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Save the Arctic, scalata dello Shard (segui la diretta)

Shell ha investito 5 miliardi di dollari in un programma di trivellazioni petrolifere nell’Artico. Dopo una serie di incidenti (una piattaforma affondata ed un incendio causato dalle trivellazioni), il colosso petrolifero ha abbandonato l’Alaska. Prossimo bersaglio della Shell è la Russia Artica: l’azienda ha già firmato un accordo con Gazprom per operare su un territorio in cui, osserva Greenpeace, la corruzione è elevata e le regolamentazioni sono pressoché inesistenti.

In queste ore, un gruppo di artisti ed attivisti Greenpeace sta scalando lo Shard, il grattacielo più alto d’Europa (foto). Se i volontari raggiungeranno la cima, cercheranno di appendere un’opera d’arte che esalta le meraviglie dell’Artico.

L’edificio, realizzato dall’architetto Renzo Piano, ricorda una lastra di ghiaccio. La scelta di scalare questa struttura è resa più simbolica dalla vicinanza dello Shard agli uffici londinesi della Shell.

La petizione on-line Save the Arctic ha già raccolto più di 3 milioni di adesioni. «Quando raggiungeremo la cima potremo vedere tutti e tre gli uffici londinesi della Shell e loro vedranno noi e la nostra installazione artistica a 310 metri d’altezza. Ci auguriamo che la smettano di ignorare le proteste in tutto il mondo e che ci pensino due volte prima di andare a trivellare l’Artico!», ha detto la canadese Victoria Henry, 32 anni, una delle sei climber.

Le scalatrici di Greenpeace hanno delle telecamere sugli elmetti: segui la diretta streaming della loro scalata sul sito IceClimb Live.

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