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Scrivere la natura

Da La zampata dell’orso di Giancarlo Ferron a Il peso della farfalla di Erri De Luca. La bibliografia di coloro che hanno scritto la natura è davvero vasta e affascinante. Con questo nuovo saggio edito da Zanichelli, gli autori suggeriscono come progettare un testo ed esercitarsi nella scrittura. Storie sul Pianeta Terra. Su acqua, neve, nuvole e cielo. Alberi e foreste. Animali selvaggi. Grandi Scenari. Protagonisti il giardino e gli animali di casa, pure. Uno stimolo per cogliere il paesaggio sonoro, esploratori e paesaggi di fantasia.

“L’antropocentrismo – scrivono Michieli e Sapienza – rende difficile spostare il punto di vista dell’uomo accanto a quello potenziale della natura e dei suoi elementi. (…) Questo manuale spera di offrire una traccia a tutti coloro che desiderano dare parola alla natura, affinchè il suo valore e la sua condizione acquistino maggior rilievo nella nostra cultura”. A far leva da questo assunto, il volume si dipana in capitoli, a conclusione dei quali viene sempre offerta una scheda con “esercizi di scrittura” con cui mettersi alla prova, per osservare e sperimentare azioni, sensazioni e sentimenti di puro contatto, immedesimazione, con la natura. Per riflettere sulle proprie esperienze reali e trarvi spunto, ispirazione. Da un “io narrante” animale ad una scaletta di suoni del paesaggio che si sviluppa nel tempo, con un pizzico di avventura e senza limiti alla creatività.

È Il richiamo della foresta di Jack London con i suoi corsi d’acqua e l’alternarsi delle stagioni. È Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati con i suoi monti selvaggi, tra gole e dirupi. Il Moby Dick di Melville. Sono i Sogni artici del contemporaneo Barry Lopez. È Mario Rigoni Stern e il suo immenso avvolgente scenario narrativo. Certo non mancano gli esempi di grandi (e meno grandi) scrittori che in tutto o in parte hanno preso a soggetto l’ambiente circostante per narrare una storia. Un ambiente a volta complice e quasi specchio dello stato d’animo del protagonista, o volte lui stesso attore principale del racconto.

Senza imposizioni o regole dogmatiche, Davide Sapienza (scrittore di viaggio ed ideatore delle camminate Natu.Re – Natural Reading) e Franco Michieli (geografo e giornalista esploratore di territori selvaggi) accompagnano così il lettore in un percorso che si spera lo porti a dar voce alla natura che non ha voce. Senza per forza rincorrere animali esotici, anche semplicemente guardando il proprio cane in casa o la battaglia di alcune formiche nel bosco. Approcciando infine anche l’ambiente acustico con cognizione di causa. Paesaggi sonori nutriti dai movimenti di api, foglie, gocce, uccelli. Avventure epocali come quotidiane. “Nell’immensa foresta delle parole scritte e scrivibili sulla Natura”, dove “tecniche e vasta conoscenza dei temi non bastano a produrre testi di autentico valore espressivo e letterario”. All’urgenza narrativa interiore di scrivere qualcosa, forse può servire un bel panorama in fiore. Con uno sguardo nuovo.

Davide Sapienza e Franco Michieli, Scrivere la natura, Zanichelli,2012, pp. 160, euro 15

 

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