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Salva-ILVA, parola alla Corte Costituzionale. Barbanente: «In gioco i diritti dei cittadini»

La Corte Costituzionale sarà chiamata ad esprimere il proprio parere sul decreto Salva-ILVA, provvedimento che consentirebbe al polo metallurgico tarantino di produrre e vendere i propri prodotti, nonostante i sigilli posti dall’Autorità Giudiziaria sugli impianti. In particolare, si stabilirà l’eventuale conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato e, soprattutto, le eccezioni di incostituzionalità sollevate dai magistrati su alcuni aspetti del decreto.

Per l’assessore regionale alla Qualità del territorio Angela Barbanente, «la partita che si sta giocando a Taranto e a Roma ha caratteristiche tali da poter determinare nuovi assetti non solo tra i poteri dello Stato, ma anche sulla stessa gerarchia dei diritti fondamentali dei cittadini».

Barbanente ritiene che nei prossimi mesi «la giurisdizione potrebbe essere chiamata ad una nuova sfida, quella di interpretare nell’applicazione delle leggi le nuove priorità e con esse un nuovo assetto dei diritti fondamentali. Finalmente si demolirebbe il modo di concepire la produzione come valore assoluto, che comprime altri diritti come la salute, la sicurezza nei luoghi di lavoro, la tutela della matrice ambientale».

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