Romanzi green: ma ce n’è proprio bisogno?

Simona Marzano è davvero arrabbiata. Da Milano, dove vive, racconta la sua delusione di accanita lettrice nel vedere in giro tanti libri che di ecologista hanno ben poco ma che, questo è il suo sospetto, vogliono sfruttare l’attenzione crescente verso i grandi temi dell’ambiente.

"Forse i romanzi a sfondo ecologista non hanno colto il senso delle battaglie per un ambiente più pulito?"

« Ho appena letto un thriller a sfondo ecologico e ci ho trovato tutti gli ingredienti di una storia dove la lotta tra il bene e il male è declinata in chiave ecologista: professionisti buoni e puri ingabbiati in trame di interessi sovrannazionali, centrali  fotovoltaiche dannose solo per chi non ci guadagna sopra, sfruttamento malvagio di fonti rinnovabili, tempeste solari, inondazioni catastrofiche, ecc. . Ho letto anche altri romanzi dove il tutto viene presentato in chiave violenta secondo la sensibilità dei nostri tempi: pugni sul naso, fughe rocambolesche e inseguimenti, miraggi dovuti al caldo del deserto e persino incontri con indigeni che sopravvivono alla globalizzazione. Il tutto condito dallo scenario apocalittico (e come potrebbe mai mancare? la profezia dei Maya fa scuola); e il messaggio è sempre quello: è tardi per la redenzione, i segnali di crisi sono stati ignorati per anni e ora non c’è più niente da fare. Questo perché gli uomini – quale novità! – sono egoisti e meschini, e ciascuno pensa a sé.

" Le trame dei thriller "ecologici" si ripetono e ruotano intorno a grandi catastrofi provocate dall'uomo"

Insomma, in giro ci sono parecchi romanzi pieni di luoghi comuni e banalità, e per giunta scritti in maniera disordinata, inadatta al genere in cui questi libri – perlopiù thriller – dovrebbero inserirsi. Inoltre, per quanto sia lodevole il fatto che la letteratura affronti tematiche ambientali, c’è seriamente da chiedersi se non sia diventato qualcosa di peggio di una moda passeggera, e che l’attenzione verso l’ecologia e la sostenibilità sia ora un luogo comune, qualcosa di cui si parla senza davvero darci peso, perché ormai è l’argomento di tendenza, un po’ come i vampiri innamorati nei romanzi per ragazzine. Contesti banali, personaggi stereotipati e piatti, senza che le dinamiche emotive siano indagate in maniera seria: ecco quello che trovo.

L’impressione che si ricava è, purtroppo questa, di banalità e in alcuni casi anche di forzatura delle trame: si parla di ambiente perché se ne sente parlare sempre. Peccato che in pochi capiscano davvero le implicazioni duna sincera attenzione verso il “nostro” mondo. E così, nell’era del green-a-tutti-i-costi, può capitare che anche un giallo o un noir finiscano con il tingersi di verde. Forse, tuttavia, in un modo che un po’ ricorda un bucato scolorito».

 

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