Roma: inaugurata la prima stazione di servizio con asfalto al grafene

Giuseppe Zappala_, AD Q8 Italia_ Bashar Al-Awadhi, GM Q8 Italia_ Federica Giannattasio, AD Iterchimica

È la prima al mondo. È stato utilizzato un additivo high-tech, basato su tecnologia made in Italy, che rende l’asfalto più duraturo, sicuro ed ecosostenibile

È stata inaugurata a Roma la prima stazione di servizio con asfalto al grafene. È la Q8 Via Ardeatina, prima al mondo a sperimentare l’asfalto con Gipave, un supermodificante polimerico contenente anche grafene e una plastica da recupero appositamente selezionata, che a oggi non rientra nella filiera del riciclo ma è destinata agli impianti di termovalorizzazione. L’additivo al grafene Gipave permetterà di estendere la vita utile della pavimentazione con conseguente riduzione degli interventi di manutenzione e dei relativi costi nel medio-lungo periodo.

Gipave contiene G+ Graphene Plus, una specifica tipologia di plastica da recupero appositamente selezionata e una base funzionale studiata da Iterchimica. Gipave è il risultato di una ricerca durata tre anni, condotta da Iterchimica in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, G.Eco (gruppo A2A) e Directa Plus. Il grafene utilizzato proviene dall’azienda Directa Plus quotata all’AIM di Londra (LON: DCTA), mentre la Società G.Eco ha fornito la componente di plastiche dure. L’Università degli Studi di Milano Bicocca si è occupata invece dell’intera analisi ambientale (LCA – Life Cycle Assessment).

Dal 2018 ad oggi questa tecnologia brevettata è stata utilizzata in dieci campi prova realizzati sia in Italia sia all’estero. Le sperimentazioni in Italia hanno riguardato, tra le altre, una taxiway dell’aeroporto di Roma- Fiumicino  dedicata  ai  velivoli  intercontinentali,  una  taxiway  dell’aeroporto  di  Cagliari-Elmas, la SP 03 Ardeatina a Roma, la Strada Provinciale 35 Milano-Meda e la SP62 nei pressi di Laimburg (BZ).

All’estero, Gipave è stato sperimentato nel Regno Unito, più precisamente sulla Main Road a Curbridge nell’Oxfordshire e a Dartford nel Kent. Inoltre, Iterchimica ha donato il prodotto e la tecnologia Gipave per il fondo stradale lungo 1.067 metri del nuovo ponte di Genova San Giorgio. Tutti i test finora effettuati da università e laboratori certificati hanno confermato gli ottimi risultati in termini di performance dell’asfalto, già riscontrati in tre anni di Ricerca e Sviluppo in laboratorio. I dati su strada convalidano l’aumento della resistenza ai cicli di carico, la capacità di sopportare le escursioni termiche e hanno dimostrato che la tecnologia utilizzata consente di migliorare i parametri relativi all’ormaiamento, ovvero l’accumulo progressivo di deformazioni permanenti del manto stradale.

La nuova tecnologia usa specifici polimeri e nanomateriali in grafene al fine di migliorare notevolmente le prestazioni fisico-meccaniche delle pavimentazioni.

Dal punto di vista ambientale la nuova tecnologia rappresenta un’innovazione anche per quanto concerne l’economia circolare. Infatti, le strade realizzate con Gipave, oltre a consentire il recupero di una specifica tipologia di plastica dura potranno essere riciclate al 100% nei successivi cicli produttivi, permettendo di risparmiare materie prime e di ridurre in modo significativo le emissioni di CO2.

I lavori hanno interessato la pavimentazione della nuova stazione di servizio per un’area complessiva di 2.000 mq e hanno previsto l’impiego del supermodificante a base di grafene per gli strati di binder (7 cm) e di usura (3 cm).

La produzione e la stesa dei conglomerati bituminosi sono state eseguite dall’impresa romana AS Appalti Stradali, aggiudicatrice dell’appalto.

Per questa singola area di servizio è stato possibile recuperare 1 ton di plastiche riciclate altrimenti destinate alla termovalorizzazione. Grazie al mancato incenerimento, si è stimato dunque un risparmio di circa 82 kg di CO2eq. Inoltre, l’aumento della vita utile della pavimentazione con Gipave, rispetto ad una con bitume tal quale, permetterà un’ulteriore riduzione delle emissioni di CO2eq sino al 70%.

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