San Nicola e San Cataldo, feste patronali a metà ai tempi del Coronavirus

Si accenderanno le luci sui murales ma non le luminarie. Sì alle celebrazioni e le liturgie in onore di San Nicola e San Cataldo ma senza corteo aperto al pubblico. Social e streaming per vivere a distanza l’emozione.

Come prevedibile, l’emergenza sanitaria incide anche sulle feste patronali. E così san Nicola a Bari e San Cataldo a Taranto sono costretti a vivere una celebrazione tra pochi intimi. Anche per evitare scene come quelle di Barletta, con migliaia di persone in giro, nonostante le misure di contenimento del contagio da Covid-19.

Bari onora il Santo di Myra a distanza

Non era mai accaduto, dalla sua istituzione, che l’atteso corteo storico del 7 maggio non si tenesse. «L’annullamento del corteo di maggio è stata una decisione difficile ma doverosa, dolorosa per tutti, che ci restituisce in pieno la dimensione dell’emergenza in atto», ha sottolineato l’assessora alle Culture, Ines Pierucci. «Il Corteo storico non è un evento che si può rimandare ad altra data perché unico nel suo genere, pertanto alla dolorosa scelta di annullarlo è seguito il lavoro di ideazione di un momento celebrativo diverso e innovativo».

Be Nicholas

E tra le soluzioni “social” c’è stata la community Be Nicholas su Facebook che si pone l’obiettivo di celebrare la festa di San Nicola in modo collettivo, annullando, almeno virtualmente, il distanziamento sociale e in attesa di poter tornare a farlo nelle strade della nostra città.

Un modo per rispondere al comune senso di straniamento con una nuova, originale, normalità: quella di una festa. Grande, vivace, inclusiva, rumorosa, colorata. Una festa virtuale senza limite al numero dei partecipanti, dove, fino alle giornate dedicate alle celebrazioni di San Nicola, tutti sono invitati a portare il proprio personale dono, declinato in ogni forma e colore: una frase, un disegno, una foto, un racconto, un video.

Un regalo affidato alla comunità virtuale e condiviso, dunque, con la collettività. Un vero e proprio corteo digitale, al quale contribuire con la propria presenza e partecipazione anche tramite un ricordo legato alla Festa di San Nicola, oppure un episodio della sua vita a cui si è particolarmente legati o un momento della propria vita in cui lui è stato presente. Un modo per sentirsi vicini, a Bari e in ogni altro luogo del mondo dove il Santo è amato, per rinnovare il nostro benvenuto e per omaggiare con un personalissimo dono il Santo donatore per antonomasia. Un modo per non rinunciare a fare festa, nonostante tutto.

Murales illuminati

Il progetto Luci sul Santo

Anche l’arte prova a “vivere” la celebrazione in modo alternativo. Venerdì 8 e sabato 9 maggio, dalle ore 18.30 alle 24, il grande murale che raffigura San Nicola sulla facciata di un edificio in via Miglionico, al quartiere San Paolo, sarà illuminato da un gioco di luci artistiche.

#Lucisulsanto è infatti il titolo dell’iniziativa ideata dall’associazione di promozione sociale Cellule Creative per omaggiare il nostro santo patrono. L’intervento, reso possibile dalla disponibilità della DMB Italia di Marco Iannone, ha trovato il sostegno di alcuni residenti disponibili ad offrire supporto logistico per consentire ai tecnici dell’azienda di illuminare l’immagine sacra con una strumentazione hi-tech che potrà proiettare colori e intensità di luce differenti.

«Questa iniziativa – dichiara Stefano Straziota, presidente di Cellule Creative – rappresenta un bel segnale di speranza in questo momento segnato dalla sofferenza, da cui bisogna comunque ripartire. Siamo felici di tornare sul “luogo del delitto” dove esattamente un anno fa il writer modenese Mauro Roselli realizzava quest’opera, oggi di grande valenza simbolica, donandola ai baresi».

Un Viaggio virtuale

C’è pure la Pinacoteca metropolitana “Corrado Giaquinto” a rendere omaggio alla festa di San Nicola con un breve viaggio virtuale, voluto dal sindaco metropolitano Antonio Decaro e dalla consigliera delegata ai Beni e Attività Culturali Francesca Pietroforte, fra le opere che raffigurano il santo Patrono presenti nelle collezioni del museo metropolitano tuttora chiuso al pubblico.

Raffaele Armenise raffigura la Festa di San Nicola a Bari

Il viaggio virtuale si apre con il grande lavoro di Raffaele Armenise, che raffigura la Festa di San Nicola a Bari, nel 1920, con l’arrivo delle barche cariche di pellegrini per la festa patronale. Si passa, poi, dal dipinto che riproduce un particolare della facciata della Basilica di San Nicola del barese Francesco Vacca, all’icona agiografica del XIII secolo di ignoto pittore pugliese, dalla tavola che ritrae il volto grave di San Nicola dipinto a mezza figura da Bartolomeo Vivarini, al San Nicola salva i naufraghi di Corrado Giaquinto, modello definitivo e autografo, dalle delicate tonalità pastello, di una pala d’altare realizzata nel 1746 per la chiesa romana di San Nicola dei Lorenesi e andata perduta. La carrellata si conclude con un dipinto di Nicola Mascialino che allude a uno dei più noti miracoli del Santo, fra l’altro protettore dell’infanzia.

