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“Se ci tenete all’Amazzonia, salvatevi la pelle!”

Singolare manifestazione di Greenpeace per denunciare lo stretto legame tra la distruzione della foresta in Amazzonia e i prodotti in pelle. Una dozzina di attivisti di Greenpeace, una troupe fotografica e quattro modelle che hanno indossato creazioni di alta moda sostenibile della collezione “The Dryad” della stilista Mariangela Grillo, hanno realizzato uno speciale servizio fotografico d’alta moda in Piazza Maggiore a Bologna, in contemporanea con la Fiera Internazionale “LineaPelle”. Pannelli fotografici, con le immagini di un’Amazzonia intatta, bellissima, sui quali si leggeva lo slogan “Vuoi salvare l’Amazzonia? Salvati la pelle”, hanno fatto da quinta al servizio fotografico. Da oggi sul sito web www.salvatilapelle.org è disponibile il rapporto che denuncia il settore dell’industria conciaria.  Secondo la Procura distrettuale dello Stato del Mato Grosso, sono almeno 19 gli allevamenti illegali che producono carne e pelli per JBS, il gigante brasiliano della carne e della pelle , denuncia Chiara Campione, responsabile della Campagna Foreste di Greenpeace Italia. Il 61% delle aree deforestate sono attualmente occupate da pascoli e allevamenti, compreso i territori degli indigeni Mairawatsede nello stato del Mato Grosso, dove l’allevamento bovino è proibito dalla legge.

Chi acquista pelle da JBS – denuncia Greenpeace – potrebbe trovarsi coinvolto, anche senza saperlo, in brutali fenomeni di deforestazione e schiavitù; per cui alle aziende del settore presenti in fiera gli attivisti di Greenpeace hanno lasciato questo messaggio: “Se ci tenete all’Amazzonia, salvatevi la pelle!”

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