Sabbia o polvere dal Sahara?

Non è sabbia ma polvere. I granelli di sabbia del Sahara sono troppo pesanti per essere sollevati all’altezza delle correnti atmosferiche, mentre la polvere è fatta di particelle molto più piccole (e dannose per la salute)

 

“E’ piovuta sabbia dal deserto”. Quante volte ci siamo ritrovati a pronunciare questa frase, forse anche con un sentimento positivo pensando alle grandi distese desertiche africane, ai loro cieli e colori. Scendiamo dalla nuvola fiabesca per capire esattamente cosa accade quando troviamo questa polvere che proviene dall’Africa.

La pioggia di polvere del Sahara che ha coperto le macchine (foto Ambient&Ambienti)

Nel week end scorso le persone che abitano nel Nord Italia e solo pochi giorni fa le persone al Sud si sono svegliate trovando macchine e davanzali dei balconi imbiancati a causa di polvere desertica arrivata dal Sahara.

Si tratta di un fenomeno naturale, perfino importante per gli assetti degli ecosistemi poiché la deposizione di polvere sahariana fertilizza il suolo con rilevanti apporti di fosforo, elemento chiave per lo sviluppo delle piante”, scrive in un post su Facebook la Società meteorologica italiana, anche se queste polveri possono risultare dannose per la salute. 

Pioggia dal Sahara, come mai?

La polvere che proviene dal deserto del Sahara e arriva in Italia attraverso le piogge può essere magnetica e quindi essere attratta da una calamita (e sulla rete ci sono molti video che mostrano esperimenti di questo tipo).

Questo perché nella polvere sahariana sono presenti minerali che contengono ferro, come ematite, magnetite, e maghemite, che hanno proprietà magnetiche. Le polveri sahariane possono contenere anche particelle di magnetite di origine antropica e altre particelle di inquinamento che si mescolano durante il viaggio verso nord.

Società Italiana di Medicina Ambientale e Servizio meteo dell’Unione Europea: dalla pioggia di polvere dal Sahara ripercussioni sulla salute pubblica, soprattutto per i soggetti più a rischio

La Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), commenta l’allarme lanciato dal servizio meteo della Ue, Copernicus: Ciò che arriva dal Sahara non è la sabbia, poiché i granelli per dimensione peso non possono essere trasportati per lunghe distanze, bensì le polveri più sottili con un diametro medio di 20 micron che ricoprono il deserto nordafricano – spiega il presidente di Sima, Alessandro Miani – Polveri che possono elevarsi fino a 10 mila metri di altitudine ed essere trasportate per migliaia di chilometri, arrivando in Italia. Si stima che dal Sahara si sollevino ogni anno circa 180 milioni di tonnellate di polveri che vanno ad aggiungersi al Pm2.5 e Pm10 già presente in atmosfera, con ripercussioni sul fronte della salute pubblica”. E aggiunge: “I soggetti più a rischio sono bambini, anziani, cardiopatici e chi soffre di malattie respiratorie, a partire dall’asma. Le polveri infatti possono avere anche metalli pesanti al loro interno e unirsi alle sostanze inquinanti già presenti nell’aria, e finiscono per essere inalate dall’uomo. Non a caso uno studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale “Occupational and Environmental Medicine” ha accertato un aumento dei ricoveri ospedalieri per cause respiratorie in presenza di polveri sahariane nell’aria. Come Sima il consiglio è quindi quello di evitare il più possibile l’esposizione alle polveri desertiche, specie per i soggetti che già soffrono di malattie o disturbi respiratori”.

Le concentrazioni di P10 che si sono avute nei giorni scorsi

Copernicus: altra polvere dal Sahara in questo fine settimana

Secondo le previsioni del Servizio di monitoraggio dell’Atmosfera di Copernicus (Copernicus Atmosphere Monitoring Service – CAMS), si prevede che un nuovo episodio di polvere sahariana raggiungerà l’Europa sudorientale e il Mediterraneo orientale anche questo fine settimana. Un picco che porterà un aumento della concentrazione di particolato grossolano (PM10) a livello del suolo nell’Europa sudorientale e in altre parti del Mediterraneo orientale Puglia in primis.

Le massime giornaliere di PM10 dovrebbero raggiungere concentrazioni anche superiori a 100 µg/m3, indicando una qualità dell’aria molto scarsa, in base all’indice di qualità dell’aria dell’Agenzia europea dell’ambiente. Il fenomeno sarà facilmente identificabile a occhio nudo dai colori del cielo, solitamente nebuloso. Le polveri raggiungeranno l’Italia meridionale e la Sicilia per volare verso la Grecia, la Bulgaria meridionale e i Balcani, Cipro e la Turchia occidentale.

Africa ed Europa lontane, eppure Sahara sempre più vicino

Le distese del deserto secco dell’Africa settentrionale sono le più grandi e consistenti fonti di polvere del mondo.

Le dune sabbiose normalmente non producono polvere: solo i venti più forti sono in grado di sollevare le loro pesanti particelle. Quelle sottili, però, si raccolgono nelle zone cave o nelle pianure del paesaggio desertico che in qualche epoca passata hanno contenuto dell’acqua. Nel corso dell’anno, i forti venti che spazzano le superfici di questi luoghi possono sollevare tonnellate di materiale nell’aria. In estate, a intervalli di pochi giorni, raffiche cariche di polvere lasciano regolarmente il continente. Una volta che le masse di aria oceanica più fredda la spingono in alto nell’atmosfera, la polvere può “galleggiare” per giorni se non per settimane, a seconda di quanto l’aria stessa va in alto e a seconda di quanto si secca. Mentre si sposta perde parte del suo materiale, che precipita in una costante pioggia di minuscole particelle.

Mark Parrington, Senior Scientist CAMS (Copernicus Atmosphere Monitoring Service), ha commentato: “Il trasporto di polveri sahariane attraverso il Mediterraneo verso l’Europa non è insolito. Le osservazioni mostrano un aumento dell’intensità e della frequenza di questi eventi in alcune parti d’Europa negli ultimi anni, evidenziando l’importanza di un monitoraggio continuo della nostra atmosfera per capire come la qualità dell’aria potrebbe cambiare in relazione a questi episodi.

Ora il trasporto dal Sahara si è esaurito al nord, ma si rinvigorisce al sud e nuove tempeste di sabbia promettono nuovi apporti di pulviscolo nei prossimi giorni. Una depressione termica sul deserto del Sahara, favorisce la circostanza in grado di sollevare la sabbia. Nei prossimi giorni, grandi quantità di polvere desertica si metteranno in movimento da due direzioni, una verso i Caraibi guidata dagli alisei e una nuovamente verso il Mediterraneo centrale dove avremo una corrente a getto diretta dall’Algeria all’Italia.

Con buona pace delle macchine che diventeranno bianco/gialle e, qualora necessario, stando attenti a non esporci al vento.

Articoli correlati