Seconda dose Astrazeneca, si può anticipare a 8 e 10 giugno. E il San Paolo torna no-covid

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ASL Bari dà la possibilità agli utenti di ricevere in anticipo rispetto alla prenotazione la seconda somministrazione di vaccino Astrazeneca. Ospedale San Paolo totalmente sanificato, riaprono tutti i repartie i servizi ambulatoriali

Domani 8 e giovedì 10 giugno due giornate dedicate alle anticipazioni delle seconde dosi con vaccino Astrazeneca. Per andare incontro alle diverse esigenze individuali, anche in vista dell’estate, ASL Bari dà la possibilità agli utenti che hanno ricevuto la prima dose di vaccino Astrazeneca ad aprile di anticipare la somministrazione della seconda tra domani e giovedì in ordine alfabetico in alcuni hub di Bari e provincia.

Dove e quando vaccinarsi

Chi ha effettuato la prima dose di Astrazeneca fra il 4 e l’11 aprile può anticiparla domani 8 giugno secondo ordine alfabetico:

Cognome A-K  mattina dalle 9 alle 13

Cognome L-Z pomeriggio dalle 15 alle 19

Chi ha effettuato la prima dose di Astrazeneca fra il 12 e il 13 aprile può anticiparla giovedì 10 giugno secondo ordine alfabetico:

Cognome A- K  dalle 9 alle 13

Cognome L-Z dalle 15 alle 19

Le anticipazioni saranno effettuate solo nei seguenti centri vaccinali:

  • Bari – Fiera del Levante
  • Capurso- Palapadovani Traversa via Ognissanti
  • Valenzano – Palazzetto dello sport
  • Altamura – Palazzetto dello Sport via Manzoni
  • Bitonto – Scuola media Rutigliano
  • Sammichele – Palazzetto dello Sport
  • Alberobello – Centro Polivalente via Confine

Gli utenti possono recarsi anche in hub diversi rispetto a quelli dove è stata somministrata la prima dose, purchè siano tra quelli indicati dalla ASL. E’ necessario presentare l’attestazione ricevuta al momento della somministrazione della prima dose.

Chiusa l’Area Covid al San Paolo di Bari

 Dimessi pochi giorni fa gli ultimi due dei 1.046 pazienti trattati in sei mesi e mezzo e chiusa l’Area Covid, da oggi il San Paolo di Bari ritorna Ospedale no-Covid. Sanificato da cima a fondo per permettere il totale ritorno all’ordinaria attività di assistenza sanitaria, dopo quasi 200 giorni dedicati alla cura dei pazienti Covid-19.

«Uno sforzo straordinario – spiega il Direttore Generale Antonio Sanguedolce – che ha impegnato completamente questo Ospedale, come quelli di Putignano e Altamura, dal punto di vista strutturale, logistico e umano. Riconvertire un Ospedale e poi riportarlo indietro, sempre conservando gli elevati standard di sicurezza previsti dalle misure anti-contagio, è un’operazione tecnicamente complessa».

Come ha funzionato il San Paolo

Dal 15 novembre al 31 maggio nell’Ospedale San Paolo sono stati trattati 796 pazienti ad elevata complessità assistenziale, gestiti clinicamente in Medicina, Pneumologia e Rianimazione, a fronte del trasferimento di 250 pazienti a più basso grado di complessità clinica, gestiti e trattati clinicamente presso l’Obi Covid, verso altri centri Covid dopo una degenza media di 4-5 giorni. Fondamentale l’attività di filtro e trattamento del Pronto Soccorso che ha gestito 730 pazienti ad accesso diretto, più altri 66 provenienti da altri presidi ospedalieri.

«A novembre scorso – ricorda il Direttore medico del San Paolo, Angela Leaci – in dieci giorni di lavoro abbiamo allestito e attrezzato 8 posti letto Covid in Rianimazione, 18 in Pneumologia-Utir, 25 in Area Medica e poi altri posti letto, sino ad arrivare a 91 complessivi, comprendenti i posti letto chirurgici e quelli di Ostetricia e Ginecologia, oltre a 20 posti tecnici di astanteria in Pronto Soccorso, importantissimi per la prima assistenza e il successivo trattamento in Area Covid».

Nuovi reparti per l’emergenza

Infermiere degenza sub-intensiva
Dal 15 novembre al 31 maggio nell’Ospedale San Paolo sono stati trattati 796 pazienti ad elevata complessità assistenziale, gestiti clinicamente in Medicina, Pneumologia e Rianimazione

Un “viaggio” di andata e ritorno nella pandemia, che l’Ospedale ha affrontato con una doppia riconversione. Gli ultimi quattro dei sette piani dell’edificio sono stati adibiti ad Area Covid (Medicina, Pneumologia e Rianimazione Covid, più l’area dedicata alle partorienti positive e le zone di vestizione e svestizione), con un notevole intervento di compartimentazione, isolamento e messa in sicurezza all’interno dell’Area Covid e rispetto al resto dell’Ospedale che, contemporaneamente, ha continuato a garantire le urgenze di diversa natura. La riorganizzazione, infatti, ha comportato la realizzazione di un nuovo reparto di Rianimazione e di una nuova Sala parto, consentendo anche di garantire alla popolazione la degenza ordinaria in Ostetricia-Ginecologia, Cardiologia (comprese le sale di Emodinamica per la cardiologia interventistica d’emergenza), Chirurgia Senologica e Plastica, nonché i servizi radiologici (con due percorsi separati per l’utenza Covid e no-Covid), immunotrasfusionali, il laboratorio analisi e la camera iperbarica. Il Pronto Soccorso, inoltre, è stato sdoppiato per accogliere e gestire i pazienti Covid e, grazie ad ambienti e percorsi separati e sicuri, ha potuto trattare anche la casistica ordinaria di tipo ortopedico e pediatrico.

Cosa è attivo da oggi

Il ritorno all’attività no-Covid, almeno in questa fase, non riguarda l’area di Osservazione breve (OBI), mantenuta per accogliere eventuali casi positivi al Sars Cov-2 che si dovessero presentare. Resterà in supporto ancora per qualche tempo anche il Presidio Post Acuzie di Terlizzi, che assieme al San Paolo ha svolto un ruolo cruciale nella chiusura del ciclo assistenziale dei pazienti Covid sia con la Riabilitazione respiratoria (161 ricoveri tra 2020 e 2021) sia con la Lungodegenza (137 ricoveri).

Per riaprire è stato sanificato e ripulito ogni reparto ma anche ogni singola apparecchiatura (ventilatori polmonari, arredi e letti). Sono stati ripristinati i percorsi clinici recuperando anche la piena funzionalità degli ascensori, inibiti per evitare accessi non consentiti in Area Covid.

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