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Sciamano Angaangaq, dalla Groenlandia un antico insegnamento

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Angaangaq Angakkorsuaq sciamano

Angaangaq Angakkorsuaq è un Anziano degli eschimesi Kalaallit, nell’alto nord della Groenlandia.  Riconosciuto oratore, porta in giro per il mondo l’antico messaggio degli sciamani della sua famiglia

In un mondo che va sempre più veloce, pare impossibile che esistano ancora persone in grado di dialogare con il proprio Io interiore. Di ascoltare i messaggi che arrivano dalla natura. Di percepirne la forza che permette di connettersi con essa e con gli altri elementi del Creato. Parliamo degli sciamani e dello sciamanesimo, la forma di spiritualità più antica del mondo.

Uno sciamano tra i più autorevoli è Angaangaq Angakkorsuaq , che viene da una famiglia eschimese con una lunga tradizione di guaritori. Fin dall’infanzia è stato preparato da sua nonna e da sua madre. Nel 2004 è diventato sciamano e da allora viaggia in tutto il mondo. E’ un oratore conosciuto e richiesto in conferenze internazionali. Tiene discorsi in congressi e convegni su temi inerenti all’ambiente, al cambiamento del clima, ai problemi degli indigeni e ai temi spirituali. Ad Ambient&Ambienti ha raccontato di questa antichissima disciplina e di quanto sia importante ricavarne degli insegnamenti preziosi.

Uno sciamano per aiutarsi a vicenda

Angaangaq, cosa significa essere uno sciamano oggi?

«Vuole dire diventare una guida e far rivivere le antiche cerimonie. Perché? Perché nel mondo di oggi, così com’è, niente sembra più avere un significato… viviamo la nostra vita, un giorno dopo l’altro, come se fosse una routine, senza dare il giusto valore a ciò che accade. Sappiamo che l’uomo ha contribuito a distruggere la Terra, negli anni l’abbiamo sfruttata e maltrattata… non siamo più ‘connessi’ con la terra e non siamo più connessi tra di noi. Si può vedere in tutti i settori, dall’economia alla politica fino alla religione.. Sembra che ciascuno di noi viva nel suo piccolo mondo, senza avere relazioni vere con chi ha vicino, senza interessarsi a ciò che ha attorno.

Il nostro bisogno più grande è tornare a essere interconnessi gli uni con gli altri, nessuno di noi può fare tutto da solo. Ricordo che mia nonna Aanakasaa diceva: “Non puoi fare le cose da solo, hai bisogno di tutto l’aiuto che puoi ricevere.” Questo è il bello della tradizione sciamanica, sappiamo che dobbiamo aiutarci a vicenda».

In un mondo ormai pervaso dalla tecnologia e dal fragore, come si può riuscire a entrare in contatto con lo spirito e ritrovare l’armonia interiore?

«Il mondo in cui viviamo, la nostra vita quotidiana, e la realtà del nostro spirito sono ‘connesse’. Come facciamo a saperlo? Gli anziani dicono che, quando impari a guardare il mondo interiore, puoi vedere meglio, udire meglio, parlare meglio, perché ascolti il tuo spirito. Quando il tuo mondo interiore e quello esterno sono connessi, vivi meglio… è come se l’ala fisica dell’uomo fosse la parte destra, l’ala spirituale fosse la sinistra e noi dobbiamo imparare a far convivere questi due mondi».

Restare connessi col mondo

sciamano
Angaangaq Angakkorsuaq di recente ha pubblicato il libro “La saggezza dello sciamano, 21 cerimonie per la vita di tutti i giorni”

«Lo Sciamanesimo – continua   Angaangaq Angakkorsuaq – non è niente di strano o ingannevole, come alcune persone credono… è la capacità di far coesistere queste nuove anime. Come è possibile? Imparando a guardare dentro di noi. Prima che le religioni moderne entrassero nel mondo dell’uomo, c’erano delle guide, “wisdom keepers”, erano persone che avevano più conoscenza, erano dei saggi connessi con un mondo, quello interiore, che ancora noi non potevamo vedere. E per questo motivo che vengono compiute le cerimonie. Le religioni ci aiutano a ‘connetterci’ e ci insegnano a non perdere di vista la bellezza degli altri.»

Uno sciamano per salvare l’ambiente

E’ impegnato da anni sul fronte ambientalista, la sua è una vera e propria missione:  durante gli incontri e i convegni sul clima, cui prende parte, parla spesso della minaccia incombente dello scioglimento dei ghiacciai. Come possiamo arrivare a comprendere che è un problema che riguarda tutti da vicino?

«Dobbiamo guardare dentro di noi. Questo è l’unico modo per capire che tutti siamo parte di un unico grande mondo, infatti siamo tutti connessi gli uni con gli altri. Ricordo che una volta, dopo che tenni un discorso alle Nazioni Unite, mi chiesero: “Hanno capito il tuo messaggio?”. Risposi: “No, non l’hanno capito. C’è tanta gente non ha capito la sua importanza nel mondo e ‘essere importante’ vuole dire essere forte, amore se stesso. Se non sono forte per me, come posso essere forte per gli altri? Se non amo me stesso, come posso amare gli altri?»

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Di recente ha pubblicato il libro “La saggezza dello sciamano, 21 cerimonie per la vita di tutti i giorni”, e afferma da sempre che la vita stessa è una cerimonia. Cosa si deve fare per celebrarla ogni giorno?

«Celebra la tua vita! Che cosa c’è da celebrare? Tu! Perché sei un dono nel mondo in cui vivi. Tu ed io siamo dei doni nel mondo in cui viviamo. Credo che questo sia l’insegnamento più importante, rendermi conto che sono un dono nel mondo in cui vivo. Se non sono un dono, per che cosa sto vivendo? Che significato avrebbe la mia vita? Mia nonna Aanakasaa diceva: “Tu sei il miracolo più grande del mondo. Non perché sei tu, ma perché vivi. Perché vivi qui e ora. Milioni di persone hanno vissuto prima di te ma tu vivi adesso, in questo tempo di trasformazione”.

Che meraviglia, che dono, vivere in questo tempo! Ma la maggior parte degli uomini non ne è consapevole. Abbiamo dimenticato il potere che è stato dato a ognuno di noi. Abbiamo perso il senso del miracolo della nostra esistenza. Come facciamo a ritrovarlo? Con le cerimonie. Una cerimonia è qualcosa che fai con consapevolezza, con amore, che fai perché ti piace farlo, perché ti fa sentire bene, solleva il tuo spirito.»

Un abbraccio empatico

Il suo lavoro lo ha portato in oltre 60 Paesi, ne avrà viste di cose belle in questo mondo.

«Oh, ce ne sono tantissime! A volte qualcuno mi chiede, “che esperienze hai fatto che ti sono rimaste nel cuore?” E’ quasi impossibile ricordarne una o due… Poter salutare le persone, guardarle negli occhi, toccare il loro cuore e sentire come cambia la loro energia – questo è un dono enorme. Questa è una delle cose più importanti che ho fatto. Sto continuando questa tradizione di abbracciare ogni persona che incontro, il più possibile».

 

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