Salento, i Comuni controllino le acque

acqua
Tra gli obiettivi del Piano di gestione delle acque, la tutela e salvaguarda del sistema naturale, ambientale e culturale connesso

 

Giorgio Greco fa il punto sul rischio concreto di contaminazione delle acque nel Salento 

La buona qualità dell’acqua è determinata, in genere, dalla gradevolezza e dall’assenza di sostanze nocive per la salute umana. La gradevolezza è accertata dai nostri sensi, mentre la purezza dell’acqua che beviamo è garantita dalle centinaia di controlli che ogni giorno il personale dei laboratori chimici e microbiologici dell’Acquedotto Pugliese effettua in ogni fase del ciclo produttivo.

tubo acque fogna
Dopo le notizie sulla discarica Burgesi a Ugento, il rischio di contaminazione delle acque nel Salento è concreto

Personale specializzato preleva campioni dalle sorgenti, dagli invasi, dai pozzi, dalle fontanelle pubbliche, che vengono analizzati nei sei laboratori centrali e periferici (Bari, Taranto, Brindisi, Lecce, Foggia, Vieste), e in quelli presenti presso i cinque impianti di potabilizzazione (Fortore, Sinni, Pertusillo, Montalbano Ionico e Locone).

L’attività di laboratorio si concretizza in 390 mila controlli l’anno. Durante i vari esami, vengono determinati i valori di tutti i parametri, previsti dal Decreto Legislativo n. 31 del 2001. I parametri sono organolettici (colore, odore, sapore), e chimico-fisici (temperatura, pH, conducibilità elettrica, cloruri, solfati, calcio, ecc.) e dipendono essenzialmente dalle condizioni climatiche, geologiche ed idrogeologiche locali. Si tratta di un’attività ordinaria che garantisce la distribuzione di acqua di ottima qualità, adatta a tutte le fasce di utenza.

A volte però l’inquinamento può essere causato inconsapevolmente dall’utente, per l’inadeguatezza del suo impianto idrico. Per stabilire gli standard di qualità delle acque potabili è bene considerare vari fattori:

  • l’acqua è un ottimo solvente ed è impossibile trovarla in natura completamente “pura”;
  • la presenza nell’acqua potabile di determinati componenti, entro specifici limiti di concentrazione, ne costituisce pregio, perché, oltre a conferire caratteristiche organolettiche positive, contribuisce a rendere l’acqua una sostanza con proprietà nutritive;
  • la quantità di acqua ingerita giornalmente dall’uomo si aggira sui 2 kg circa ed è preceduta solo dall’aria (15 kg ca.) e seguita dal cibo vero e proprio con 1,5 kg ca.

Nell’alta Irpinia, la sorgente Sanità di Caposele e il gruppo sorgentizio di Cassano Irpino sono le fonti storiche. Acque purissime donate dalla natura e addomesticate da generazioni di maestranze per portarle, attraverso lunghissimi tragitti di ponti e gallerie, fino ai lembi più estremi della Puglia. Altra importante risorsa è l’acqua piovana che viene raccolta in bacini artificiali e distribuita dopo un accurato processo di potabilizzazione rigorosamente tarato su alti standard di qualità e sicurezza. La natura carsica del territorio, infine, consente di disporre di un importante contributo di risorsa idrica di falda, attinta da un complesso di pozzi dislocati nella parte centrale e meridionale della penisola pugliese.

Acquedotto Pugliese ha in corso importanti investimenti per garantire un alto livello di qualità dell’acqua. Sui potabilizzatori sono in corso interventi per decine di milioni di Euro per rendere il sistema ancora più sicuro con l’installazione di ulteriori stazioni di filtrazione a carbone attivo.

Recentemente è stato inaugurato il nuovo laboratorio centrale di controllo delle acque a Bari, nella sede di San Cataldo e ristrutturati i laboratori periferici. Altri benefici derivano dall’installazione dell’innovativo sistema di telecontrollo delle reti; il sistema che permette, oltre al monitoraggio in remoto del flusso nelle reti, anche la verifica di alcuni parametri sulla qualità dell’acqua nel sistema di adduzione primaria.

«Rivolgo un accorato appello ai Sindaci affinchè, attraverso le Asl ed in collaborazione con l’Aqp, dispongano il controllo continuo, capillare, sistematico delle acque e mettano costantemente al corrente i cittadini della qualità della stessa».

La fonte di queste notizie è il sito internet di Acquedotto Pugliese S.p.A. Se quanto sopra ci trasmette una certa tranquillità e fiducia, sono sempre più frequenti le notizie inquietanti di rifiuti particolari sepolti nelle viscere del Salento. E’ proprio di questi giorni l’allarme rappresentato dai policlorobifenili, sostanze altamente nocive alla salute umana che sarebbero contenute da centinaia di fusti interrati illegalmente nella discarica di Burgesi ad Ugento, discarica non più funzionante. Esse potrebbero raggiungere, da un momento all’altro, le falde acquifere sotterranee; il rischio di contaminazione delle acque è concreto, purtroppo.

Di fronte a questa minaccia incombente, da cittadino non mi sento tranquillo al 100% ed ho comprensibilmente paura dell’ignoto, di ciò che si nasconde sotto i miei piedi e dell’entità del disastro che potrebbe procurare. E’ necessario, pertanto, che lo stesso Acquedotto Pugliese sia ancora più vigile intorno ai pozzi dislocati nel Salento. Rivolgo un accorato appello ai Sindaci affinchè, attraverso le Asl ed in collaborazione con l’Acquedotto, dispongano il controllo dell’acqua in maniera continua, capillare, sistematica e mettano costantemente al corrente i cittadini della qualità della stessa.

In questa Penisola, oltre all’emergenza del disseccamento rapido degli ulivi di cui si è parlato e si parla tanto, c’è un dato ancor più allarmante che riguarda direttamente la nostra salute: un eccessivo aumento di alcuni tipi di tumore dovuto a condizioni ambientali sfavorevoli di fronte al quale non si può assolutamente far finta di niente.

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