Risparmio acqua: gli italiani preferisconol’acqua in bottiglia o quella del rubinetto?

Risparmio dell’acqua: 30,5 milioni gli italiani chiudono sempre il rubinetto quando si lavano i denti, mentre 25 milioni scelgono la doccia al bagno

Il Belpaese è un territorio ricco d’acqua. Questo è il primo punto fermo. Secondo. L’Italia è una nazione divisa tra chi preferisce dissetarsi dal rubinetto e chi dalla bottiglia di plastica. Terzo punto fermo: c’è un po’ più di consapevolezza sul risparmio idrico. Ma c’è ancora molto da fare. Che sia naturale o minerale, “del sindaco” o “di pozzo”, all’italiano medio l’acqua potabile pubblica piace e non. Questione di cultura, educazione e informazione.

Risparmio acqua: quella del rubinetto è sicura, ma in pochi lo sanno

Secondo lo studio “L’acqua nelle abitudini degli italiani” realizzato per Culligan da Lifegate in collaborazione con l’Istituto di ricerca Eumetra MR, il 67% gli italiani preferisce bere l’acqua in bottiglia di plastica perché ritenuta più sicura rispetto a quella di rubinetto. Nonostante il 47% della popolazione (circa 26,8 milioni di persone) sia attento al consumo dell’acqua da bere, sono ancora troppi gli italiani indifferenti all’argomento. Eppure, secondo una ricerca realizzata da Open Mind Research su commissione di Aqua Italia (federata Anima – Confindustria), il 73,7% della popolazione italiana ha bevuto acqua del rubinetto (trattata e non) negli ultimi 12 mesi. Un trend positivo nel panorama del risparmio acqua con un tasso di crescita di oltre il 10% rispetto alla ricerca del 2014.

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La plastica inquina e costa: 9 italiani su 10 ne sono al corrente

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Per il 47% di intervistati la scelta dell’acqua in bottiglia di plastica è dovuta a una percezione di maggiore sicurezza

A fare da contraltare al grande utilizzo delle bottiglie di plastica c’è la diffusa consapevolezza dei rischi per l’ambiente che tale scelta comporta. Il 90% del campione della ricerca Culligan è consapevole che nel 2050, nei nostri mari, vi sarà più plastica che pesci. Il 91% è convinto che la produzione e il trasporto di acqua minerale in bottiglia comportino un elevato impatto ambientale in termini di emissioni di anidride carbonica. Infine, il 92% del campione è a conoscenza che l’utilizzo di acqua minerale in bottiglia determini un esborso a famiglia che varia da 300 a 700 euro.

Che acqua beve fuori casa l’italiano medio?

Secondo la ricerca di Aqua Italia, il 23,7% degli intervistati beve acqua del rubinetto negli esercizi commerciali e il 50,8% la berrebbe se gliela offrissero. Tra coloro che bevono acqua del rubinetto abitualmente si riscontra una maggiore abitudine al consumo (abituale o possibile) di acqua trattata negli esercizi commerciali: il 39,6% dichiara di “berla già” e il 50,2% la berrebbe se gli venisse offerta. A livello geografico si rileva una maggiore resistenza nelle aree del sud e Sicilia (30,1%) a chiedere acqua del rubinetto.

Risparmio acqua: Italia primo paese in Europa per consumo di acqua in bottiglia

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo, Legambiente e Altreconomia hanno presentato il dossier Acque in bottiglia 2018. Dal documento risulta che l’Italia è il primo paese in Europa e il secondo al mondo per consumo di acqua in bottiglia, con una media di 206 litri l’anno a persona. Per contrastare questa anomalia, presente anche in altri paesi europei, la Commissione Europea ha deciso di revisionare la direttiva 98/83/CE sulle acque potabili, con il fine di incentivare il consumo di acqua del rubinetto, quindi il risparmio dell’acqua.

Risparmio dell’acqua: italiani preoccupati per l’acqua del rubinetto “contaminata”

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Il 34,7% del campione di una ricerca Aqua Italia di dice estremamente preoccupato circa la possibilità di bere acqua del rubinetto contaminata

Allarmismo esagerato o semplice mancanza di informazione? Sull’acqua i luoghi comuni sono duri a morire, soprattutto al sud Italia. Nonostante il sistema idrico nazionale goda, in generale, di buona salute, il 34,7% del campione della ricerca Aqua Italia di dice estremamente preoccupato circa la possibilità di bere acqua del rubinetto contaminata. Tra coloro che hanno già un’abitudine al consumo dell’acqua potabile del rubinetto, si riscontra una preoccupazione per i contaminanti chimici più bassa della media della popolazione (14,8% vs. 34,7%). Al contrario, per coloro che abitualmente non bevono acqua del rubinetto, tale preoccupazione è molto elevata (50,3% vs. 34,7%).

Rinunciare alle bottiglie di plastica? Ok, ma la gente chiede più garanzie

Sempre secondo la ricerca commissionata da Culligan, il 68% degli italiani è disposto a dare una mano al risparmio acqua abbandonando quella in bottiglia per passare a quella del rubinetto, a condizione però di ricevere maggiori garanzie sulla qualità. La percentuale riguarda soprattutto soggetti con più di 55 anni, residenti nei grandi centri del sud Italia, che preferiscono consumare acqua minerale in bottiglia di plastica. Per il 47% la scelta è dovuta a una percezione di maggiore sicurezza. Per il 20% è invece una questione di comodità, mentre solo il 16% sceglie l’acqua minerale confezionata perché ne preferisce il gusto.

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