San Nicola: c’è il concorso per costruire la statua

Altare a San Nicola nei vicoli di Bari vecchia (Anna Piscopo per Ambiente&Ambienti)

Ambientalisti, associazioni, architetti divisi all’idea di far diventare il vescovo di Myra un brand per la città

Grandi statue per grandi sogni. L’associazione “Una statua per San Nicola” rilancia e torna in campo con tanto di bando. Anzi, con un concorso idee  pubblicato pochi giorni fa, i cui termini sono pubblicati su Facebook. I promotori sottolineano che non si tratta di un procedimento amministrativo, ma di un concorso di idee, appunto, per offrire alla città di Bari e ai baresi una statua alta 70 metri e con un basamento di 25, presumibilmente nell’area dello stadio della Vittoria, a due passi dal mare.

Un modo per rafforzare il culto nicolaiano di cui il capoluogo pugliese vanta una lunga tradizione, ma anche per rilanciare la città – si spera – nell'”era post covid”. Un modo cioè di unire Fede e devozione e, perchè no, di contribuire alle finanze della città.

La vicenda aveva fatto molto discutere scatenando un vero e proprio dibattito social a colpi di post e articoli di giornale. Architetti, urbanisti e sociologi in primo piano: chi a favore e chi contro la “mega” statua di San Nicola con all’interno negozi di gadget e parco tematico annesso. Per alcuni un’opportunità, per altri uno scempio dello skyline che ha nel suo dna il mare.

Leggi anche: “Devoti sì, ma senza la mega statua”

Dopo la circolazione di un bozzetto, anche il sindaco di Bari, Antonio Decaro, intervenne parlando di “unicorni” e di “progetto fantasma”. Ma di tanto in tanto il dibattito si rianima. Questa volta a far discutere è proprio il concorso.

Un concorso di idee per la mega statua

Il concorso prevede due fasi e un vincitore. Sarà possibile inviare le proposte entro il 27 settembre 2021 a questo indirizzo: unastatuapersannicola@pec.it, come descritto in un post sulla pagina facebook “Una statua per San Nicola”. 

Il post/bando è stato pubblicato circa due settinane fa sulla pagina facebook

Possono partecipare italiani e stranieri, rispettando alcuni requisiti: “La statua monumentale avrà altezza finale di 70 metri – si legge su facebook, al punto 2  – e dovrà prevedere la presenza al suo interno di un museo nicolaiano, un teatro esperienziale, un centro studi nicolaiani e anche una ludoteca in grado di far giocare i bimbi del mondo”.

Inoltre, dovranno esserci servizi (biglietteria, bookshop, ristorazione, sala offerte per la manutenzione della statua e per le opere di bene, ascensore, strutture per alternativamente abili)”. Una sorta di grattacielo con all’interno un centro commerciale.

Il post/bando è firmato dall’avvocata Anna Losurdo che fa parte dell’associazione presieduta da Cristian Tempesta e dall’avvocato Enzo Varricchio. “L’obiettivo è quello di fare del vescovo di Myra un vero e proprio landmark culturale riconosciuto in Italia e all’estero” affermano. L’operazione, infatti, rientra nel progetto più ampio volto anche al riconoscimento UNESCO della Basilica di San Nicola e del Corteo storico annuale in onore del santo, “nonché alla realizzazione di un parco tematico da dedicarsi a Santa Claus/Father Christmas”.

Per questo l’associazione “Una statua per San Nicola” ha nominato un comitato tecnico-scientifico, con nomi di tutto rispetto, di cui fanno parte 22 persone, tra tecnici e studiosi, italiani e non, il cui scopo sarà quello di valutare le bozze di progetto per decidere poi quale sarà presentata all’amministrazione comunale che, affermano i promotori, è al corrente di quanto sta accadendo. Come lo sono la Regione a la Curia, assicurano.

Al momento sono due i progetti al vaglio del comitato. Una specie di “filtro” potremmo dire prima che i progetti arrivino (ed eventualmente vengano approvati e poi finanziati) agli uffici competenti. “All’interno del comitato tecnico-scientifico, ognuno ha il proprio ruolo – affermano i promotori –  c’è un gruppo che si sta occupando di valutare quali ricadute potrebbe avere il progetto in termini di pil sulla città, per esempio”. Inoltre, non si esclude l’idea di un crownfunding.

Insomma, la strada per la realizzazione sembra ancora lunga, ma quella delle polemiche no. E pare essere sempre più “affollata”. L’associazione si difende parlando di “processo alle intenzioni”. E a quanti parlano di impatto ambientale definendola una proposta volgare, i promotori rispondono che: “Bisogna osare prima di criticare. Anche Bari ha diritto di sognare”.

“Bari non è solo San Nicola”: è una violenza per la città

In prima linea a favore del “no” è di sicuro l’architetto Gianvito Spizzico, e con lui diverse delegazione del FAI e alcune associazioni attive nel panorama cittadino, come “Convochiamoci per Bari” e il “Murattiano”. Dell’idea che la mega statua deturperebbe la città, è anche la Consulta comunale per l’ambiente presieduta dall’architetto Antonella Calderazzi.

Nello specifico l’architetto Spizzico ha parlato di “imposizione da parte di alcuni rispetto una mega statua” sollecitando l’idea che dietro possano esserci presunti business di privati.

“In una città che ormai è multiculturale, voler imporre un simbolo di queste dimensione, è un’operazione di violenza alla città”. Inoltre, incalza Spizzico, “troviamo assurdo che si voglia imporre come brand della città una statuona di 70 metri”.

A fare da contraltare alla proposta della statua, ci sarebbe quella – molto più seria afferma ancora Spizzico –  dell’Accademia della cittadella nicolaiana che “ha proposto da tempo di rivalutare il vero polo nicolaiano, che è la Basilica con il museo nicolaiano. Quello è il luogo dove si svolge il culto, non una statua con l’ascensore e il ristorante e gadget annessi. Sul bando di concorso stendo un velo pietoso. Preferisco non esprimermi.

“Noi diciamo “no” alla mercificazione del Santo – dice convinto Spizzico – , non vogliamo che Bari diventi, per esempio come san Giovanni Rotondo per San Pio. Lì la vendita dei gadget ha risollevato l’economia di un piccolo paese, ma Bari non è un piccolo paese”.

 

 

 

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