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Sedersi sul cartone? chiedetelo a Kube-design

Uno la fa di paglia, l’altro la fa di legno… e uno la fa di cartone. Ma non cade con il vento e non si brucia con il fuoco. No, non si sta parlando della casetta della nota fiaba dei tre porcellini. Bensì di una sedia. Una sedia, tra i tanti altri complementi d’arredo della nuova collezione 2010 in cartone ondulato, prodotta dalla ditta Kube-design di Osimo. Una piccola realtà marchigiana venuta alla ribalta in questi tempi per aver realizzato, ovviamente in cartone, il trono papale per la visita pontificia di Benedetto XVI a Malta in aprile.

anche nei complementi d’arredo Kube-design lancia la sua scommessa Nazzareno Mengoni

A dirigerla un giovane di appena 26 anni, Nazzareno Mengoni, che parla di “cultura dell’ecologia” e che s’è già costruito famiglia (è di ritorno dalla luna di miele proprio in questi giorni) e avvenire, lavorando sodo a “rimodernizzare” un’ala dello scatolificio del padre, dopo aver scelto di interrompere gli studi in Bocconi a Milano ed esser ritornato a vivere nelle Marche. La sua attività inizia a passo lento nel 2005; nel 2007 rileva l’azienda paterna con forza e le dà impulso. Lo affiancano il fratello minore Federico come responsabile della produzione, l’amico Giorgio (classe ’84) al marketing e, irrinunciabile “deus ex machina”, il designer anconetano Roberto Giacomucci, da cui si può dire che abbia preso corpo l’idea.

Quale idea? Dare dignità al cartone come materiale, da un lato, consono per l’arredamento da interni e, dall’altro, pratico e conveniente per gli allestimenti in contract. Qualche esempio? Si diceva, Malta. In quella commessa, hanno calcolato, si sono risparmiate 12 tonnellate di CO2. Il trono papale e le 800 sedie per alti prelati sono stati realizzati in una decina di giorni di lavoro e trasportate, come fogli di cartone ovvio, in circa 10 metri lineari di camion. È proprio per questo, che sempre in aprile, Kube-design è stata chiamata ad allestire la sala stampa per i 400 giornalisti del G8 Ambiente di Siracusa. Lì sono stati utilizzati 800 chili di carta riciclata, pari a 4mila quotidiani ed equivalenti a 1,2 tonnellate di anidride carbonica non emesse in atmosfera. Senza considerare poi il fatto che, se una sedia in cartone costa a chi la acquista poco più di quanto gliene costerebbe una in plastica a noleggio, queste forniture riescono ad essere tenute a magazzino in poco spazio e riutilizzate ogni volta che se ne ripresenta l’occasione, senza generare nuovi consumi.

l’allestimento della sala stampa al G8 Ambiente a Siracusa lo scorso maggio

Nel settore dei complementi d’arredo poi, Nazzareno vuole superare lo scetticismo delle persone per questo materiale, il cartone, certo da molti (quasi tutti) ritenuto poco resistente al peso, all’acqua, al fuoco… L’attenzione al fine design, ad esempio con coloratissime cover intercambiabili per le sedute e gli sgabelli, si sposa così con sempre nuove sperimentazioni e ricerche: prove carico artigianali da oltre 300 chili per la sedia, collaborazioni universitarie per testare i prodotti e la messa a punto di pannelli di ondulato autoestinguente che così è capace di resistere al fuoco.

Dallo show-room alla fornitura eventi, Kube-design si è quindi attivata per farsi notare: in Italia, dove punta a stringere accordi nelle biblioteche comunali e progetti per le custodie occhiali di un noto marchio ottico; e all’estero, in Paesi come Scandinavia e Usa, dove legislatori e pubblico sembrano avere una buona sensibilità al tema della riconversione ecologica.

“Piega”, una delle sedie in cartone, a firma del designer Vincenzo Tanassi,   prodotte da Kube-design
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