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Ruvo: La casa-museo Jatta, un viaggio nelle origini della Puglia

 

Una delle dodici fatiche di Ercole, l'uccisione del leone di Nemea

La casa-museo – Credere nella cultura, somma d’intuizioni positive dell’uomo, risulta essere oggi uno dei pochi, se non l’unico, riferimento intellettuale su cui l’uomo contemporaneo può fondare il proprio pensiero, il proprio futuro. La cultura, quella alta, spesso non abita luoghi inutilmente enfatizzati, ma si rintana in luoghi discreti del mondo. Uno di questi luoghi silenti è la casa-museo progettata e realizzata da Luigi Castellucci, architetto, per la Famiglia Jatta di Ruvo. Essa ospita dentro di sé un museo composto di quattro sale, aperte al pubblico, in cui sono stati raccolti nel tempo, reperti archeologici salvati dagli scavi effettuati nella cittadina di Ruvo, nel suo territorio circostante nonché dagli scavi canosini, dauni, apuli e messapici, tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento.

La collezione vascolare – La collezione vascolare Jatta, vasi proto italioti ed italioti a figure rosse e figure nere, nelle sale e nelle vetrine, è un libro aperto composto di immagini dipinte sulla fragile terra cotta dei crateri attici a figure rosse. Camminandoci dentro, con assoluto silenzio, si incontrano anfore corinzie con animali fantastici e fiori di loto stilizzati. Kylix a figure nere con scene di lotta tra guerrieri. Un’anfora apula a figure rosse, attribuite alla bottega di Licurgo, su cui è raffigurata Nereide che porta la lancia. Un Lutrophoros con figura femminile seduta nell’heroon.  Forme ed immagini in cui, inoltrandosi nelle sale del domestico museo illuminato solo da raggi di sole caldo, ci s’imbatte. Ed ancora, un cratere a campana con una scena fliacica, Ulisse ed Elpenore mentre uccidono la maga Circe. Un’olla dauna con motivi geometrici bicromi. E poi, Asckos a doppio collo proveniente dal territorio di Canosa, a fianco ad una trozzella messapica e un piccolo Thymiaterion, un brucia profumi, di lato ad un vasetto peuceta a manici intrecciati.

La visita – Non credevo ai miei occhi quando, entrando in quella casa-museo, ho visto segni freschi di cultura antica, mito e grecità, passati indenni dalla ferocia degli uomini. Terrecotte fragili che sfidando il tempo, hanno portato con loro racconti, costumi, nomi, mitologie consumate, filosofia diffusa, drammi, guerre, amori mai vissuti ma fortemente immaginati. La mitologia, quella greca, spostando l’attenzione dall’uomo agli dei e dagli dei all’uomo, cambia e scambia, fantasia ed invenzione verità e follia supportando la fragile vita dell’uomo, più fragile delle sue terrecotte. Un Kylix a figure rosse si riappropria del mio sguardo, su di esso sono raffigurati una donna seduta con Eros e di fianco, un cratere a campana con donna e atleta nudo con strigile e Nike ed un Pelike a figure rosse con satiro che massaggia una giovane donna, esprimono un ambiente arcaico fortemente erotico e sublime. A fianco, un Lekythos apulo con finissima decorazione a rete e un piatto apulo dipinto con pesci e molluschi, alludono a cene greco-apule al calar del sole, a seguire un’Hydria apula con donna e giovane nudo che trattiene una colomba ed uno Shyphos con giovane donna ed Eros che suona. Nel silenzio, si ascolta una dolce musica interiore, percepita non dalla lettura di uno spartito musicale ma dal susseguirsi delle immagini dipinte.

Esemplare di vasetto peuceta a manici intrecciati

Il pensiero – L’uomo raccontando il suo pensiero per immagini sfida il tempo, sfida l’eternità, quell’eternità a lungo raccontata ma mai vissuta, consegnando tutto il suo sapere a fragili terrecotte a figure rosse sul Cratere protoitaliota con Ercole e cigno, satiri e menadi con biga di Ares, Bellerofonte sul Pegaso che lotta contro Chimera alla presenza di Atena e Poseidon. Dionisio su una biga trainata da due linci, affiancato da grifo e leone, nell’atto di aggredire un’oca. La punizione di Teseo e Pirotoo alla presenza di Minosse, seduto sulla pelle ferina sotto un ulivo, ed Ecate, dea degli inferi, con due torce in mano a fianco ad Arpia che lega le mani ad un giovane nudo mentre i Boreadi liberano Fineo. Di fianco Giasone dietro la prua della nave Argo e gli Arginanti presso una fontana. Il giardino delle Esperidi con scene bacchie esprime ancora un profumo antico con Apollo nel tempietto mentre guarda la scena sacrificale di Ercole contro il toro, di lato, Dionisio sdraiato guarda Minerva mentre si volta verso un satiro che suona la Lira.

L’invenzione formale ed immaginaria – Fortissimi, nell’invenzione formale ed immaginaria, sono il Rython con negretto divorato da un coccodrillo. Un Pelike con giovani in conversazione tra Elena e Paride con ancelle. Askos con Eros che reca un flabello ad una donna seduta. Lekanis con testa vivile tra volute vegetali e figura androgina alata. Oinochoe a testa di donna. Kantharos con Eros accovacciato. Lebete con giovane atleta. Situla con figura femminile alata con serto di fiori. Kantharos con vecchio barbuto. Ed infine, un cratere con manici a mascheroni con Dionisio seduto con Tirso a fianco ad una donna con corona e alabastron. Scene del mito di Io che, trasformata in giovenca, viene liberata da Hermes mentre racconta la consegna delle armi ad Achille da parte di Tetide e delle Nereidi.

La scena dipinta sul cratere descrive la morte di Talos

A fianco, un Cratere attico  a volute con figure rosse descrive la morte di Talos, afferrato dai dioscuri Castore e Polluce per mezzo dell’incantesimo di Medea.

La visita alla casa-museo è un viaggio, un viaggio mentale e antropologico a ritroso nel tempo e nella nostra cultura. Un incontro con le terrecotte, con la natura umana dipinta ma sopratutto col silenzio interiore, cercando conferme e rilevando certezze d’umana virtù per strutturare il tempo, quello futuro, in una comunione personale e profonda con il passato.

Bibliografia e siti essenziali:

Francesco Di Palo, Dalla Ruvo Antica al Museo Archeologico Jatta, Schena Editore, Fasano (BR) 1994.

www.palazzojatta.org

 

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www.domenicotangaro.it/biografia

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