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Sacchetti di plastica, UE adotta nuova strategia

Con voto all’unanimità e la Commissione Ue favorevole, il Coreper, Comitato dei rappresentanti permanenti degli stati membri, ha adottato una nuova strategia europea per limitare l’uso dei sacchetti di plastica leggera. Il testo prevede, tra gli altri, una riduzione del 50% del numero di tali sacchetti utilizzati in Europa entro il 2019 e la fatturazione obbligatoriaentro il 2018.

«Finalmente anche gli Stati Membri si pronunciano sul problema dei sacchetti di plastica leggera, una delle maggiori fonti di inquinamento, specialmente per mari e fiumi. Si tratta, al contempo, di un importante riconoscimento per l’Italia, che avendo vietato gli shopper non biodegradabili e compostabili è già in linea con la nuova legislazione e che potrà, d’ora in avanti, contare sul sostegno di Bruxelles per la lotta alle buste inquinanti», dichiarano Monica Frassoni, co-Presidente del Partito Verde Europeo e Francesco Ferrante, esponente di Green Italia. «Ciascun cittadino europeo consuma in media 200 sacchetti di plastica per anno, ma ora l’Ue darà un chiaro tetto massimo: ridurre queste cifre a 90 in 4 anni e 40% entro il 2025»

«Quello di oggi – aggiunge Ferrante – è un successo italiano, perché il risultato positivo è stato raggiunto sotto la guida della Presidenza Ue dell’Italia ed è il traguardo finale di una battaglia in difesa dell’ambiente lanciata anni fa, quando, grazie all’emendamento che proposi nella Finanziaria del 2007, fu introdotto il divieto della commercializzazione dei sacchetti non biodegradabili».

«Sul piano europeo, – continua Frassoni – bene che Commissione Juncker abbia rinunciato a ritirare la propria proposta, come era stato, invece, ventilato qualche giorno fa in ossequio a una nuova e pericolosa tendenza a considerare che le regole ambientali non facciano parte delle “grandi” politiche di cui l’UE si deve occupare. È fondamentale che l’Europa continui a dare direttive quadro volte a diminuire l’impatto ambientale dell’attività industriale ed economica e a migliorare l’uso delle risorse».

«Manca ancora una presa di posizione UE sui sacchetti oxo-biodegradabili che, frammentandosi in micro-plastiche, inquinano l’ambiente e aggravano il problema dei rifiuti. Aspettiamo un ulteriore intervento dell’UE su questo problema. Intanto – concludono Frassoni e Ferrante – la sfida è la tolleranza zero per chi in maniera fraudolenta commercializza sacchetti che biodegradabili non sono. La rivoluzione dei bioshopper è stata ben accolta e recepita dai cittadini, che siamo certi saranno pronti a denunciare chi froda la legge e inquina l’ambiente».

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