche che pretendono di ottenere l’approvazione dal mega-progetto chiamato HidroAysén.

Lei, Cittadino Presidente, ha giustamente conferito il titolo di monumento nazionale al cavallo cileno. Quando lo ha fatto, molti di noi si sono sentiti soddisfatti della Sua dichiarazione, che ha salvato questo bellissimo cavallo da qualsiasi esperimento genetico. Non pensa, Cittadino Presidente, che un tracciato del territorio nazionale di 2300 chilometri di lunghezza e 100 metri di larghezza, meriti lo stesso trattamento di quel cavallo cileno? Riesce ad immaginare uno spazio di 20 mila ettari? E’ difficile convertire i numeri in un’immagine. Immagini le piane di alberi, foreste, non piantagioni di pino o di eucalipto, ma le foreste nobili dal Cile, l’incredibile diversità di flora e fauna che vive in queste foreste, e la gente cilena che conosce e ama queste foreste. HidroAysén, Cittadino Presidente, significa il disboscamento completo, la distruzione, lo sterminio di 20 mila ettari di foresta cilena.

Sì, io posso immaginare questa estensione, perché conosco la Patagonia, perché mi piace il Sud del mondo, la sua gente, le loro speranze e sogni, e perché mi oppongo alla realizzazione di questo reato ambientale ed al crimine contro l’umanità chiamato HidroAysén.

Paesaggio della Patagonia cilena

Pochi giorni fa, Cittadino Presidente, Lei ha detto che Adamo ed Eva furono i primi “imprenditori” per aver osato mangiare il frutto proibito. Oltre alle valutazioni della Chiesa cattolica o dei coltivatori di mele, a seguito di questa dichiarazione, Le ricordo che la Patagonia non è una mela, ma un Paese il cui valore più grande sta nel suo ambiente pulito e abitato da cittadini della Repubblica del Cile, ed è sulla base di questo statuto che questi hanno il diritto di esprimere la loro approvazione o disaccordo con il progetto HidroAysén. Ma a volte gli “imprenditori” e gli istigatori di questa macro-criminalità ambientale ignorano l’opinione pubblica.

Lo studio di Impatto Ambientale dell’HidroAysén ha ignorato il parere dei cittadini, non c’è mai stata partecipazione democratica esente da pressioni e garantita dalla legalità. Si tratta di un rapporto viziato, e si sa, Cittadino Presidente, e se questo non è il caso, consulti i Suoi ministri. Fino alle ore 13:30 del 26 aprile, la relazione di impatto ambientale è stata etichettata come “non conforme”, ma alle 14h dello stesso giorno, con il solo intervento di funzionari dell’Ufficio del Dipartimento di Sviluppo Urbano e di un certo signore di nome Nicolas Terrazas, un funzionario del Ministero dell’habitat, la valutazione dello studio di impatto ambientale è passata da “non conforme” a “conforme”.

“L’Onnipotente è il Sig. Denaro”, ha scritto il grande Francisco de Quevedo y Villegas…E’ solo per puro caso che Terrazas è il cognome di un altro membro della famiglia, Pablo, cioè il fratello di Nicolas, che ha diversi lotti di terreno che sarebbero inondati se il progetto HidroAysén dovesse materializzarsi, garantendo così una lauta compensazione.

Questo fatto da solo, questo dettaglio, Cittadino Presidente, questo conflitto di interessi (eufemismo per nascondere la parola corruzione) compromette tutte le considerazioni sullo studio di impatto ambientale, e perciò nella più stretta legalità, si consiglia di paralizzare il progetto HidroAysén.

Comunque Lei, che occupa le più alte cariche della Repubblica del Cile, al di là dei piccoli trucchi concepiti da suoi subordinati che dovrebbero essere congedati in modo fulminante, Lei dovrà fare i conti con la Storia, che giudica sempre, anche se tardi, giudica sempre più chiaramente e con fermezza.

Nel prossimo futuro, il Suo busto occuperà un posto nella galleria dei sinistri ex presidenti del Cile, e quando il responsabile della pulizia passerà per rimuovere la polvere con un piumino, da Lei dipende, che questo uomo dica con ammirazione: sto spolverando il busto di un ex presidente che ha salvato la Patagonia dalla distruzione, o semplicemente continui il suo cammino rifiutandosi di spolverare l’immagine del distruttore di una delle regioni più pure e belle di questo mondo. Dipende da Lei, Cittadino Presidente.

Con i miei migliori saluti

Luis Sepulveda, scrittore

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