Scarsità d’acqua, per molti italiani non è un problema

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Trascorrere più tempo in casa non ci ha sensibilizzato abbastanza al risparmio dell’acqua

In occasione della Giornata Mondiale dell’acqua, il 22 marzo, molte aziende sono tornate a far sentire la propria voce a sostegno della lotta allo spreco dell’acqua, mentre Ipsos ha presentato per Finish una ricerca, “Acqua nelle nostre mani”, sui comportamenti dei cittadini in quest’anno segnato dalla pandemia. Sono cambiate le abitudini degli italiani? Scopriamolo, insieme anche ad alcuni falsi miti sull’acqua e consigli “anti spreco”.

L’arrivo della pandemia ha giocato un ruolo cruciale nel ridurre l’attenzione delle persone sulla tematica acqua. Oggi, solo 2 italiani su 10 pensano che la scarsità d’acqua sia già un problema e solo 1 italiano su 4 ha dichiarato di aver prestato attenzione ai consumi d’acqua nel corso dell’ultimo anno, trascorso prevalentemente dentro casa. Ciò è confermato dal fatto che l’attenzione ai consumi d’acqua è aumentata solamente del 2% in un anno. Discorso diverso per l’attenzione ai consumi di elettricità passati dal 77% del 2020 all’86% del 2021, e gas, aumentati addirittura del 10% (dal 79% del 2020 all’89% del 2021), con la forbice che è oggi notevolmente ampliata.

Leggi anche: Verso il 22 marzo, Giornata mondiale dell’Acqua

Falsi miti sull’acqua del rubinetto e consigli anti spreco

Stando ai dati dell’Istat ben il 29% delle famiglie italiane non reputa l’acqua corrente domestica affidabile nonostante un blind test di Legambiente del 2018 abbia dimostrato come l’acqua del rubinetto non presenta alcuna differenza rispetto a quella imbottigliata se non quella di offrire una chance per essere sostenibili e rispettosi verso l’ambiente. Vediamo alcuni “falsi miti” che “demonizzano” l’acqua del rubinetto:

– L’acqua del rubinetto è sicura. Vero. La prima condizione di un’acqua potabile è l’assoluta sicurezza per la salute, garantita già dalla falda. L’acquedotto e la rete vengono monitorati costantemente per verificare il rispetto scrupoloso dei parametri microbiologici, chimici e fisici stabiliti per legge.

-L’acqua del rubinetto ha un cattivo sapore. Falso. Si tratta di una percezione assolutamente personale. Alcune persone si lamentano per il sentore di cloro: per eliminarlo basta raccogliere l’acqua in una brocca e lasciarla decantare per qualche minuto. Essendo un elemento volatile, si disperderà facilmente nell’aria, scomparendo dall’acqua.

– Il calcare dell’acqua del rubinetto è dannoso per la salute. Falso. Il calcare è composto da calcio e magnesio che, non solo non fanno male, ma anzi contrastano l’osteoporosi. Gli studi clinici hanno addirittura messo in luce che c’è una correlazione positiva tra la durezza dell’acqua e la minor incidenza di problemi cardiovascolari.

– L’acqua del rubinetto ha molto sodio. Falso. La maggior parte delle acque potabili ha un contenuto medio-basso di sodio. In ogni caso, la quantità fornita dall’acqua ha un impatto irrilevante rispetto a quella assunta attraverso gli alimenti. Basti pensare che una scatoletta di tonno o una mozzarella ne apportano già 2.5 grammi, mentre per assumerne la stessa quantità, attraverso l’acqua, ne servono circa 15 litri!

consigli anti spreco
Molti italiani sottostimano ancora il proprio consumo personale di acqua, più attenzione

Da un’altra ricerca, condotta da SodaStream, leader mondiale nella preparazione di bevande frizzanti, emerge che  il 44% degli intervistati dice di fare la lavatrice o la lavastoviglie a carico pieno, mentre il 34% applica filtri frangigetto ai rubinetti.

Italiani bocciati, invece, sul fronte del risparmio idrico quando si tratta di fare il bagno, la doccia o di lavarsi i denti: solo il 17% del campione si dice attento a chiudere i rubinetti monitorando il consumo di acqua. Per quanto riguarda la ripartizione di genere, le donne si dimostrano più attente degli uomini se si tratta di fare la lavatrice a pieno carico (54% contro 36%), meno quando si parla di risparmiare acqua lavandosi (15% contro 19%). “Insufficienza” su questo fronte nel Sud Italia: il 9% dichiara di non stare attento al risparmio di acqua in quanto “l’acqua costerebbe poco”.

Come ridurre il consumo di acqua in casa?

-La più classica delle accortezze: ricordarsi di chiudere il rubinetto, quando ad esempio ci si fa la barba o ci si lava i denti.

-Lavarsi sotto la doccia fa consumare cinque volte in meno della vasca da bagno e quindi almeno 1.200 litri d’acqua all’anno.

-Prendere in considerazione l’acquisto di un riduttore di flusso. Ne esistono in commercio diversi tipi, e con alcuni modelli il risparmio di acqua può arrivare fino al 60 per cento.

-Diminuire la quantità dei rifiuti. Una singola bottiglia dei gasatori in commercio può essere utilizzata per circa 3 anni facendo risparmiare ad ogni famiglia fino a 2000 bottiglie e lattine ogni anno.

-Utilizzare elettrodomestici sostenibili come lo spremiagrumi a mano o il gasatore dell’acqua che non ha bisogno di elettricità.

 

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