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Senatori ecologisti “under 18”

Assemblea dei senatori

Saranno lunedì 10 e martedì 12 ottobre in Senato i ragazzi dell’Istituto di Istruzione Superiore “Augusto Righi” di Taranto per presentare un Disegno Di Legge tutto speciale, che propone l’istituzione di un marchio “Dioxin free“. Il DDL in 10 articoli ( il cui testo è presente sul sito Senato per ragazzi) elaborato dagli studenti guidati dal prof. Alessandro Marescotti, (che tra l’altro è presidente dell’associazione Peacelink) e da una tutor messa a disposizione del Senato, mira a definire un marchio di qualità, “Dioxin Free”, che consente al consumatore di conoscere la quantità di diossina e pcb (policlorobifenili) presenti nell’alimento che acquista. Questo perchè attualmente, anche se c’è un Regolamento europeo che fissa dei limiti per diossina e pcb negli alimenti, non vi è alcun marchio di qualità “Dioxin Free”, “libero da diossina”, per gli alimenti senza diossina: nulla, cioè, che possa lontanamente assomigliare al marchio “OGM free”(ossia “senza organismi geneticamente modificati”) applicato a titolo precauzionale – perchè degli OGM non è stata dimostrata la tossicità. Invece è assolutamente dimostrata la tossicità ambientale delle diossine, tanto che queste sono inserite dallo IARC (Agenzia Internazionale Ricerca sul Cancro) nel gruppo 1 ossia nel gruppo delle sostante più cancerogene e genotossiche (possono cioè modificare il DNA che si trasmette dai genitori ai figli).

L'ingresso del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate Augusto Righi

Spiega Marco Morelli, lo studente che farà da relatore nella seduta in Senato di lunedì: «Il marchio “Dioxin free”, una volta approvato, verrà rilasciato solo se gli esami di laboratorio attesteranno quantità di diossine e pcb inferiori a soglie minimali che il disegno di legge fissa a tutela dei consumatori e della loro sicurezza alimentare. L’aspetto innovativo di questo disegno di legge –precisa lo studente-relatore – sta nel fatto che una parte delle analisi vengono effettuate in laboratori accreditati scelti dai consumatori i quali in prima persona individuano il campione da far analizzare. Inoltre il disegno di legge consente una trasparenza sulle analisi che verrebbero pubblicizzate su Internet». Se i consumatori potranno disporre di cibi “Dioxin Free” i genitori, ad esempio, potranno scegliere per i loro figli latte sottoposto a controlli ancora più rigorosi.

L’idea di un disegno di legge per proporre un marchio di questo tipo non nasce a caso. Infatti l’esigenza di definire uno standard “Dioxin Free” era stata avanzata nel 1999 dai due esperti di diossina Stefano Raccanelli e Vladimiro Bonamin, ma nessun rappresentante politico raccolse la proposta. E ancora, nel 2001 la Commissione Europea inviava ai parlamentari europei una importante comunicazione in cui si leggeva che “l’esposizione a diossine e a PCB diossino-simili supera la dose tollerabile settimanale e giornaliera in parte considerevole della popolazione europea”. La comunicazione del 2001 intendeva promuovere non solo l’informazione sui problemi della contaminazione ma anche la consapevolezza per attuare strategie di prevenzione: ma non se ne fece nulla. E può essere una interessante segnale di sensibilità ambientale il fatto che la proposta di una apposita legge nasca in una città come Taranto, che paga in termini di vittime del lavoro la massiccia presenza di diossina nel suo territorio.

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