San Giovanni Rotondo. Chiesa di San Pio, simbolo anche di ecosostenibilità

  1. A San Giovanni Rotondo, il luogo di San Pio, trionfa l’ ecosostenibilità con una struttura religiosa immersa nel territorio, fatta con le materie prime naturali del luogo

La chiesa di San Pio è un gioiello sacro di ecosostenibilità. Ha spiegarcelo è Stefano Campanella, direttore responsabile di Tele Padre Pio e capo Ufficio Stampa della Provincia religiosa “Sant’Angelo e Padre Pio” dei Frati Minori Cappuccini. La struttura è stata consacrata il 1° luglio 2004. Il lavori sono iniziati nel 1994 e sono stati finanziati completamente dalle offerte dei pellegrini.

Campanella: “la chiesa, realizzata da Renzo Piano, si doveva sposare con il territorio”

«Certamente la nuova chiesa intitolata a San Pio da Pietrelcina, sin dal momento in cui è stata concepita ha avuto l’orientamento di sposarsi quanto più possibile con il territorio: infatti, già durante il primo sopralluogo – spiega Campanella – , l’architetto Renzo Piano, che ha curato il progetto della struttura, volle non soltanto vedere i luoghi ma volle soffermarsi alla valutazione di quella che era l’aspetto del territorio per fare in modo che la sua progettazione entrasse in armonia con il territorio».

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La chiesa è fortemente legata al territorio

chiesa san pio da pietralcina san giovanni rotondo«Per questa ragione – continua Campanella – non soltanto ha sfruttato un avvallamento naturale che esisteva nelle vicinanze del convento, ma ha voluto utilizzare per la costruzione della sua chiesa materiali poveri come pietra, legno e rame. In particolare, ha voluto utilizzare una pietra locale, quella di Apricena. Inoltre, ha voluto che la copertura della nuova chiesa fosse realizzata con rame preossidato che ha il caratteristico colore verde, che in questo caso rappresenta un trait d’union ideale tra il verde della vegetazione che ricopre la montagna a Nord della struttura e del convento e l’azzurro del mare che si intravede in lontananza del golfo di Manfredonia».

La chiesa è in mezzo ad un giardino fiorito

«In più, Renzo Piano ha voluto che intorno alla sua struttura ci fosse una sorta di vero e proprio giardino con piante arboree e con piante ornamentali; molto usata è stata la lavanda che ha una simbologia anche di tipo biblico. In più ancora, ha voluto che la parte vegetale della chiesa non fosse confinata come contorno della struttura architettonica ma irrompesse ed entrasse a far parte della stessa struttura: infatti, 24 piante di ulivo sono state inserite in appositi fori praticati nel sagrato della nuova chiesa, entrando così a far parte a pieno titolo della grande spianata che non è solo luogo di accoglienza come i sagrati delle chiese ordinarie, ma è sta concepita come chiesa a cielo aperto».

IL sagrato è la chiesa a cielo aperto

«Il sagrato è il luogo dove si celebra la Santa Messa quando le presenze dei pellegrini superano le 7mila unità, che è l’accoglienza massima all’interno della chiesa. Quando ci sono 30-40mila persone, come accade per esempio ogni anno nella notte tra il 22 ed il 23 settembre, quando si svolge la veglia per commemorare la morte di Padre Pio, o come capita in altre circostanze il 23 settembre quando coincide con la domenica, la Santa Messe si celebra all’aperto».

Gli ulivi come l’Orto dei Getsemani

chiesa san pio da pietralcina san giovanni rotondo
I 24 ulivi che si sposano con la struttura della chiesa dedicata al santo Frate con le stimmate

«I 24 ulivi richiamano una simbologia biblica, rappresentano sia il simbolo della pace e della prosperità che il Signore augurava al popolo d’Israele, ma richiamano anche l’orto degli ulivi dei Getsemani, dove Gesù ha cominciato la sua Passione. Questo crea un accostamento con il luogo che è stato la Passione di Padre Pio.

Da un punto di vista prettamente architettonico, la nuova chiesa è stata concepita ampia ed accogliente non soltanto per accogliere tutti, ma ci sono anche ascensori per permettere anche a chi ha difficoltà nel deambulare ad accedere agevolmente alla chiesa. Ci sono due batterie di bagni per migliorare l’accoglienza e ci sono ampie rampe che sostituiscono le scale per agevolare l’accesso a chiunque».

IL pellegrinaggio è un cammino penitenziale

«Anche il viale di accesso alla chiesa che parte da viale Aldo Moro è molto ampio – conclude Campanella – È stato concepito leggermente in salita, con l’intento di ricordare a coloro che vengono a San Giovanni Rotondo, che il pellegrinaggio è essenzialmente un cammino penitenziale. Questo viale è caratterizzato da una doppia fila di cipressi che accompagnano idealmente i pellegrini verso l’ingresso della chiesa».

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