Nuova raccolta dei rifiuti nella Capitale: Test della differenziata in due Municipi di Roma

Roma sperimenta nuove modalità per la raccolta dei rifiuti. Obiettivo: raccolta differenziata efficace e omogenea in tutta la Capitale

«Coinvolgeremo in un piccolo piano di rivoluzione due Municipi, 500mila romani e oltre 200mila utenze domestiche». Virginia Raggi, sindaco di Roma, ha annunciato l’avvio di nuovi servizi per la raccolta differenziata dei rifiuti. A metà aprile, comincerà una nuova sperimentazione nei municipi Roma VI e X. La sperimentazione avrà la collaborazione tecnica di AMA e Conai e, ha precisato il sindaco, il contributo attivo dei cittadini.

«Il nuovo modello di raccolta – ha spiegato il sindaco in conferenza stampa al Campidoglio – prevede la tracciabilità del conferimento dei vari rifiuti, propedeutica all’introduzione della tariffa puntuale. Estendiamo la sperimentazione ai municipi VI e X dopo i risultati raggiunti nel quartiere ebraico, dove la raccolta differenziata ha superato l’80%. Presto saranno interessati anche i quartieri di Trastevere e San Lorenzo, dove AMA sta procedendo alla mappatura delle utenze».

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Nuova raccolta dei rifiuti a Roma: le caratteristiche

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Roma Capitale, Conai e AMA sperimenteranno nuovi sistemi per la raccolta dei rifiuti. Se ne è parlato in Campidoglio con il sindaco Raggi, l’assessore Montanari, il presidente Conai Quagliuolo e l’ad AMA Bagnacani

AMA, gestore del servizio di raccolta rifiuti, ha censito le utenze attive nei Municipi oggetto del test. Il censimento ha permesso di individuare circa 50 mila utenze fantasma. «Un fenomeno – ha evidenziato Raggi – che ha comportato non solo ammanchi nelle casse comunali, ma anche un sottodimensionamento del servizio rispetto alle reali necessità dei Municipi. Questa operazione – ha proseguito il sindaco – porterà maggiori introiti economici, consentendo una riorganizzazione efficiente dei punti di raccolta dei rifiuti».

L’azienda ha individuato nel porta a porta il sistema principale di raccolta. Contenitori con tecnologia a radio-frequenza rilevano se i rifiuti sono conferiti correttamente. I contenitori saranno esposti tre volte a settimana, con l’abbinamento “secco del giorno + rifiuto”: sempre la frazione organica e, a seconda del giorno, anche la frazione secca prevista dal calendario. Lì dove la raccolta porta a porta non sarà possibile, saranno aperte domus ecologiche ad accesso controllato e installati cassonetti di prossimità intelligenti, che riconoscono le utenze tramite una tessera.

Roma ci piace un sacco: il coinvolgimento dei cittadini

Conai, consorzio per il riciclo degli imballaggi, curerà la campagna di comunicazione Roma ci piace un sacco. «Il nostro obiettivo – ha detto Giorgio Quagliulo, presidente del Conai – è vincere le resistenze e le diffidenze dei cittadini, generando adesione, coinvolgimento e consenso».

Il consorzio curerà la distribuzione di materiale informativo e attività di divulgazione nelle scuole e negli spazi di aggregazione nei Municipi. Gli uffici di start-up, dislocati nei quartieri, coordineranno le attività di raccolta e forniranno informazioni ai cittadini. Quando il servizio entrerà a regime, Conai monitorerà e comunicherà alla cittadinanza i risultati raggiunti.

Raccolta rifiuti a Roma: sta per cessare la ordinaria emergenza?

Tra utenze fantasma e servizi di raccolta poco efficienti e uniformi, Roma vive in uno stato di ordinaria emergenza rifiuti. «Siamo consapevoli – ha aggiunto il presidente Conai – che si continuerà a parlare di questo problema, ma questa sperimentazione crea discontinuità col passato».

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Grazie a questo test, Roma ambisce a un sistema di raccolta differenziata uniforme su tutto il territorio. «La città – ha spiegato Lorenzo Bagnacani, amministratore delegato di AMA – presenta svariati modelli urbanistici. Abbiamo individuato soluzioni di raccolta adattabili sulla base di esigenze e peculiarità delle diverse aree».

«I nostri traguardi – ha detto Pinuccia Montanari, assessore alla Sostenibilità ambientale di Roma Capitale –  sono ben delineati: ridurre i rifiuti, aumentare la differenziata al 70%, sviluppare impiantistica sostenibile. Abbiamo chiesto alla Regione Lazio le autorizzazioni per due nuovi impianti di compostaggio».

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