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Salute delle acque: sostituire le microplastiche con soluzioni naturali

Lo stato di salute delle acque è abbastanza buono ma è necessario sostituire le microplastiche inutili con soluzioni naturali.

La sede dell’Irsa Cnr di Bari

Il Prof. Vito Felice Uricchio, direttore dell’Irsa Cnr, ha tracciato un quadro della situazione dello stato di salute delle acque e indicato un percorso sostenibile.

Parliamo dello stato di salute delle acque. Qual è la situazione?

L’Italia ha uno stato di salute delle acque abbastanza buono. Lo stato chimico delle acque italiane è migliore rispetto a quello degli altri Paesi europei. Siamo al quinto posto, dopo Austria, Svezia, Irlanda e Ungheria. Il nostro territorio è interessato da una serie di fattori di carattere agricolo e industriale. I controlli sono svolti da un unico sistema di agenzie, con cui collaborano Cnr, Enea, università ed Asl”.

Qual è la situazione dello stato di salute delle acque della Puglia?

“Anche lo stato di salute delle acque pugliesi è abbastanza buono. Abbiamo acque in prevalenza di origine sotterranea e migliori da punto di vista qualitativo perché sono protette dal suolo e dall’insaturo, popolati da microrganismi che continuano il processo di depurazione. Le acque superficiali difettano in maniera maggiore degli impatti antropici. Sono limitate a pochissimi corsi d’acqua perché il territorio carsico agevola la loro immissione in falda”.

Ci sono minacce che attentano alla salute delle acque?

“Direi che ci sono anche nuove minacce. Gli inquinanti emergenti sono i fitofarmaci, la cui rimozione richiede particolare attenzione. Inserirei anche il tema delle microplastiche, sul quale ci siamo attivati in maniera particolare. Abbiamo presentato un disegno di legge per poter eliminare le microplastiche inutili. Il provvedimento è stato sostenuto dal Governo e inserito nella legge di bilancio 2018. Il comparto industriale delle microplastiche, comunque, è importante perché offre 1,5 milioni di posti di lavoro a livello europeo. L’Italia si trova al terzo posto di Germania e Francia”.

Quali soluzioni, quindi, si possono adottare?

Un laboratorio dell’Irsa Cnr di Bari

“Ci sono una serie di prodotti dove si potrebbero eliminare le microplastiche e sostituirle con soluzioni alternative. Per esempio, si possono evitare le plastiche come eccipienti nelle pasticche farmaceutiche. Saranno già proibite da gennaio 2020 le microplastiche nei cosmetici e da gennaio 2019 i cotton fioc non biodegradabili. Esistono una serie di alternative naturali, a cui poter fare riferimento”.

Leggi anche “Trattamento acque reflue, si possono ripulire dagli inquinanti.

La ricerca in che modo sta contribuendo nelle soluzioni naturali?

“Si, ma già prima dell’introduzione delle microplastiche si faceva riferimento a soluzioni naturali. Si usava il talco ma esiste anche l’amido. La ricerca sta andando avanti nel monitoraggio dei nuovi inquinanti. Sono 100 mila le sostanze chimiche censite dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa). Bisogna predisporre, quindi, strategie anche nuove di carattere tossicologico e biomolecolare che possano permettere di valutare questi aspetti”.

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