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Risparmio energetico e benessere abitativo: la casa è “passiva”

Un progetto di casa passiva

Sebbene la definizione suoni quantomeno strana, abitare una casa passiva dovrebbe essere l’obiettivo di tutti. Il termine “casa passiva”, in realtà, è quasi sconosciuto in Italia quanto assai diffuso nei Paesi europei. In poche parole, si tratta di una casa in grado di coniugare benessere abitativo e sostenibilità con risparmio. Una casa, per meglio dire, in grado di mantenere un clima confortevole al suo interno senza avvalersi di sistemi di riscaldamento e condizionamento convenzionali. Questo significa utilizzare tecniche e materiali costruttivi che riducano le perdite di calore e sfruttino l’irraggiamento solare e la geotermia per assicurare il benessere termico. Per fortuna, la promozione della cultura di abitazioni di questo tipo si va facendo strada nel nostro Paese: uno tra i primi esempi di case passive in muratura è stato realizzato nel 2009 in Lombardia. Casa Striatto – prende il nome dalla dottoressa Vera Striatto che ne ha seguito lo studio dei particolari costruttivi – si trova a Mariano Comense (Co) ed è una palazzina a tre piani, all’apparenza senza nemmeno ardite pretese architettoniche. Il piano terra ospita la zona giorno, con la cucina, il soggiorno, due bagni e una camera; il primo piano la zona notte, con soppalco, due camere e relativi servizi; il piano interrato, infine, è adibito ad autorimessa. In realtà, ed è la prima particolarità, una simulazione dinamica del Politecnico di Milano ha studiato la disposizione di ogni locale in modo da sfruttare al meglio la luce solare. Poi: pannelli solari costituiscono fonti di riscaldamento dell’ambiente e dell’acqua, mentre il recupero dei pluviali in cisterne ad hocserve per sanitari, irrigazione del giardino come anche lavaggio auto.

Marchio della certificazione CENED

Le dispersioni di calore nella villa sono evitate grazie ad un rivestimento detto “a cappotto” e composto da spessi strati di polistirolo nonché dall’utilizzo di infissi a triplo vetro e con gas isolante nel vetrocamera. Va da sé che una casa passiva che si rispetti, e casa Striatto lo è, produca in autonomia l’energia elettrica grazie all’impianto fotovoltaico. Impianto non solo in grado di soddisfare il fabbisogno giornaliero, ma anche di ricevere un bonus per ogni kw/h prodotto. Questa serie di scelte rendono autonoma l’abitazione dal punto di vista della produzione di energia, e ne assicurano anche il massimo risparmio energetico. L’insieme di questi sistemi, infatti, fa sì che l’edificio sia in grado di consumare solo 10 kwh per mq all’anno, contro i 50/60 dei fabbricati che rispettano le ultime normative sul risparmio energetico. Una sfida, come la definisce la famiglia che ne ha voluto la realizzazione con queste caratteristiche, che porta benessere e innovazione non solo per chi usufruirà dei benefici della costruzione stessa, ma anche per l’intera comunità in termini di sostenibilità ambientale oltre che di progetto pilota.

 

 

 

 

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