Rosarno: sfruttamento da agricoltura sottopagata

«É necessario rompere la catena dello sfruttamento che inizia con gli agrumi calabresi per la produzione dei succhi che vengono sottopagati appena 7 centesimi al kg, ben al di sotto dei costi di produzione, mentre sul mercato sono “spacciate” come Made in Italy bevande ottenute da prodotti spremuti ed importati da Paesi lontani senza indicazione in etichetta». Ad affermarlo è la Coldiretti, in occasione del sit in organizzato dall’Osservatorio migranti di Rosarno (Rc) presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

La grave situazione di disagio sociale presente nell’agro calabrese deve essere combrattuta in prims nella lotta contro lo sfruttamento. La prima a cadere sotto il giogo dei poteri economici è la fascia più debole dei lavoratori agricoli, come quella a cui appartengono gli immigrati. Non sono esenti da forti pressioni neppure quelle imprese agricole oneste che restano sopraffatte dall’intero contesto e dalla congiuntura economica.

«Con la trasparenza e la legalità si può spezzare la catena di sfruttamento che sottopaga il lavoro. – aggiunge la Coldiretti – Per questo su un territorio che può offrire grandi opportunità di crescita e lavoro va garantita la legalità per combattere inquietanti fenomeni malavitosi che umiliano gli uomini e il proprio lavoro e gettano una ombra su un settore che – conclude – ha scelto con decisione la strada dell’attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale, al servizio del bene comune».

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