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Scale mobili e Pale Eoliche a Potenza

Vivere a Potenza significa anche muoversi tra i vari uffici, magari più di una volta nella stessa giornata, con l’utilizzo delle scale mobili e dei sottovia, compresi gli ascensori per e dalla strada più famosa e popolata, Via Pretoria, sia per i suoi negozi sia per i principali uffici pubblici e privati. Chi non conosce Potenza deve sapere che è adagiata su una collina e le strade le corrono intorno, mentre i palazzi sono da un lato a piano terra, sul lato opposto hanno già tre o più piani di altezza.

La scala mobile di Potenza è la più alta d'Europa

Quindi le scale mobili sono una necessità prima ancora che una moda. Molte scale, tantissimi gradini che rappresentano, quindi, una vera e propria barriera architettonica per tutti, figuriamoci per persone, diciamo un po’ avanti con l’età.
Ma tutto questo costa al comune oltre 10.000 € al giorno per l’alimentazione del complesso sistema meccanico e di illuminazione. Nel primo anno d’esercizio pare si sia andati ben oltre i 3 milioni di euro, cifra che sarebbe sufficiente all’acquisto di ben due pale eoliche da 7 mega-watt. Insomma sembrerebbe che in città si stia pensando a produrre in casa l’energia necessaria per far muove questi impianti e magari anche qualche altro servizio pubblico come l’illuminazione.
In cantiere – si dice – vi è la costruzione di una grande pala eolica per la produzione di 7 Mega-Watt, dal costo di 1.5 milioni di euro. A conti fatti, anche se sono molte le critiche a questo impianto, tutto sembra convergere su un punto, che l’eolico, in effetti, possa essere una soluzione compatibile con il problema di mobilità verticale del capoluogo lucano. Problema che si sta facendo stringente perché i Fondi Europei concessi alla Regione Basilicata per sostenere il mega impianto di scale mobili in città, starebbero per esaurirsi.
Molte le osservazioni e le critiche, tra le quali quelle di impiantare pannelli fotovoltaici, perché hanno un minore impatto visivo, ad esempio. Si osserva anche che impiantare la grande pala eolica E-126, con i suoi 190 metri di sviluppo, vuol dire fare grande attenzione alle fondazioni, che richiedono uno scavo di almeno un centinaio di metri perché un pala così grande sarà interessata da una grande quantità di vento, che si traduce in pressione sulle pale stesse e quindi in un forte spinta capace anche di far ribaltare la struttura stessa.

È evidente, quindi che, non solo la fondazione deve essere ben progettata nelle dimensioni ma che anche il terreno deve avere un giusto grado di resistenza alle forze trasmesse dal vento sulle pale eoliche. Si potrebbe anche suggerire di impiantare sia i pannelli fotovoltaici sia la pala E-126, anche perché sembra che i primi non diano il giusto spunto di potenza elettrica per fare partire gli impianti di scale mobili.

Gli umori che intanto arrivano da alcune associazioni ambientalistiche parlano di pericolo legato a massicce commesse ad aziende straniere, cosa che renderebbe vano ogni possibilità di sfruttamento delle risorse locali per i lucani stessi, ancora una volta, si viene a costituire una forma di colonizzazione industriale, cosa per niente utile all’economia locale.

 

 

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