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Salvatore Valletta: geologo per passione

Salvatore Valletta

E’ dallo scorso luglio il nuovo presidente dell’Ordine dei Geologi (ORG) della Puglia, rinnovato in tutta la sua compagine. Salvatore Valletta, che resterà in carica fino al 2017, è a capo di un consiglio che vuole raccogliere specifiche esigenze territoriali, anagrafiche, di genere, e di particolari temi nel campo della geologia.

Valletta, geologo, già segretario (2001-2005) e vicepresidente (2005-2009) dell’ORG Puglia, componente di commissioni e comitati dell’Ordine e componente del Comitato VIA della Regione Puglia, è stato responsabile per la Puglia dello Sportello europeo d’informazione per le aree rurali, redattore del mensile AgriAmbiente e coordinatore di progetti comunitari di sensibilizzazione ambientale. Libero professionista e docente di scienze naturali nelle scuole superiori è molto impegnano nel terzo settore e dal 2003 è Presidente della SIGEA – Sezione Puglia; ma soprattutto è un professionista in totale sintonia con la sua missione e col suo ruolo. Lo abbiamo intervistato.

La figura professionale del geologo è relativamente recente. Quali i settori di maggiore interesse?

«La figura del geologo, istituita con la Legge, 3 febbraio 1963, n. 112 “Tutela del titolo e della professione di geologo”, quest’anno compie 50 anni; la società civile e i decisori hanno imparato ad apprezzare negli anni tale figura, anche grazie al continuo contributo nella gestione del territorio e nella tutela dell’ambiente. Il territorio pugliese, come quello italiano, è fortemente vulnerabile ai rischi geologici quali il dissesto idrogeologico che ogni anno, puntuale, con l’arrivo delle piogge, fa registrare l’ennesima alluvione o l’ennesima frana, il rischio sismico, il rischio erosione costiera che influenza negativamente sulle economie locali fortemente dedicate al settore balneare. I geologi da decenni propongono la prevenzione e riqualificazione territoriale alla logica degli interventi, più costosi, di riparazione localizzata post evento».

Le elezioni per il nuovo Consiglio dell'Ordine dei geologi della Puglia si sono svolte lo scorso luglio

 Come può incidere la figura del geologo nello scenario economico pugliese?

«Il recente rapporto “Puglia in cifre 2012” (IPRES, 2013) evidenzia per l’economia pugliese, dall’anno prossimo, il conseguimento di risultati migliori della media nazionale nel comparto dell’industria e delle costruzioni. In particolare, nell’edilizia si potrebbe registrare un vero e proprio boom (+6,6%) nel 2014, seguito da performances sempre migliori della media italiana nel biennio successivo. Per questo il nuovo Consiglio ha da subito iniziato a lavorare per far sì che anche la professione del geologo possa contribuire a confermare gli indicatori macroeconomici che individuano la Puglia tra le regioni con un significativo futuro sviluppo socio-economico».

Come rapportarsi con le altre professioni?

«Il percorso di radicamento di una professione nelle decisioni politiche, nei processi amministrativi, nello sviluppo socio-economico e nell’immaginario collettivo della società civile, è lento e difficile e non può permettersi fasi di stallo. L’affermazione del ruolo della geologia nell’ambito di moderni modelli di sviluppo socio economico basati su approcci interdisciplinari diventa uno degli obiettivi del nuovo Consiglio».

Il Consiglio insediato è stato rinnovato in tutta la sua compagine. Quali sono i punti forti del programma?

Da sinistra: Salvatore Valletta, Gian Vito Graziano (presidente Consiglio Nazionale Geologi), Giovanni Calcagnì (tesoriere Consiglio Nazionale Geologi) in un recente convegno a Lucera (FG)

«Il nuovo Consiglio, sulla base del programma elettorale condiviso, si propone di superare con decisione le difficoltà che ancora si registrano in Puglia nell’affermazione della professione del geologo, attraverso due azioni fondamentali:  imprimere un’accelerazione al processo di radicamento della professione nelle decisioni politiche, nei processi amministrativi, nello sviluppo socio-economico; intensificare il dialogo con Istituzioni ed Enti locali, Istituti di ricerca, Associazioni, altri ordini professionali, fino alla società civile, perché la cultura geologica raggiunga quello status cui un avanzato modello di sviluppo socio economico non può farne a meno.

In particolare il nuovo Consiglio non farà mancare il proprio contributo al PPTR che la Regione Puglia ha recentemente adottato e rifletterà sulla situazione dei siti contaminati pugliesi, con particolare attenzione all’area di Taranto, anche al fine di individuare le migliori strategie per contribuire al risanamento ambientale. Penso al coinvolgimento non solo delle altre professioni tecniche e delle imprese qualificate di settore ma anche agli enti locali e nazionali al fine di formare tecnici e operatori in grado di poter lavorare in conformità a criteri di qualità valorizzando le imprese e le competenze locali nelle attività di bonifica che nei prossimi decenni dovranno essere condotte in Puglia.

Con i miei colleghi abbiamo deciso di “correre insieme” per una conduzione dell’Ordine dei Geologi della Puglia con un approccio metodologico e una filosofia di gestione condivisa, dal punto di vista di una programmazione a lungo respiro che consenta alla categoria professionale di rafforzare il suo ruolo civile e istituzionale, convinti di poter fornire un valido contributo in tanti campi, dalla Protezione civile alla tutela e salvaguardia del territorio».

 

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