Con questa iniziativa, realizzata dal Servizio Beni e Attività Artistiche e Culturali, con la dirigente Maria Grazia Magenta, si è voluto lasciare memoria di un san Nicola senza precedenti nella storia di Bari.

L’Accademia Cittadella Nicolaiana

L’Accademia della Cittadella Nicolaiana ha siglato una partnership con Terna per il rafforzamento degli strumenti turistici e tecnologici del Museo e della Cittadella Nicolaiana, attraverso lo sviluppo di una APP che consentirà di migliorarne la fruizione per turisti e visitatori.

Un’intesa e un impegno per la città di Bari fortemente volute da Terna e dal Presidente dell’Accademia Alberto Losacco. La APP consentirà di acquistare i biglietti per il Museo e avrà un’audioguida in diverse lingue. Attraverso la tecnologia QRCode, gli utenti saranno accompagnati in un percorso conoscitivo tra le opere del Museo e il complesso della Cittadella Nicolaiana.
Il ruolo guida di Terna nella transizione energetica si realizza anche incoraggiando la crescita sociale del Paese, delle sue comunità e dei suoi territori, promuovendo primarie iniziative artistiche e culturali come quella ideata dall’Accademia Cittadella Nicolaiana di Bari per il Museo e Cittadella Nicolaiana, custode di opere d’arte e reperti di grande valore legati al culto di San Nicola.

La partnership Terna-Accademia Nicolaiana è un nuovo passo che consolida il percorso d’innovazione iniziato con il Protocollo d’Intesa Terna-Politecnico di Bari per l’apertura di un Innovation Hub, laboratorio integrato multidisciplinare dove centri di ricerca universitari, studenti e professionisti di Terna lavoreranno insieme allo sviluppo di idee innovative per dare al nostro Paese un’infrastruttura elettrica sempre più moderna, efficiente, flessibile e sostenibile.

San Cataldo a Taranto

Modalità alternative e a “porte chiuse” anche a Taranto. Venerdì 8 maggio, alle ore 17:00, l’arcivescovo, Monsignor Filippo Santoro presiederà la Liturgia della Parola alla presenza del sindaco, Rinaldo Melucci. Questa liturgia sarà celebrata in luogo del tradizionale “Preggio”, nel quale avviene la consegna del simulacro argenteo del Santo al Sindaco da parte dell’Arcivescovo e del Capitolo Metropolitano.

È stata sempre l’occasione perché la città si ritrovasse con tutte le più alte cariche cittadine nella Cattedrale prima di vivere ogni anno l’imponente processione in mare, seguita da migliaia di persone sia sulle imbarcazioni che dagli affacci su Mar Grande e Mar Piccolo. Nella Liturgia della Parola di questo inedito “Preggio” 2020 l’arcivescovo rivolgerà la sua allocuzione e con il sindaco Melucci accenderanno una lampada nella piccola abside del cappellone, luogo in cui è visibile il sepolcro del Santo. Al centro del cappellone saranno poste le reliquie di San Cataldo, esposte sul basamento che porta dipinto uno degli stemmi più antichi della città di Taranto.

Le reliquie per mare

L’urna sarà sormontata dalla statua-bozzetto della scultura argentea di Virgilio Mortet, recentemente scomparso, messa a disposizione dagli orafi di Taranto. Per gentile concessione della Marina Militare e della Capitaneria di Porto, monsignor Santoro porterà le reliquie del Santo per mare. Si imbarcherà dal molo sant’Eligio su una motovedetta della Guardia Costiera, andrà verso la statua del patrono al porto di Taranto. Secondo uno dei racconti della tradizione San Cataldo venendo a Taranto dalla Terra Santa si imbatté in una violenta tempesta. Il vescovo irlandese si sfilò l’anello episcopale tuffandolo in mare. Vento e pioggia si placarono e da allora, nel punto dove sprofondò l’anello, zampillò una polla d’acqua dolce, un citro, chiamato appunto anello o citro di San Cataldo. In segno di affidamento, perché cessi la pandemia, l’arcivescovo ricorderà il miracolo del citro con l’offerta di un anello di fiori in mare. Dunque procederà verso il canale navigabile.

La differita streaming

Le reliquie del Santo dalla banchina del Castello Aragonese, riceveranno il saluto militare dall’ammiraglio Salvatore Vitiello, comandante del Comando Marittimo Sud accompagnato dai massimi gradi della Marina Militare a Taranto. Da una delle torri si eleverà la preghiera del marinaio, quindi monsignor Santoro reciterà la benedizione alla città e al mare. In Mar Piccolo si concluderà la traversata.

Per non creare nessun tipo di assembramento, per non incoraggiare nessuno a raggiungere gli affacci al canale navigabile e alla ringhiera, l’evento della processione a mare è trasmesso in differita. Tutti gli eventi saranno trasmessi su: www.diocesi.taranto.it.

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